Delusioni: ecco la chiave per uscirne
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Delusioni: ecco la chiave per uscirne

Dopo una delusione, è facile diventare diffidenti e chiudersi in se stessi, ma è una trappola: se abbandoniamo le aspettative illusorie, la rinascita è a portata di mano

“Non me l’ero immaginata così, la mia vita”. È una frase dura, come può essere dura la delusione, ma può capitare a tutti di pronunciare parole simili, perché tutti viviamo aspettandoci qualcosa dal futuro. Del resto, qualunque dizionario dà questo significato all'emozione di cui stiamo parlando: "la delusione è uno stato di tristezza provocato dalla costatazione che le speranze coltivate non hanno trovato riscontro nella realtà."

Il copione che recitiamo apre la strada alla delusione

Troppo spesso nella vita capita di fare piani mentali a volte vaghi e generici, altre volte strutturati con tanto di tappe di avvicinamento. “Non voglio sposarmi presto, prima voglio fare esperienze e affermarmi nel lavoro, poi avrò un famiglia e dei bambini” ( oppure all’opposto: “Sogno il grande amore che dura una vita”). È come se scrivessimo un copione e ci sforzassimo poi di recitarlo. Un atteggiamento mentale pieno di aspettative che crea un terreno fertile per le delusioni: quando qualcosa non andrà nella direzione prevista, la disillusione, lo sconforto e l'amarezza prenderanno facilmente il sopravvento. Può accadere in ogni ambito dell'esistenza: sul lavoro, in amore, nelle amicizie, coi figli o coi genitori. Il problema non è il mondo esterno, siamo noi e il nostro modo di vivere.

Si potrebbero fare altri esempi. Molti pensano che staranno veramente bene solo quando andranno in pensione: allora, finalmente, potranno dedicarsi a se stessi. Altri credono che saranno felici quando saranno sposati. O al contrario divorziati, oppure quando avranno cambiato lavoro o ottenuto successo e così via. “Ci sono persone che non vivono la vita presente, ma si preparano con grande zelo come se dovessero vivere una qualche altra vita e non quella che vivono: e intanto il tempo si consuma”, scriveva il filosofo greco Antifonte. Se vogliamo comprendere cos'è la delusione, non occorrono molti ragionamenti: è vivere nelle gabbie delle continue aspettative.

La delusione arriva quando gli schemi esistenziali sono troppo rigidi

L’idea che “siamo noi a plasmare la nostra vita” funziona fino a un certo punto: se ci spinge a vivere giorno per giorno secondo uno stile personale, che sa cogliere intorno a noi ciò che ci fa star bene e scarta il resto, senza aspettarsi niente e senza fare troppi piani, allora funziona. Ma se diventa un’illusione, la proiezione di ideali e schemi mentali preconfezionati diventa una gabbia e ci espone al rischio del fallimento. Basta una deviazione, un imprevisto, una novità – persino se positiva – e non ci si ritrova più. “Mi sono innamorata a 50 anni. Oddio che tragedia” E ora cosa faccio con mio marito?”. Oppure: “Lui mi ha tradito. Non lo perdono, ma ho sbagliato tutto nella vita!”. O ancora: “Sono un semplice impiegato, quindi sono un fallito!”.

Nessuno pensa che tu sia un fallito se non lo credi tu per primo. Se lo fai è solo perché continui a vivere nell’onda di un pensiero fasullo: “Felicità è essere ricco e famoso”. Tutto questo allontana da se stessi e dal presente. “La gente si rifugia nel futuro per sfuggire alle sofferenze. Traccia una linea immaginaria sulla traiettoria del tempo, al di là della quale le sue sofferenze di oggi cessano di esistere”, scriveva Milan Kundera. Ma se illudersi per non soffrire si può capire, un'illusione che in più ci rende infelici è proprio da buttare.

