Erbe e fitoterapia
Sambuco, l'antinfiammatorio naturale che cura le vie respiratorie

Il Sambucus nigra, dalle proprietà sudoripare e antiinfluenzali, contro tosse e raffreddore, è anche un ottimo rimedio contro il gonfiore e l'affaticamento delle gambe

Il nome scientifico del sambuco è Sambucus nigra, arbusto appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae, che non supera i 4 metri di altezza, molto comune in Italia ed Europa. Si può trovare in montagna, vicino ai boschi o alle siepi, ma anche in pianura, nelle zone incolte, a ridosso delle strade o nei parchi cittadini. Pianta ornamentale dai fiori bianco-crema, piccoli raccolti in grappolo e molto profumati, presenta frutti che sono bacche nero-violacee. Da secoli fiori e bacche sono utilizzati come rimedio naturale nella medicina popolare, contro la gotta e i reumatismi per esempio, ma soprattutto febbre, raffreddore e tosse. I fiori vengono raccolti in primavera e messi a essiccare al sole, mentre i frutti si raccolgono in agosto-settembre. In passato il sambuco era considerato un albero benaugurante, da piantare vicino a casa, per tenere lontano spiriti malvagi e malattie. Plinio il Vecchio e Ippocrate consigliavano infusi di sambuco ai loro pazienti, per curare alcuni disturbi. Il termine sambuco deriva dal greco sambuché, riferito allo strumento musicale simile a un flauto ricavato dai rami cavi di questo alberello. Si narra che la croce su cui venne crocifisso Gesù fosse proprio di legno di sambuco. I popoli germanici raccoglievano le bacche di sambuco, che poi pestavano per ricavarne una tintura naturale con cui si dipingevano il corpo, per andare a caccia oppure in battaglia. Gli indiani d’America, invece, usavano la corteccia della pianta, con cui preparavano impacchi per curare gonfiori e infiammazioni varie. Vediamo qui di seguito quali sono le principali proprietà terapeutiche per cui il sambuco è utilizzato ai giorni nostri.

 

Composizione e principi attivi del sambuco

Il sambuco, dal punto di vista nutrizionale, contiene diverse sostanze benefiche per il nostro organismo. Ricco di vitamine del gruppo B, vitamina A e C. Il Sambucus nigra è ricco in sali minerali come potassio, magnesio, zinco, sodio, calcio, fosforo e ferro. Le bacche di sambuco, in particolare, contengono anche antiossidanti, tra cui flavonoidi, antocianine, tannini, terpeni e glicosidi, polifenoli, acido citrico, cinnamico e acido clorogenico. Nelle bacche di sambuco sono contenuti anche molti amminoacidi, tra cui acido glutammico e aspartico, alanina, arginina, cistina, glicina, isoleucina, lisina, prolina, serina, tirosina, treonina, triptofano e valina. Altri composti contenuti sono: olio essenziale, alcaloidi, saponine, resine e mucillagini.

 

