VIDEO Impara a vivere senza ansia

Nei disagi c'è tutta la vita che non vivi, gli istinti che reprimi, la tua natura più autentica che chiede spazio: se impari ad accoglierli, diventano energia a tua disposizione.

Vi parlo del nuovo numero di Riza Psicosomatica: Impara a vivere senza ansia.

Come possiamo ritrovare la calma interiore nei momenti di crisi? Parto da questa premessa: si è formata in tutti noi l'idea che la vita moderna debba essere per forza ansiosa e stressante.

Così, due demoni ci agitano; da un lato l'obbligo della performance, del risultato e dall'altro la fretta. Pensiamo: "prima faccio le cose che devo, prima sarò tranquillo". Questo è il sistema migliore per produrre ansia, infelicità, stress, panico.

L'ansia corregge una rotta tutta esterna

Una lettrice, Silvia, mi scrive:

"C'è un paradosso nella mia vita. Va tutto bene, in famiglia e sul lavoro, ma da un po' di tempo soffro di un'ansia molto forte. Fatico a dormire, sono in balia degli psicofarmaci. Proprio io, che avevo un buon consiglio per tutti."

Tantissime persone soffrono di una condizione simile. Guardando i miei video, Silvia si è accorta che dentro di lei c'è un'ombra. "Non riesco ad accettarla" mi racconta "Ma ho capito che forse c'è qualcosa dentro di me che non condivide il mio modo di vivere la vita." Ecco una buona domanda da farsi: "Il mio sé, la mia psiche profonda, condivide la mia vita?"

Ritrovare la spontaneità perduta

Dentro di noi vive, ben nascosto, un essere profondo, antichissimo, che ha un solo scopo: fare esprimere le qualità naturali. Non sei nata solo per essere una brava moglie, una buona madre, per portare i bambini a scuola o far contente le tue amiche. Non è questo il motivo autentico per cui sei al mondo, c'è altro dentro di te. Se lo dimentichi, soffri e allora il Sé interviene, con il malessere. Non ti dice direttamente: guarda che non vai bene. Non ci tratta come scolari che devono imparare una lezione. Ma si fa sentire.

Protagonisti della propria vita

Il Sè, il lato profondo, vuole che diventiamo protagonisti dell'essenza che c'è in noi. E che impariamo a convivere anche con le ombre che ci disturbano.

"Sa dottore, non posso stare bene. Avevo un buon lavoro ma ora ci sono enormi problemi con i colleghi e il risultato è ansia, panico, psicofarmaci."

È una fortuna che accada tutto questo, perché lei non si sta occupando di qualcosa che da dentro bussa alla sua porta per dirle che non è d'accordo, non condivide.

Il Sé non vuole che facciamo una vita più ricca, più piena, con le persone giuste, non vuole una mente omologata, secondo i soliti schemi esterni. La sua partita è spingere per trovare spazio a quel lato profondamente immaginativo che alberga dentro di noi.

Immaginare vuol dire guarire

Giulia, un'altra donna dalla vita apparentemente perfetta, è guarita dall'ansia immaginando di travestirsi da principessa che volava su un cavallo magico da una terra all'altra. La terra preferita in cui immaginava di andare era la casa dei nonni contadini. L'ansia era la rappresentazione simbolica della sua anima contadina, profondamente legata alla terra, che lei non viveva più.

L'ansia è il richiamo di quei lati dell'anima che non riusciamo a vivere. Come spieghiamo in modo approfondito in questo numero di Riza Psicosomatica, non servono cambiamenti epocali per stare meglio: occorre far volare la mente su qualcosa che abbiamo chiuso fuori dalla nostra interiorità e che deve essere accolto. Buona lettura!

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