Tu
La giusta distanza salva i rapporti

Spesso pur di non deludere le persone che amiamo, subiamo rapporti troppo invadenti che ci fanno soffrire: se non ti sposti in tempo rischi di esplodere

Ci scrive Claudia, una lettrice di Riza Psicosomatica, in cerca di un consiglio riguardo il rapporto con sua madre: “Ho 30 anni, sono figlia unica, con un padre molto affettuoso e sensibile e una madre con una personalità molto forte e autoritaria, verso la quale provo grande affetto e stima. In passato ho avuto scontri molto forti con lei, scontri che ci hanno portato ad allontanarci anche per settimane. Al tempo la consideravo una tappa normale all’interno di un processo di crescita che mi ha portato ad andar via di casa molto giovane, ma ora di tempo ne è passato e ho la sensazione che, mentre il rapporto con mio padre si sia evoluto serenamente, quello con mia madre sia rimasto turbolento. Mi sento in colpa perché se da un lato provo amore, rispetto e ammirazione per una persona che mi ha cresciuta dandomi sempre il massimo delle possibilità, dall’altro mi sento imprigionata da questo legame che a volte vorrei violentemente interrompere. In passato mi è capitato di interrompere i rapporti con i miei genitori dopo un forte litigio, ma dopo qualche tempo sono sempre tornata sui miei passi perché so che darei loro un dolore enorme, nonostante io viva questo legame come vincolante e limitante. Passiamo molto tempo assieme per cui in realtà fatico a capire questo mio stato d’animo di acuta insofferenza. Non riesco a definire una strategia per riequilibrare i miei rapporti familiari…”

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Niente scelte drastiche, trova la giusta distanza

Spesso nella vita ci sentiamo in obbligo verso persone (in primo luogo mamma e papà) che hanno fatto tanto per noi e pensiamo di dover ricambiare a ogni costo: non sempre però voler bene a qualcuno significa andarci d’accordo ed è esattamente la situazione di Claudia. Non a caso durante l'adolescenza un'insopprimibile voglia di libertà l’aveva portata ad allontanarsi dal nido familiare molto presto, creando una giusta distanza fra lei e i genitori. Claudia aveva giustificato ai suoi stessi occhi quell'allontanamento con la necessità di sperimentare l'indipendenza, un fatto tipico in adolescenza. Vero, ma nel suo caso c'era dell'altro, il bisogno di staccarsi da una figura materna troppo ingombrante, con la quale i conflitti diventavano spesso laceranti. Allo stesso modo, le chiusure momentanee dei rapporti fra lei e i genitori rappresentavano in realtà il tentativo di preservare la relazione da conflitti più aspri, che avrebbero potuto complicare le cose in modi difficilmente risolvibili. Contrariamente a quello che si pensa di solito, non è con il dialogo a oltranza che certe cose possono risolversi; a volte, il silenzio e la giusta distanza si rivelano molto più utili. Non a caso, passata la bufera, Claudia tornava comunque sui suoi passi e la famiglia si "ricostruiva"...

Alla ricerca del proprio spazio vitale

Ora, arrivata ai 30 anni, Claudia si è convinta che quelle rotture (momentanee) che metteva in campo in passato non abbiano più senso e che i rapporti fra adulti non debbano essere conflittuali come durante l'adolescenza. Così, si costringe a mantenere in vita un legame molto stretto con i genitori ma questo la fa soffrire. Il senso di colpa fa il resto e così Claudia preferisce sopportare un rapporto vissuto come vincolante e limitante piuttosto che dare un dolore a mamma e papà. Peccato che così facendo a soffrire sia... Solo lei! In realtà, l'atteggiamento che metteva in campo quando era più giovane, quel cercare inconsapevolmente la giusta distanza, era corretto, anche se a prima vista comportava litigi, dolori e incomprensioni. Oggi soffre perché si sta obbligando a passare tanto tempo insieme a loro, cosa che in realtà non desidera. Quello che Claudia dovrebbe fare è, al contrario, rimettersi in cerca della giusta distanza e abbandonare l’idea che esistano strategie vincenti per riequilibrare i rapporti con mamma e papà: la sola strategia che funziona è proprio la giusta distanza.

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