Proprietà e utilizzi del sambuco

In fitoterapia, il sambuco ha proprietà diaforetiche, ovvero provoca l’aumento della sudorazione corporea, in caso di febbre, favorendo l’eliminazione di tossine. Il sambuco risulta essere dunque un ottimo rimedio per curare le affezioni delle vie respiratorie, come raffreddore, tosse, mal di gola e asma, anche grazie alle sue proprietà antinfiammatorie. I flavonoidi contenuti nel Sambucus nigra sono vasodilatatori e aiutano a sbloccare la congestione nasale e a stimolare la secrezione bronchiale, smuovendo il muco in eccesso. Il sambuco, inoltre, svolge un’azione antibatterica e antivirale insieme, utile a curare i sintomi da raffreddamento, ma anche di allergie e sinusite, oltre a sostenere le difese immunitarie. In particolare, recenti studi scientifici evidenziano che l’estratto delle bacche di sambuco è in grado di ridurre notevolmente la proliferazione batterica (fino al /0% in meno), oltre che impedire l’aggressione delle cellule da parte di virus patogeni. Un impacco di fiori e bacche essiccati di sambuco, da applicare localmente, allevia il gonfiore di gambe appesantite da giornate passate in piedi, intorpidimento degli arti, dolori muscolati e mal di schiena. Il sambuco favorisce la circolazione sanguigna periferica, sia tramite impacchi localizzati, sia ingerito sotto forma di tisana o rimedio omeopatico. Un impacco freddo da infuso di sambuco è utile invece per alleviare congiuntivite e occhii gonfi. Le bacche di sambuco fanno bene all’apparato digerente e sono utili contro la stitichezza. Tisane preparate con un mix di corteccia e bacche essiccate, sortiscono un immediato effetto lassativo, sconsigliate però in casa di sindrome del colon irritabile e sensibilità del tratto intestinale. Lo stesso preparato può essere usato per le sue proprietà diuretiche, nel mantenere in buona salute reni e vescica, anche in caso di cistite.

 

Tisane, infusi e decotti di foglie e petali essiccati di sambuco, oppure corteccia e bacche sempre essiccati, sono utilizzati principalmente nel trattamento di stati febbrili e problematiche respiratorie, per il loro effetto sudoriparo, con azione antinfiammatoria e decongestionante a carico delle vie nasali e dei bronchi. In alternativa, si può usare il succo concentrato di bacche di sambuco oppure la tintura madre, che è una preparazione ottenuta per macerazione idroalcolica in un solvente a freddo dei fiori freschi. Impacchi e cataclismi, delle stesse miscele o di sola corteccia, vengono impiegati a livello locale. In omeopatia, il Sambucus nigra viene usato come rimedio per diverse problematiche, analoghe all’impiego fitoterapico. Utile dunque contro tosse e raffreddore, con catarro denso, ma anche mal di gola e raucedine. Cura artrite, dolori reumatici, mal di schiena e indolenzimenti vari. Problemi ai reni e disturbi all’apparato uro-genitale.

Leggi anche: I rimedi naturali che abbassano la febbre

 

Controindicazioni ed effetti collaterali

Attenzione a non confondere il Sambucus nigra, commestibile, con il Sambucus ebulus, che invece è velenoso per l’uomo, molto simile ma alto circa 1,5 metri. Sconsigliata per cui la raccolta fai-da-te, soprattutto se non si è particolarmente esperti in botanica. Del sambuco si usano principalmente fiori e bacche essiccati. Corteccia fresca e frutti acerbi sono tossici, poiché contengono acido cianidrico, che può provocare effetti collaterali come nausea, vomito e diarrea. Anche foglie e semi di sambuco sono velenosi, per la presenza di un glicoside tossico, la sambunigrina. In generale, se si ingeriscono troppe bacche, anche se mature, possono dare effetti collaterali fastidiosi come dolori addominali e vomito. Foglie e fiori freschi, sulla cute, possono provocare irritazioni. In gravidanza e durante l’allattamento meglio evitare di assumere sambuco, in qualsiasi forma così come pure i bambini. In generale, sentire sempre il parere del medico prima di assumere qualsiasi composto fitoterapico a base di sambuco, poiché potrebbe interferire in caso di assunzione concomitante di diuretici e cure a base di ferro.

 

Il sambuco in cucina

Fiori e bacche di sambuco vengono utilizzati anche in ricette a uso culinario. I fiori sono impiegati per aromatizzare alcune bevande, mentre le bacche mature per preparare marmellate e gelatine. Noto è un liquore digestivo a base di un distillato di fiori di sambuco e anice, la Sambuca. Lo sciroppo dolce è un tipico estratto fatto in casa, da utilizzare poi per realizzare una bevanda rinfrescante soprattutto durante la calura estiva. Aggiungendo bicarbonato di sodio o acido citrico diventa frizzante ed è alla base nella preparazione di molti cocktail e drink dissetanti.

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