Cibo
Pesce crudo, amico di cuore e cervello

Grazie ai suoi grassi “buoni”, il pesce – anche crudo - abbassa il colesterolo, regola la pressione del sangue e stimola persino il sistema nervoso

Nutrirsi bene senza appesantirsi: questa regola d’oro è ancora più valida con l’estate. Cibi freschi e leggeri per non sovraccaricare l’apparato digerente e aiutare l’organismo a contrastare l’afa. Il pesce crudo è un alimento proteico, ricco di vitamine A e D, di minerali, ma soprattutto dei preziosi acidi grassi polinsaturi Omega 3, che hanno potenti effetti benefici sulla circolazione e sul sistema nervoso. Riducono anche il rischio di infarto e di ictus perché combattono la formazione di coaguli nel sangue. Sono sostanze che il nostro corpo non produce, quindi deve assorbirli attraverso l’alimentazione.

Senza cottura resta intatto il suo tesoro di nutrienti

Nel pesce crudo rimane inalterato il patrimonio nutritivo, altrimenti deperibile se viene cucinato al forno o in padella, così come si impoverisce nella conservazione in scatola. Da non dimenticare anche il contenuto di minerali, che nel pesce crudo abbondano e che con la cottura in parte si perdono. Il pesce è ricco soprattutto di calcio, che rinforza le ossa prevenendo l’osteoporosi, di ferro che toglie la stanchezza, oltre a fosforo, iodio, sodio e fluoro.

Quale pesce scegliere e come prepararlo

I tagli più usati da consumare “nature” sono salmone, tonno e spada, ma vanno bene anche molte altre varietà, tra cui ad esempio orata, spigola, triglia, dentice o ricciola. Alcuni pesci, come salmone, sgombro, aringa e sardina, contengono più grassi ma anche una maggiore quantità di Omega 3. Ovviamente il pesce deve essere il più fresco possibile. Il pesce crudo all’italiana si prepara fondamentalmente in due modi: in carpaccio e in tartare. Il carpaccio si prepara tagliando il pesce a fettine sottili. Le specie più grandi, come tonno e spada, si affettano più facilmente dopo averle tenute nel congelatore. La “tartare”, invece, è una preparazione che si fa tagliando col coltello il pesce a dadini molto piccoli, senza tritarlo.

Con lo zenzero aiuti i vasi

Il pesce crudo si può condire con olio extravergine di oliva e limone, o “alla giapponese” con salsa di soia, zenzero e wasabi. Lo zenzero, usato di solito per accompagnare sushi e sashimi, ha un’azione protettiva su vasi e cuore. Oppure si può lasciare il pesce a marinare almeno per mezz’ora in una salsina a base di limone e olio d’oliva, con l’aggiunta delle erbe e delle spezie che si preferiscono.

La curcuma per la pressione

Per potenziare l’azione brucia grassi del carpaccio di pesce possiamo aggiungere scalogno tagliato finissimo (o cipolla di Tropea) oppure curcuma che, oltre a insaporire, aiutano la circolazione con un benefico effetto sulla pressione. Possiamo grattugiare lo scalogno e aggiungerlo alla marinatura o presentarlo tagliato finemente accanto al pesce sfilettato.

Fa bene anche al cervello e all’umore

Una ricerca francese pubblicata su “Nature neuroscience” nel 2011 affermava che gli Omega 3 contenuti nel pesce hanno un effetto positivo anche sull’umore. Attraverso una serie di esperimenti, gli scienziati hanno messo in luce che questi acidi grassi polinsaturi agiscono sui meccanismi nervosi che influiscono sulla depressione. Grazie agli Omega 3 l’umore migliora e diminuisce l’ansia.

Grazie al congelatore batteri addio!

Prima di consumare il pesce crudo, meglio essere certi che non contenga “ospiti” indesiderati. In particolare è poco conosciuto, ma molto diffuso, il rischio che il pesce che acquistiamo possa contenere il parassita anisakis. È presente nelle viscere del 70% degli animali marini che vengono immessi sul mercato. Se l’anisakis passa dall’intestino del pesce alle sue carni, può finire nell’apparato digerente dell’uomo che lo mangia. Ciò può provocare disturbi a chi se ne nutre. Per questo una circolare ministeriale obbliga i ristoranti, prima di somministrare il pesce crudo, ad “abbatterlo”, cioé a sottoporlo a congelamento preventivo, che uccide l’anisakis. I ristoranti devono avere un apposito “abbattitore”, ma è possibile farlo anche a casa. Basta mettere il pesce nel congelatore per tre o quattro giorni, alla temperatura di -18°C.

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