Ansia: è davvero una malattia cronica?
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Ansia: è davvero una malattia cronica?

C'è chi lo pensa, ma è un luogo comune: se smetti di resisterle e la vivi come un'energia che arriva per farti scoprire altri volti di te, la vedrai tramontare

Chi soffre di ansia, specie se il disagio si manifesta da tempo o emerge con regolarità in certe situazioni, è portato a pensare che si tratti di un disturbo cronico. Le parole consuete di chi vive questa condizione di malessere lo spiegano bene: estrapolando fra le e mail che arrivano ogni giorno alla redazione di Riza Psicosomatica, leggiamo frasi come "Soffro di ansia da sempre... questo disagio arriva ogni mattina... mi capita tutte le volte che vado in luoghi molto affollati... sale puntualmente quando mi corico per dormire... non passa giorno senza la compagnia di una crisi d'ansia..." E via così...

L'ansia diventa cronica se la leghi alla tua storia

Non sembra esserci dubbio: l'ansia pare un disagio cronico. Ciò accade perché la mente di tutti "vive" nel tempo del calendario e quindi è piena della nostra storia personale, degli eventi che ci sono accaduti, e anche di quelle che consideriamo le nostre fragilità, i lati "difficili" del carattere, le debolezze che non riusciamo a superare. Così, pur se l'ansia viene definita tipicamente come un disagio che riguarda il futuro, la nostra relazione con lei volge sempre lo sguardo all'indietro, alle presunte cause scatenanti, alla storia dei nostri rapporti personali che, ne siamo certi, hanno fatto da incubatore all'ansia.

La fissano i pregiudizi della mente

Secondo questa prospettiva, che presuppone spesso anche l'idea che se siamo figli di genitori ansiosi svilupperemo a nostra volta il disturbo, l'ansia, una volta innescata non se ne andrà più via e al massimo ciò che si potrà fare sarà imparare a conviverci e a controllare il malessere nei momenti di maggior picco. Ragionando in questo modo, sfuggono sempre due cose: il lato energetico del disturbo e il fatto che sia autoprodotto, provenga cioè dall'inconscio, cioè da noi stessi. L'ansia non compare e nemmeno si cronicizza perché ci accade qualcosa: lo fa perché non stiamo dando spazio a lati del nostro essere che vorrebbero esprimersi, se solo noi dessimo loro la possibilità di farlo.

Alla scoperta del senso evolutivo dell'ansia

L'ansia è un'energia trasformativa, evolutiva che si scatena perché noi, che saremmo scorrevoli e dinamici come acque di fiume, ci ostiniamo a cercare di vivere come acque chete, statiche, stagnanti, ferme. Invece resistiamo, non dando a questa energia il permesso di scorrere ma cercando al contrario "luoghi" sicuri e protetti per vivere una vita tranquilla e senza scossoni. "Prima della comparsa dell'ansia ero serena e rivoglio quella pace": più ti ostini a rivolere la persona che eri ieri, più l'ansia ti tormenterà. Ci comportiamo allo stesso modo con i sintomi del disturbo: sentiamo ad esempio il respiro farsi affannoso e cerchiamo subito di rallentarlo, ottenendo spesso l'effetto contrario.

Il senso profondo del suo  "messaggio"

Questi comportamenti sono la vera causa della cronicizzazione dell'ansia, che essendo in realtà un "messaggero dell'anima", non sarebbe fatta per durare. Il secondo aspetto che appunto sfugge è proprio questo: l'ansia è come un messaggero incaricato di portarci una missiva. Una volta consegnata, il suo compito sarebbe concluso, ma noi non vogliamo aprirgli e così lei insiste, come qualcuno che suoni con insistenza al nostro campanello perché sa che siamo in casa.

Ecco il motivo per cui le tecniche anti ansia che funzionano meglio sono quelle che ribaltano il punto di vista consueto e partono dalla resa al disturbo e dalla ricerca del senso profondo del suo apparire. Quando si riesce a farlo (ne abbiamo parlato in molti articoli della sezione dedicata), ci si accorge che l'ansia di oggi non è proprio uguale a quella di ieri, che non è vero che se ne debba soffrire sempre o "per sempre" e soprattutto che l'energia che la caratterizza vuole solo far sbocciare i petali del fiore che siamo. Se gli consentiamo di farlo, com'è venuta, se ne andrà.

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