Le meraviglie dell'alchechengi
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Le meraviglie dell'alchechengi

Questo frutto orientale è una miniera di sostanze come i tannini e la vitamina C utili a difenderci dai virus ma anche da gotta, calcoli e cistiti

Originaria dell’Asia e dell’Europa, L’alchechengi è una pianta facilmente riconoscibile per i calici arancioni simili a dei piccoli lampioncini e dai fiori bianchi, piccoli e a forma di campanella. Il suo nome deriva dallo spagnolo alquequenje e la dizione alkekengi, usata dal 1555, deriva dall’arabo al-kakang che significa “vescica”. È abbastanza semplice intuire quindi che il nome sia strettamente correlato alla funzione. In medicina cinese l’alchechengi viene utilizzata correntemente contro la ritenzione idrica proprio per le sue spiccate capacità di indurre la diuresi. Il merito è frutto del prezioso mix di tannini, vitamina C, acido citrico e zuccheri contenuto nella pianta. Ma le virtù dell’alchechengi non si fermano al solo effetto diuretico: il suo estratto viene utilizzato nel trattamento di calcoli renali, gotta e reumatismi, tutti problemi causati da un eccesso di acido urico. La ragione di tale successo è semplice: L’alchechengi è in grado di ridurre la quantità di acido urico circolante nel sangue e ne favorisce l’eliminazione attraverso l’urina.

I frutti freschi devono essere arancioni
L’alchechengi va conservato correttamente poiché può durare al massimo per 48 ore solo se tenuto in frigorifero, meglio se protetto con un panno di cotone. È possibile anche congelarlo: in questo caso si abbia però prima l’accortezza di eliminare i calici. Se invece i frutti acqusitati sono ancora acerbi è possibile farli maturare in casa a temperatura ambiente finché non saranno di colore arancione: solo allora saranno commestibili.

Funziona come “aspirina naturale”
L’alchechengi è ricchissimo in vitamina C. Dalle analisi effettuate sul frutto emerge che la quantità di vitamina C contenuta nella bacca è addirittura doppia rispetto ad altri frutti al punto tale che è in grado di sostituire senza particolari problemi gli integratori di acido ascorbico. Un dato di cui tenere conto visto l’arrivo ormai imminente dei malanni da raffreddamento. La vitamina C stimola la produzione di interferone, una sostanza antivirale che diminuisce la durata e l’intensità di raffreddore, influenza e di tutte le infezioni, comprese quelle delle vie urinarie.

Puoi berne l’infuso o assumerlo in polvere
Per sfruttare al massimo le proprietà diuretiche dell’alchechengi, oltre a consumare il frutto fresco prepara un decotto con 60 grammi di bacche secche (in erboristeria) per ogni litro d’acqua. Fai bollire per 5 minuti e poi lascia per 10 minuti in infusione: 3-4 tazze al giorno possono bastare. In alternativa puoi utilizzare le bacche secche in polvere non assumendone più di 1-2 grammi giornalieri.

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