Erbe e fitoterapia
Digitalis purpurea, il rimedio che fa bene al cuore

Il digitale è dotato di grandi proprietà benefiche per il cuore: lo rinforza e rallenta il ritmo cardiaco; inoltre stimola la diuresi e depura i reni

La Digitalis purpurea è una pianta erbacea biennale o perenne, appartenente alla famiglia delle Scrophulariaceae (la stessa della Bocca di Leone). Originaria dell'Europa centro-meridionale, cresce spontanea nei boschi oppure in zona aride. Predilige terreni sciolti con pH leggermente acido e arricchiti di materiale organico. Il fusto è semplice e peloso, alto 1 o 2 metri. La radice e grossa e molto ramificata. Le foglie basali (che il primo anno formano una rosetta) sono ovali e oblunghe, grandi con lunghi piccioli; salendo lungo il fusto via via decrescono e sono disposte a spirale. Il colore delle foglie è grigio-verde, presentano margine dentellato e superficie rugosa. I fiori si sviluppano il secondo anno di vita della pianta e sono raccolti in grappoli terminali; hanno forma tubulare, sono campanulati e penduli. Il caratteristico color rosso porpora, con macchie violacee all'interno, dà il nome alla pianta (purpurea), ma ne esistono anche varietà di altri colori rosa, giallo o bianco. Il frutto della Digitale è una piccola capsula acuminata, che si apre quando matura e libera molti piccoli semini. Il nome Digitalis deriva dal latino digitas che vuol dire “dita”, poi tradotto in “ditale”, facendo allusione alla forma della corolla dei fiori.

 

La Digitale in passato era una pianta che curava tanti mali

In passato la Digitalis purpurea era conosciuta più che altro per il suo aspetto ornamentale, già da Plinio e Teofrasto. Il primo a menzionare le virtù farmacologiche della Digitale, fu il medico Jodocus Marchius Montesio di Berg a Strasburgo, che alla fine del XVI secolo scrisse un libro dal titolo “De simplicium medicamentorum facultatibus” dove la Digitalis purpurea compariva come rimedio lassativo e astringente, oltre che come pianta cardio-attiva. Il suo effetto sullo scompenso cardiaco fu avvalorato da ricerche cliniche solo nel XVIII secolo. Il medico italiano Giovanni Rasori attribuì alla Digitale un’azione terapeutica in grado di migliorare varie patologie, oltre che fu il primo a osservarne l’effetto diuretico. In erboristeria, inizialmente la Digitale, oltre che per regolarizzare il battito del polso, veniva impiegata per curare diverse patologie, tra cui l'epilessia e altri disturbi convulsivi. In seguito, una volta accertata la sua potenziale tossicità, l’impiego erboristico della Digitalis purpurea venne considerato inadeguato e, quindi, abbandonato. Per evidenziare gli effetti pericolosi a livello cardiaco, infatti, la Digitale venne chiamata anche “oppio del cuore”. Il medico inglese William Withering, nel 1785, fu il primo a scoprirne l'attività cardiocinetica (in grado di rallentare il ritmo del cuore, regolarizzandolo), oltre che descriverne in un trattato la sua azione diuretica (che dipendeva dalle migliori condizioni del sistema circolatorio). Da questa scoperta si avviarono poi nuovi studi clinici che condussero all'isolamento dei principi attivi glucosidici: i cosiddetti digitalici. Vediamoli nel dettaglio.

 

Composizione chimica farmacologia della Digitale

I principi attivi (droga) della Digitalis purpurea si trovano nelle foglie fresche o essiccate. Si tratta di glicosidi cardio-attivi detti cardenolidi (digitossina, gitossina, gitalossigenina e gitalossina); saponine (digitonoside, gitonoside, tigonoside etc); digitanol-eterosidi (diginoside, digifoleina etc.); flavonoidi (luteolina); acido ascorbico, acido citrico, acido caffeico e tracce di acido p-cumarico. In particolare, la digitossina è il marker della droga della Digitalis purpurea. L’indice terapeutico della Digitale è molto basso, ovvero il limite tra la dose terapeutica e quella tossica è molto sottile. Proprio per questo motivo, la Digitalis purpurea può essere assunta solo sotto forma di farmaco che contiene i principi attivi del fitocomplesso della pianta, prescritto esclusivamente da un medico allopatico, oppure tintura madre omeopatica, prescritto da un medico omeopatico. Vietato l’impiego della Digitale in fitoterapia ed erboristeria, come rimedio erbale, data l’elevata tossicità e la difficoltà nel determinarne la giusta dose attiva. Assolutamente proibito anche l’utilizzo fai-da-te di tisane con foglie o fiori, poiché può risultare estremamente rischioso per la salute dell’organismo umano. In farmacia è possibile acquistare compresse a base di digossina.

 

Proprietà e utilizzo della Digitale

La caratteristica principale della Digitalis purpurea è la sua attività cardiocinetica. Sono i glicosidi contenuti nelle foglie della Digitale, i responsabili di questa sua virtù. I glicosidi della Digitale, da un lato fanno aumentare la forza di contrazione del cuore (proprietà cardiotonica), dall’altra fanno diminuire il numero delle contrazioni, ovvero la frequenza cardiaca (proprietà bradicardica). In tal modo, si ha un miglioramento della funzionalità cardiaca e del sistema circolatorio in toto. Grazie all’aumento del battito cardiaco, quindi, con la Digitalis purpurea è possibile curare alterazioni cardiache congenite come l'insufficienza cardiaca, oppure la fibrillazione e la tachicardia parossistica. Inoltre, determina il potenziamento del flusso plasmatico renale e della filtrazione glomerulare, facilitando la diuresi (proprietà diuretica).

 

Controindicazioni ed effetti collaterali della Digitale

I glicosidi cardioattivi contenuti nella Digitale, se assunti sopra una certa soglia hanno un effetto mortale. Per intenderci, 40 grammi di foglie fresche oppure 10 grammi di foglie secche possono essere mortali per l’uomo. Mentre la dose terapeutica è circa il 50-60% rispetto a quella fatale. Ecco perché è di fondamentale importanza che i dosaggi siano molto precisi ed esattamente calcolati ad hoc dal medico che li somministra al proprio paziente, il quale deve essere monitorato di continuo. Anche perché possono presentarsi sintomi di tossicità. L'intossicazione da Digitale, infatti, può determinare disturbi anche gravi come: bradicardia o tachicardia, fibrillazione, disturbi gastrointestinali (tra cui dolori addominali, nausea, vomito), anoressia, vertigini, insonnia, confusione mentale, deficit visivi (visione azzurra o gialla, comparsa di aloni o contorni confusi), palpitazioni e addirittura sincope, arresto cardiaco e morte. La Digitale è da evitare anche in soggetti che presentano patologie cardiache particolari (fibrillazione ventricolare, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e sindrome di Wolff-Parkinson-White). La Digitale, inoltre, è controindicata per tutti quei soggetti che presentano ipersensibilità conclamata verso il principio attivo oppure in caso di precedente intossicazione, come pure in presenza di malattie renali o epatiche.

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