Come parlare ai figli difficili

I suggerimenti giusti per avvicinarsi a un figlio difficile: osservazione, comprensione, ascolto e un po' di ironia.

1

Come comunicare con i figli difficili

Fino a ieri si chiamava new generation: i nuovi adolescenti che si affacciavano alla vita, 10-15 anni fa, in un mondo tecnologico molto diverso da quello delle generazioni precedenti, con possibilità impensabili anche solo vent’anni prima. Ma tutto cambia sempre più velocemente e oggi per questa fascia di età è già stato formulato un nuovo nome, cambiando solo una vocale: now generation. Sono le parole più adatte per descrivere l’adolescenza attuale: la generazione dell’adesso.

2

Figli intransigenti

La tendenza a non saper modulare le richieste e le opinioni, tipica dell’adolescenza, è diventata nel giro di pochi anni una vera e propria intransigenza verso il mondo adulto e più in generale verso la vita. Sono i cosiddetti “figli-padroni” che, chiusi in se stessi e al contempo aggressivi, tengono in scacco intere famiglie. Non parlano di sé, non gli si può chiedere niente, non si interessano della famiglia né della società, pretendono di continuo. Come i padri-padroni di un tempo, non vogliono sentire ragioni: criticano, urlano, comandano e hanno scatti d’ira molto forti.

L’adolescenza di oggi è “arrabbiata a priori”. Ce l’ha con tutto e tutti: con i genitori, con le istituzioni, col sistema, con qualsiasi autorità. Ma non sa il perché. Sono arrabbiati perché non hanno un confronto reale e costante con gli adulti, perché avrebbero bisogno di un “drago” sano e concreto da affrontare, ma non c’è. Saperlo incarnare in modo adeguato è il compito maggiore degli adulti. E se ci connettessimo di più con loro invece di lasciarli “online” per ore e ore? E se comprendessimo che “realizzare noi stessi” significa anche avere un rapporto vero con i nostri figli?

3

Identikit del figlio padrone

–    Sfida tutto a muso duro (specie dai 14 ai 25 anni).

–    Appare sempre imbronciato, non sorride mai (in casa).

–    Critica e accusa i genitori, spesso senza veri motivi.

–    Non sa discutere e ha frequenti scatti d’ira.

–    È in conflitto totale col padre, alterno con la madre.

–    Prova sfiducia verso il mondo adulto.

–    Ha un’enorme avversione per l’ordine costituito.

4

Come comportarsi con un figlio "difficile"

Aiutate la loro creatività

I figli non sono vasi vuoti da riempire. Al contrario, hanno ognuno un talento da esprimere. Ma se non trovano intorno a sé un terreno adeguato per farlo, finiscono per implodere. Negli adolescenti più problematici quindi, la ribellione è un segno positivo di vitalità. Invece di condannarla, i genitori devono ascoltarla, perché anche il figlio impari col tempo a gestirla e usarla per trovare la propria strada nella vita.

Non dategli consigli

Non li ascolterà mai. Quando sarà in difficoltà forse verrà da voi, o da uno di voi. È lì che potete aiutarlo. Senza criticarlo, evitando il fatidico “te l’avevo detto”, fatelo parlare. Chiedetegli come si sente, di cose sente bisogno. Poi parlatene senza esercitare autorità. Sarete autorevoli.

Nascondete l’ansia

Certo, la vostra preoccupazione lo fa sentire importante e amato, ma in un modo che non è sano. Non mostrate che siete in ansia per lui, né che state soffrendo. Sarà più facile anche per lui cercare un dialogo diverso.

Usate sorriso e ironia

Anche se costa fatica, portate un po’ di leggerezza: qualche scherzo, battute, sorrisi. Ironia e autoironia. Se vi vede ridere, si sentirà spiazzato e incuriosito.

WhatsApp