I finti saggi, veri cattivi maestri
L'aiuto pratico

I finti saggi, veri cattivi maestri

Ostentando sicurezza in ogni campo, condizionano chi è alla ricerca della propria strada e avrebbe bisogno di una guida vera per crescere: come difendersene

Si trovano dovunque: ogni ambiente ha il suo “espertone”, il “saggio”, il “maestro” sempre pronto a elargire verità assolute, giudizi definitivi e parabole paradigmatiche, nonché sapienti consigli, paterne approvazioni e materne censure. Non parliamo qui del leader di una setta o di un movimento, ma di quelle persone che nel nostro mondo quotidiano (lavoro, amici, scuola, università, circolo sportivo o culturale...) si auto-incaricano, con la collusione inconscia di chi sta intorno, del ruolo di “esperto in tutto”. Ne parliamo perché esse, ostentando una granitica sicurezza in ciò che dicono e una dialettica superiore alla media dell’ambiente che frequentano, possono influenzare negativamente la vita di altri più insicuri e manipolabili, che hanno bisogno proprio di un leader di riferimento, di una figura patriarcale di guida.

Quando la saggezza inflazionata 

La figura del saggio in realtà è connaturata all’esistenza di qualsiasi gruppo fin dai tempi più antichi. Le società arcaiche avevano bisogno di una guida che possedesse il carisma, cioè quel segno distintivo che ne faceva una persona speciale in contatto con verità immanenti o trascendenti. Tali figure, sebbene in scenari ben più evoluti e autocoscienti, sono auspicabili anche ai nostri giorni: è fondamentale per ognuno di noi sapere che c’è qualcuno al mondo - e nel nostro personale mondo - che ne sa più di noi sull’arte di vivere, perché questo ci dà speranza, sicurezza e reale possibilità di progresso. Un po’ come nell’arte o nella scienza: qualcuno va oltre e “vede” ciò che già c’è ma che l’occhio comune non vede ancora. Oggi tuttavia, nel trionfo dei modelli narcisistici, il ruolo del Saggio è sempre più inflazionato: diventa un sapiente - spesso in buona fede - chi acquisisce una ricchezza o un ruolo di potere, o chi sente di aver raggiunto una qualche verità o chi ha semplicemente visto che conviene interpretare il ruolo di chi “sa”.  Ma come difendersi da questi falsi maestri? Qui trovate alcuni utili suggerimenti.      

il segreto del loro successo

- Mostrano una sicurezza “a prescindere” e nascondono ogni dubbio.

- “Vendono” bene i risultati ottenuti, mitizzandoli ad arte.

- Intuiscono al volo l’ambiente o la persona con cui interpretare questa parte.


Come riconoscerli

Stanno sempre sul pulpito
- Non si trattengono dall’elargire consigli e giudizi anche senza conoscere a fondo la situazione.

Vogliono convincere
- Hanno uno spasmodico bisogno che l’altro accetti quello che dicono, e se non lo fa spesso si offendono.

Vivono male la critica
- Se qualcuno osa esprimere disaccordo banalizzano le sue idee o cambiano argomento o dicono che l’altro “non può capire”.

Guardano dall’alto
- Fanno di tutto per tenere il dialogo su un piano impari e asimmetrico, con loro sopra e gli altri sotto come discepoli.

 Sono statici e noiosi
- Dopo un po’ si capisce che sono fermi, che non si mettono più in discussione e che pensano di non aver più niente da imparare.

Nulla li stupisce
- Arroccati nelle loro certezze, non provano mai stupore, sorpresa e non sanno realmente immedesimarsi nei problemi altrui.


Come difendersi

Ascolta la tua interiorità
- Dopo che ricevi un consiglio dal “saggio” resta da solo per un po’. Sentirai subito se ti appartiene o no. E se è no, fai vincere la tua voce interiore a quella del carisma esterno, o sarà una violenza a te stesso.

Non raccontare troppo di te
- Il falso maestro utilizzerà ciò che gli dici per giudicarti e - spesso senza volerlo - ne farà dei pregiudizi con cui inquinerà i suoi consigli. Sii più riservato con lui, sarai più autonomo

Impara a selezionare
- Anche in un “finto saggio” c’è qualcosa di buono, di vero e di interessante. Impara a capire che cosa puoi realmente imparare da lui e cosa no. L’importante è non identificarsi con tutto ciò che dice.

Non porti come subalterno
- Chiedere un consiglio non significa sottostare. Ricorda che in genere un vero maestro più che delle risposte possiede delle domande. Domande capaci di farti scorgere soluzioni impensate.

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