Ansia
Se l'ansia ti fa scoprire chi sei...

Quando ci sentiamo troppo sicuri, decisi, forti, arriva l'ansia a scombinare i piani: il disagio ci ricorda che siamo molto diversi da come vorremmo apparire

Carmen, una giovane lettrice di Riza Psicosomatica, chiede aiuto per un disturbo che la affligge ormai da un anno e mezzo: l’ansia. “È cominciato tutto dopo una malattia che mi ha costretto a rimanere a casa quasi un mese. Stavo già attraversando un periodo complicato, pieno di cambiamenti, e quell’episodio ha reso tutto più difficile. Oltre a rendere pesante la vita di tutti i giorni, facendomi passare settimane intere a casa senza uscire, l’ansia ha anche distrutto la persona che ero ed è questo ciò che più mi fa male. Ho solo 20 anni, sono sempre stata una ragazza forte, sicura, allegra e socievole. Facevo mille cose e non mi fermavo mai. Cercavo di nascondere le mie debolezze, agli altri e a me stessa, tentando di apparire sempre perfetta. Poi è arrivata l’ansia, un difetto che non sono ancora riuscita ad accettare, una vera umiliazione da nascondere al mondo, persino alla mia famiglia... L’ansia mi ha portato a chiudermi in me stessa e ad allontanare chiunque: non riesco più a volermi bene, a fare amicizia e ho perso tutta la mia autostima, la forza, la determinazione. Tutti gli obiettivi che mi ero posta mi sembrano ora irraggiungibili. Non faccio altro che vivere nel passato, mi manca la persona che ero. Se mi guardo allo specchio non so più chi ho di fronte: questa ragazza insicura, fragile e sola non sono io…”

Guarda il video: Lo guardo che spegne l'ansia

Se non la accetti, l’ansia non se ne va più…

Carmen, come molti ragazzi della sua età, stava vivendo una vita (apparentemente) lineare, tranquilla, che la faceva sentire sicura. Non aveva preoccupazioni e si stava godendo la sua giovinezza ma ecco che a un certo punto, questo periodo spensierato finisce e per lei arrivano grandi cambiamenti. Nello stesso periodo, una fastidiosa malattia la colpisce già non al massimo della forma fisica e mentale, andando a togliere il tappo a qualcosa che probabilmente la ragazza stava covando da qualche tempo, un malessere già radicato che la malattia ha fatto emergere prepotentemente. Ecco arrivare l'ansia, ma non solo: improvvisamente iniziano a manifestarsi l’insicurezza e la tristezza, emozioni che Carmen teme e vorrebbe far scomparire. In realtà, le parole che Carmen usa per descrivere la sua vita precedente alla comparsa dell'ansia spiegano bene cosa è accaduto: afferma infatti di aver sempre fatto di tutto per apparire perfetta, forte, determinata. Nella sua vita non c’è mai stato spazio per gli sbagli, per la fragilità, per i dubbi, fino a quando la malattia prima e l'ansia poi non la costringono a rivedere drasticamente le sue certezze. Naturalmente, ora Carmen vede l'ansia come un demone venuto a rovinarle l'esistenza, ma non è così: per quanto le possa sembrare assurdo, l'arrivo dell'ansia potrebbe essere un'autentica benedizione, se lei saprà cogliere il messaggio che si cela dietro il disagio...

Il pensiero unilaterale fa sorgere l'ansia

Nella sua e mail, Carmen afferma di rimpiangere continuamente la persona che era in passato: ma è stata proprio la parte della ragazza super sicura che recitava ieri a far arrivare l'ansia! Non solo: ha sempre avuto paura di “fermarsi” e guarda caso ora è obbligata a farlo... dall'ansia! Conseguentemente, piomba in una crisi che fa finalmente emergere la fragilità, l'insicurezza, caratteristiche che l’hanno sempre accompagnata, e che lei ha rifiutato per tanto, troppo tempo: l’incertezza fa parte di lei, come di chiunque. Carmen non può essere sempre e soltanto la ragazza allegra e sicura che tanto rimpiange, esistono altri lati del suo carattere che chiedono di venire alla luce, di essere accettati: non permetterlo scatena reazioni paradossali e controproducenti, come l'ansia! Specie in gioventù, molte persone tendono a vivere secondo uno schema semplice per il quale le cose vanno bene o male, o si è forti o si è deboli, senza mezze misure, ma la vita non funziona così. Ora che l’ansia è venuta a trovarla, Carmen vede tutto nero (mentre prima vedeva tutto bianco...) e non riesce più ad accettarsi: in realtà, quel che l'ansia "desidera" è proprio che Carmen integri quella parte fragile di sé che aveva escluso, smettendo di considerarla qualcosa un difetto. L’ansia va accolta, se vogliamo riuscire a superarla: inutile ancorarsi al passato o a vecchie idee che ci siamo fatti di noi e che per fortuna oggi non valgono più. La sola cosa che Carmen deve fare è accettare di essere molto più complessa e sfaccettata di quanto pensasse prima e che non c'è nulla di sbagliato in questo: quando ci riuscirà, l'ansia avrà esaurito il suo "compito" e se ne andrà da sé.

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