Coppia e amore
Chi dà troppo di sé teme di non meritare nulla

Esistono donne che danno tutto a partner assenti e mortificanti raccogliendo briciole in cambio di montagne: come uscire da questa prigione autoimposta?

L’aspetto paradossale di questi rapporti è che a sentirsi in colpa è proprio la donna, convinta di non meritare le attenzioni del compagno e costretta a dedicarsi il più possibile per ottenere un minimo di considerazione. È quel che capita a Luana che scrive a Riza Psicosomatica per trovare una risposta ai propri comportamenti: “Perché mi occupo della felicità del mio uomo come se fosse più importante della mia? Perché, non appena diventa freddo o scostante, me ne addosso la colpa sminuendo le mie costanti attenzioni per lui e valorizzando ogni suo raro gesto di interesse nei miei confronti? E soprattutto perché, pur facendo tutto questo, in lui, invece che gratitudine suscito risentimento?”. Il meccanismo è presto svelato: più diamo in questo modo più diventiamo petulanti, apprensive e ridicole, oltre che manipolatrici travestite da compagne premurose. Ci trasformiamo in uno zerbino e non c’è maschio, per quanto gli sia comodo calpestarlo, che non lo disprezzi. 

Dare troppo non è sinonimo di generosità ma di bisogno 

Dare troppo è una sorta di coazione a ripetere che svela in maniera evidente l’insicurezza di chi dona. Si tratta di donne preoccupate di ricevere approvazione e gratitudine che le mettano al riparo da eventi e giudizi capaci di accrescere oltremodo la loro fragilità. Purtroppo, chi si fa irretire dall’ottima combinata “qualità-prezzo” vede nella donna prodiga di attenzioni non tanto una benefattrice ma la testimone della propria meschineria. Non solo! Il suo elemosinare amore legittima il partner a dare il minimo sindacale, tanto lei si accontenta degli spiccioli! Ma a ingenerare il risentimento è soprattutto la mancanza d’intimità che, alla lunga, mina relazioni di questo tipo: danno troppo, dicono sempre sì, sopportano l’insopportabile pur di evitare un contatto profondo col partner. Preferiscono idealizzare la relazione con lui, accontentandosi di tenerla in vita, piuttosto che viverla davvero con le inevitabili frizioni che questo comporta.

Senza mettersi in gioco non c'è vera intimità

Storie analoghe a quella descritta da Luana mostrano un preoccupante sbilanciamento di potere a favore del maschio, dove a essere carenti sono proprio gli ingredienti alla base di ogni autentica relazione d’amore: scambio, confidenza, alleanza. Cos’è che si teme di scoprire in un gioco a carte scoperte col partner? Forse la sua ostilità per il proprio comprovato valore. È sorprendente, infatti, che lo scenario descritto appartenga spesso a donne in gamba, abili nel lavoro e nei rapporti sociali. Spesso pesa su di loro il timore di essere “troppo” per meritare l’amore sincero di un uomo sgombro dal senso di rivalità. E allora succede che scelgano di ridurre al minimo le loro richieste, come a scusarsi del curriculum di tutto rispetto che si sono conquistate: "non voglio che si senta inadeguato con una come me": ecco cosa affermano questo tipo donne. In verità, sono loro le prime a pensare di non meritare altro; al contrario dovrebbero tenere a mente che dare troppo equivale ad aver paura di chiedere il giusto. Le donne "risolte" lo sanno: chi non è disposto a pagare equamente pur di averle sarà costretto a cercare altrove.

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