Sei sempre nell’età giusta: no ai rimpianti

Un altro pericoloso amico della delusione è il rimpianto. “Alla mia età che cosa posso fare?”. “Ormai non servo più a nulla”. “Tutto è perduto”. Ti senti a un punto morto? Spesso si vive il trascorrere degli anni come la perdita di ogni possibilità. Progetti e bilanci ti fanno sentire inadeguato e inutile e innescano i rimpianti. Ribalta il modo di vedere: spesso sono proprio le attività e gli eventi che giudichiamo “inutili”, perdite di tempo – ad esempio gli svaghi, gli hobby, oppure le deviazioni e gli imprevisti – a seminare in noi possibilità nuove. Tutto si rinnova di continuo: meno progetti fai, più facilmente puoi intuire potenzialità e aprirti alle sorprese che la vita sa regalare sempre, come nella storia che state per leggere.

Dalla delusione alla rinascita

Una giovane lettrice di Riza Psicosomatica, Cecilia, ci scrive: “Da un anno e mezzo ho lasciato la città dove studiavo per ritornare nel mio piccolo paese e nello stesso periodo è terminata una storia d’amore. Due grosse delusioni, ma fortunatamente, a pochi giorni dal rientro, ho ricevuto una proposta di lavoro in una gelateria della mia zona e ho accettato senza pensarci. Non me lo sarei aspettato ma sto vivendo un periodo roseo, anche se ho capito ben presto che il mio datore di lavoro si era innamorato di me. Inoltre molti ragazzi venivano spesso in gelateria con la scusa di vedermi: ricevevo tanti complimenti, bigliettini sulla macchina, fiori, mi sono sentita di nuovo desiderata."

Se accogli i cambiamenti, ti liberi delle delusioni

Molte volte la vita sembra darci una seconda possibilità per superare una delusione ed è quello che è successo a Cecilia. Dopo un periodo burrascoso in cui ha dovuto lasciare la tanto sognata indipendenza per ritornare a casa da mamma e papà e aver dovuto mettere la parola fine a una relazione importante, Cecilia non si è abbattuta ed è riuscita a ripartire da un nuovo lavoro e si è anche riscoperta desiderabile.

Attenzione ai condizionamenti: ti ingabbiano

Tutto bene dunque? Non proprio: i condizionamenti mentali sono sempre in agguato. Ecco come prosegue la Mail di Cecilia. "Ragionando su quegli sguardi maschili, però, mi faccio delle domande: non vorrei essere desiderata come donna, ma come Cecilia. Insomma, ho paura di ricevere ulteriori delusioni e di diventare ancor piùdiffidente verso tutti. Ho riscoperto l’amore solo recentemente quando sono andata a prendere Lucky, il mio cagnolino, in un negozio di animali: lui si che mi ama per quello che sono. Le persone ti deludono, gli animali no".

L'amore puro è un'illusione che crea... delusioni! 

Tutto l’amore che Cecilia riversa sul suo cagnolino è la compensazione di una paura: non riuscendo ancora a fidarsi degli uomini e dell’amore che possono darle, pensa di poterlo avere solo attraverso il suo amico a quattro zampe, che l'ama incondizionatamente. Ma perché tutta questa diffidenza? Apparentemente il problema che la affligge è il fatto di sentirsi desiderata solo come donna, non come persona, non come Cecilia. In realtà, quella "purezza" d'amore che cerca è una gabbia, una difesa contro le delusioni che inevitabilmente le relazioni sentimentali possono produrre.

Tutti, almeno inizialmente, si relazionano con gli altri in base a stimoli basati sull'attrazione e solo in un secondo momento quell'interesse iniziale potrà svilupparsi in un modo più completo. Rifiutare l'interesse dell'altro sesso per questo motivo vuol dire in primo luogo avere una gran paura delle relazioni e dell'eros. Ora Cecilia non deve pensare al futuro, a nuovi incontri, per i quali evidentemente non è ancora pronta: deve solo accogliere il fatto di sentirsi desiderata. Allora prima o poi sentirà di nuovo il desiderio sorgere in lei e si accorgerà di essere pronta a mettersi in gioco. Questa volta senza troppe aspettative, ma accogliendo ciò che la vita le porterà in dono, come sta già facendo!

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