Ansia
L'ansia non è un problema e non ha cause esterne

Spesso siamo convinti che l’ansia dipenda da qualcuno o qualcosa e che sia un ostacolo da rimuovere, ma non è così: se la vivi come una risorsa la superi

“Ho davvero bisogno di un consiglio” ci scrive Giulia, una lettrice di Riza Psicosomatica. “Ho 27 anni e ormai sono anni che soffro d’ansia. La causa principale è mia sorella che, con i suoi atteggiamenti e il suo carattere, mi opprime. Non si è mai interessata di me, chiamandomi solo quando ha bisogno. Lei ha un carattere socievole al punto che mi porta via anche le amicizie. Io sono più chiusa e riservata, tanto che non le farei mai una cosa del genere. Per questa cosa soffro tantissimo e non riesco a trovare una soluzione.” 

L'ansia è un alleato da accogliere 

Contrariamente a quel che si pensa di solito, l’anima non ti manda l’ansia per perseguitarti, ma come un mezzo prezioso per farti riflettere sulla strada che stai percorrendo e sulle convinzioni che ti "obbligano" a percorrerla in un certo modo. L'ansia è un'energia profonda, che si affaccia alla coscienza indossando maschere spaventose per dirti: attento a non perdere la cosa più preziosa, te stesso. Vissuta in questo modo, l'ansia è una reazione naturale: nasce per proteggerti da un pericolo maggiore. Spesso arriva quando non stai esprimendo la tua vera personalità: è quello il rischio da cui vuole salvarti, come nel caso di Giulia.

Liberati dalle convinzioni e l'ansia svanisce 

Giulia è mossa da due convinzioni profonde, entrambe errate. In primo luogo, ostinandosi a cercare una causa identificabile dell’ansia al di fuori se stessa, si ripete da sempre di essere sfortunata e che tutti preferiscono la sorella, che sarebbe quindi la causa dei suoi problemi. In secondo luogo è convinta di essere sbagliata poiché troppo riservata e chiusa; Giulia è dunque ancorata all’idea che via sia una causa esterna a produrre il suo disagio e si ostina a cercare una soluzione che non la porterà da nessuna parte. Al contrario, l’ansia vuole che lei si liberi anzitutto da quelle convinzioni e pensieri negativi. Un esempio? Giulia lamenta il fatto che la sorella la cerchi solo nel momento del bisogno, ma poi come si comporta? Si mostra sempre ben disposta, sperando che la sorella capisca quanto lei è buona e automaticamente la aiuti nei momenti di difficoltà: questa è solo una convinzione creata dalla sua mente e infatti ciò che lei spera non avviene mai. L’ansia dunque arriva per farle buttar via quel personaggio sempre buono e disponibile che lei recita sperando di essere accettata dagli altri. Non solo: l'ansia vuol farle prendere atto persino dell'indivia che prova per il carattere della sorella, ma non perché diventi uguale a lei, bensì perché faccia emergere dei lati di sé che non riesce a tirar fuori, convinta com'è di essere troppo chiusa e riservata. Solo scuotendosi da quel personaggio in cui si è immedesimata, Giulia riuscirà a trovare la serenità.

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