Coppia e amore
In amore, l'ostinazione t'imprigiona: liberatene così

Più combatti affinché la tua relazione d'amore diventi come la desideri, tanto più la trasformi in un incubo: ecco perché accade e come puoi evitare di farlo

Troppo spesso, nelle relazioni d'amore, l'ostinazione gioca brutti scherzi: è quello che accade a Valentina, 35 anni, separata, che scrive a Riza Psicosomatica per avere un parere sul suo attuale compagno. “Da un anno e mezzo frequento un uomo di 42 anni, scapolo e senza figli che da subito si è dichiarato incapace di una relazione stabile. Ho deciso di continuare a frequentarlo ma dopo qualche mese ho cominciato a non stare bene perché ci vedevamo davvero poco anche se eravamo felici insieme. Proprio per questo non capivo e non capisco ancora il perché di tanta resistenza da parte sua…” Lui afferma di non sentirsi innamorato, che da anni non ha una storia fissa e che fatica a relazionarsi come lei vorrebbe. Valentina prova a lasciarlo, per poi tornare ogni volta sui suoi passi perché ha capito che non può stare senza di lui. Sono passati mesi e, malgrado non sia soddisfatta, continua a credere che quella di lui sia solo paura di amare e di soffrire...

L'ostinazione crea pericolose illusioni

Malgrado la chiarezza del partner, Valentina continua ad imputare il suo distacco a cause che le consentano di tenere in vita le proprie illusioni, tanto da stupirsi del fatto che il compagno non si trattenga da lei più di una notte o che non abbiano mai trascorso un fine settimana o una vacanza assieme. “Io mi sento tormentata perché mi manca troppo il fatto di sentirmi importante per qualcuno”. L'ostinazione non coincide mai con l’intuizione, né tanto meno con la vera forza di volontà. Perseverare nel tener viva una convinzione illusoria è solo un modo per evitare di fare i conti con le proprie paure: quella di non essere abbastanza attraente, ad esempio, o abbastanza importante, o quella di rimanere soli. Ciò che occorre ricordare sempre è che qualsiasi disagio nasce da noi stessi. Quali insicurezze ha messo a nudo un simile rapporto? Quali ideali e convinzioni rischiano di crollare accettando l’evidenza? Sono queste le domande che Valentina dovrebbe farsi.

Se ti arrendi all'evidenza, evolvi

Se nel linguaggio comune, la parola "resa" viene associata alla sconfitta, e interpretata per tanto negativamente, a livello evolutivo denota al contrario maturità e consapevolezza: la capacità di rinunciare a idee e speranze vane. Il percorso di ciascuno incontra ostacoli tanto più ardui quanto più le scelte compiute ci distolgono dal cammino prescelto dalla nostra anima. Così, ci ritroviamo a sbattere la testa, imprigionati in un copione che, per quanto doloroso, continuiamo a recitare a dispetto di tutto. “Gli ho gridato a gran voce e piangendo cosa mi manca in questo rapporto ma le cose non cambiano; perché? Si tratta di mancanza di amore o è solo paura?” Se Valentina provasse ad accettare il partner per quello che è, riuscirebbe a cogliere il vero significato di questa relazione, e il legame durerebbe esattamente quanto le serve, non un minuto di più. Le domande da farsi nella vita non hanno mai a che fare con il comportamento altrui ma con le nostre scelte, con la nostra interiorità. Solo arrendendosi, Valentina sarà in grado di decidere se chiamarsi fuori o proseguire questa storia senza più aspettare che sia un'altra persona a liberarla dai propri tormenti.

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