VIDEO Coronavirus: come vincere l'insonnia in questi giorni

Se lo stress del periodo ti fa dormire poco o male, c'è un farmaco formidabile che funziona benissimo e che puoi usare subito: la creatività

In momenti delicati come questo, quando ci troviamo faccia a faccia con il regno della notte, possiamo cadere vittima dell'insonnia. Forse questa mancanza di sonno viene innescata da paure antiche: sentiamo continuamente parlare di dolore, disagi, morti e il sonno ci spaventa, perché naturalmente ci fa precipitare in uno stato d'incoscienza, di annullamento e questo ci fa resistere al suo richiamo. Ma c'è anche altro.

L'insonnia è tutta l'energia creativa che non esprimi

Che cosa fare dunque per affrontare l'insonnia di questo periodo? Per prima cosa mettiamo sul nostro comodino un block notes e chiediamo alla "Signora del buio": quale sogno mi regalerai stanotte? Scriviamo questa richiesta e non pensiamoci più. Se poi l'insonnia arriva ugualmente, meglio alzarsi. Non si deve stare a letto se non si riesce a dormire: anzi, vestiamoci, come se dovessimo uscire con qualcuno, che non sappiamo chi sia. Potrebbe essere un amico o un'amica misteriosa, simbolo di un'energia creativa che abbiamo messo da parte. Il miglior farmaco contro l'insonnia è la creatività: la possiamo innescare prendendo il nostro block notes e scrivendoci una fiaba, un racconto di fantasia. Non scriviamo però la nostra storia, che ci riporterebbe al passato. Abbiamo un appuntamento con un personaggio sconosciuto: apparecchiamo la tavola, prepariamo qualcosa con cui accoglierlo. Creiamo uno stato interiore di attesa: chi verrà stasera?

L'insonnia si supera mettendosi in attesa...

Naturalmente, non si tratta dell'attesa di qualcuno di reale, ma di qualcosa che proviene dall'interno, dal profondo. L'anima non si presenta mai all'esterno, ma comunica con la fantasia, con l'immaginazione. L'anima (intesa come psiche, soffio vitale) vuole entrare piano piano nel nostro mondo. Per accoglierla, devo distrarmi: scrivere, disegnare, leggere qualcosa di appassionante. L'anima non vuole che io pensi all'insonnia, perché è proprio "lei" che mi vuole tenere sveglio. Vuole che mi occupi di qualcosa di cui non mi sono ancora occupato, o non abbastanza: ognuno ha avuto nell'infanzia degli interessi o dei sogni che poi ha smarrito. Sono come germogli di una pianta, di un fiore che deve ancora nascere. L'insonnia è un buon territorio per rinascere, ma va affrontata così: sto collocando me stesso in un luogo dove non devo aspettare il sonno, ma qualcosa di misterioso che arriverà.

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