Vuoi farti capire? Elimina i "se"!
Comunicazione

Vuoi farti capire? Elimina i "se"!

Esiste un modo di comunicare efficace, diretto e pratico e un altro che appesantisce l’esistenza: ma imparare a parlare in modo efficace è molto semplice...

La comunicazione tramite il linguaggio parlato è una caratteristica peculiare dell'uomo, uno degli aspetti che più ci differenzia dal resto del mondo animale; è un formidabile canale per diffondere e ricevere informazione, un modo di interagire, persuadere, motivare ma anche un mezzo di espressione delle emozioni. Apprendiamo a parlare fin dalla prima infanzia, e questo porta spesso a dare per scontato il saperlo fare bene e a svalutare quanto sia importante conoscere bene l'arte di comunicare e i tanti benefici derivanti da un modo di parlare funzionale. Dunque, com'è una cattiva comunicazione? E quali sono le caratteristiche di una efficace? Vediamo alcuni esempi pratici.

La cattiva comunicazione insiste sul passato e sul mondo del “se”

Una cattiva comunicazione con gli altri e con te stessi può avere molte caratteristiche: può essere indiretta, ridondante, lontana da ciò che accade adesso, ancorata al passato. Un esempio evidente di cattiva comunicazione è quello nel quale si fa un uso eccessivo del termine “se”. Lo usiamo regolarmente quando riflettiamo in modo ipotetico (e inutile) sugli eventi passati:

  • “Se avessi cambiato lavoro…”
  • “Se quella storia d’amore avesse funzionato…”
  • “Se non fosse arrivato il coronavirus…”

Questo stile comunicativo porta a rimuginare su situazioni della nostra vita ormai immodificabili e il risultato è quello di rimanere bloccati in un ciclo continuo di riflessioni fini a se stesse. Non solo: un simile modo di parlare riflette uno stile mentale da rivedere, perché indugiare sugli eventi del passato fa male dal punto di vista psicologico, affatica l’anima: ciò che non è accaduto non fa parte del nostro destino, non doveva o non poteva accadere ed è quindi inutile continuare a rimuginarci sopra e soprattutto...parlarne!

Peggio fanno quelle frasi che hanno a che vedere con il rimpianto o la frustrazione di non essere quel che si è:

  • “Se non fossi timido…”
  • “Se fossi più furbo…”
  • “Se fossi alto 1 metro e 80..."

Così non va: quelle che consideriamo mancanze, difetti, limiti sono in realtà caratteristiche che, se accettate pienamente, si rivelano sempre punti di forza, peculiarità, tratti unici della personalità. Una cattiva comunicazione rivela dunque per prima cosa un rapporto disarmonico con se stessi, un'attenzione eccessiva alla nostra storia di cui liberarsi al più presto.

Per comunicare bene, dai voce alla tua spontaneità...

Parola e pensiero sono strettamente collegati; il modo in cui diciamo qualcosa influenza il modo in cui percepiamo quella determinata cosa e viceversa. Se lasciamo che il rimpianto e la confusione prendano il sopravvento nella nostra comunicazione, daremo un'impronta negativa al nostro pensiero e al modo in cui ci vedono gli altri. Un vecchio proverbio recita: “Se Dio avesse voluto che l'uomo volasse gli avrebbe dato le ali”. Il messaggio racchiuso in questo detto popolare è semplice ma importante: non perdiamoci nel sentimento del rammarico per ciò che non abbiamo o che non è successo ma concentriamoci sulla realtà, su quello che siamo adesso.
Ecco tre cose che possiamo fare per comunicare in modo costruttivo.

Impara ad ascoltarti

Per poter comunicare in modo chiaro ed efficace dobbiamo innanzitutto ascoltare noi stessi. Di cosa abbiamo veramente bisogno? Cosa può farci stare bene? Quando avremo ascoltato e accolto i messaggi del profondo, della nostra anima, potremo esprimerci al meglio.

Focalizzati sul qui e ora

Quel che è accaduto ieri non conta più e quel che accadrà domani è ignoto, quel che ho e che sono adesso è ciò che importa. Una buona comunicazione poggia sulla percezione delle cose che accadono in questo momento, perché solo in tal modo è allineata al mondo profondo, che vive istante per istante, come tutto il corpo.

Trova il modo di comunicare che ti rispecchia

Così come possediamo quel vestito che ci calza a pennello e ci fa sentire a nostro agio, così esiste un modo di comunicare cucito su misura per noi. Come riconoscerlo? Capita a volte di avere delle conversazioni che ci regalano energia, che intratteniamo con persone con le quali c'è una particolare affinità. In quel momento non abbiamo paura di essere noi stessi e parliamo con assoluta spontaneità. Prestiamo attenzione a queste conversazioni: scopriremo facilmente quanto possiamo essere sempre autentici nel nostro modo di parlare e quindi quanto, a volte, rinunciamo al nostro stile per paura, per inseguire modelli esterni o modi considerati "vincenti". Se riusciremo a concentrarci sui nostri bisogni più veri e a comunicarli, ogni conversazione, con gli altri o con noi stessi, sarà spontanea, fluente ed efficace!

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