Erbe e fitoterapia
Tamarindo, l'integratore snellente, depurativo e rivitalizzante

Il tamarindo non ha solo un aroma gradevole e rinfrescante, è anche ricco di antiossidanti, vitamine e sali minerali che aiutano a depurare l’organismo dalle tossine, stimolano il transito intestinale e migliorano la circolazione

Il tamarindo, dall'arabo "dattero dell'India", è un albero tropicale della famiglia delle Fabaceae. Originario dell'Africa Orientale, è oggi diffuso nelle aree tropicali asiatiche e dell'America Latina. Pianta tra le più alte del mondo, può raggiungere gli 80 metri di altezza; produce frutti simili alla carruba con un baccello scuro e legnoso che contiene circa una decina di semi avvolti in una morbida polpa giallastra. Pianta sacra in Africa, in India si chiama Imli e fa parte delle spezie che compongono il curry; mentre in Inghilterra è un ingrediente della salsa Worcestershire. Grazie alle sue proprietà depurative, rinfrescanti, antiossidanti e remineralizzanti, è un ottimo integratore e dimagrante estivo.

 

Principi attivi

Il tamarindo è ricco di minerali, in particolare potassio, fosforo, magnesio, sodio, calcio e selenio; oltre che fonte di diverse vitamine: A, B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, K, e J. Il principio attivo caratteristico e presente in grande quantità nel tamarindo è l’acido tartarico, un antiossidante che aiuta l’organismo, insieme all’acido caffeico e all’acido ellagico, a proteggersi dai radicali liberi. Inoltre, la polpa contiene polisaccaridi alimentari, emucellulose, mucillaggini, pectine e tannini; mentre il frutto racchiude oli volatili come limonene, geraniolo, safrolo, acido cinnamico, salicilato di metile e pirazina.

Prova la ricetta: Ravioli al pesto di rucola e tamarindo

 

Proprietà

Il tamarindo gode di notevoli proprietà rinfrescanti, depurative e antiossidanti che aiutano il metabolismo e la circolazione, vediamole in dettaglio.

Rinfrescante e dissetante - Lo sciroppo di tamarindo è adatto per preparare una bevanda rinfrescante nei caldi pomeriggi estivi, integrando i sali persi con la sudorazione.

Depurativo - In infuso il tamarindo è ottimo per eliminare le scorie che rallentano il metabolismo. Gli estratti di tamarindo contengono infatti polifenoli che proteggono le cellule del fegato. Ideale durante i cambi di stagione.

Lassativo - In marmellata il tamarindo si trasforma in un efficace lassativo, anche grazie alla presenza di fibre e mucillagini.

Dimagrante - Assunto come integratore, il tamarindo aumenta il senso di sazietà ed è utile nelle diete ipocaloriche perché riduce l’assorbimento di grassi e zuccheri, oltre a depurare l’intestino.

Anti-colesterolo - Grazie all’alto contenuto di fibre, il tamarindo è utile a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue prevenendo la formazione di placche nelle arterie.

Ipotensivo - Per la presenza di potassio, un elettrolita in grado di rilassare le pareti dei vasi sanguigni, il tamarindo favorisce un flusso sanguigno maggiore con conseguente abbassamento della pressione arteriosa.

Antibatterico ed antinfettivo - Contrasta le febbri reumatiche e risulta efficace contro alcuni virus e batteri, tra cui Candida albicans, Aspergillus niger, Bacillus subtilis, Escherichia coli, Staphylococcus aureus e Pseudonas aeruginosa.

 

Usi e applicazioni

Il tamarindo è disponibile in diverse formulazioni erboristiche: oltre al classico integratore o all'infuso, si può assumere come sciroppo, marmellata, polpa o pasta di tamarindo. Ecco come prepararle:

  • Infuso: fai bollire una tazza abbondante di acqua naturale, aggiungere un cucchiaino di tamarindo secco, lascia in infusione per qualche minuto, filtra e bevi l’infuso ottenuto a digiuno, possibilmente senza zucchero, nella dose di due-tre tazze alla settimana
  • Sciroppo: fai bollire 2 litri di acqua ed aggiungi 800 gr di polpa da far bollire per altri 15 minuti a fuoco lento. Filtra il tutto ed aggiungi l’equivalente del doppio del suo peso in zucchero. Fai bollire per circa un’altra mezz’oretta e lascia raffreddare. Lo sciroppo è pronto e va conservato in bottiglie a chiusura ermetica.
  • Marmellata: si prepara dalla polpa di tamarindo, che va lasciata in ammollo nell’acqua calda per qualche ora. Si prendono 1 kg di polpa o di frutto per 500 grammi di zucchero. Dopo averla strizzata, filtra e passa tutto al setaccio o al passaverdura. Pesa il passato, aggiungi lo zucchero nelle proporzioni indicate e fai cuocere finché la marmellata avrà raggiunto la giusta consistenza

 

Cautele e controindicazioni

Non si conoscono effetti indesiderati o nocivi del tamarindo. Tuttavia è da tener presente l’interazione con alcuni farmaci; per esempio l’aspirina ne risulta potenziata. Può invece determinare la riduzione dell’assorbimento di altri farmaci assunti contemporaneamente. Evitare, infine, l’uso prolungato e consultare comunque il proprio medico di fiducia prima dell’uso.

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