Tu
Ti credi sempre buona? Stai recitando

Le definizioni e le convinzioni su di te escludono dal tuo orizzonte altri modi di essere, limitandoti: non renderle definitive o perderai la tua spontaneità

Ci scrive Alice, una lettrice di Riza Psicosomatica: “Sono sempre troppo buona, passionale, generosa e sincera e la gente se ne approfitta. Do sempre tutto e non ricevo niente in cambio. Soffro da sempre di colite, ma ultimamente i dolori sono lancinanti. Come se non bastasse, il mio fidanzato mi ha lasciata per un’altra… non riesco a farmene una ragione, dopo tutto quello che ho fatto per lui! Io mi prodigo sempre per tutti, sono sempre disponibile, ma quando sono io ad aver bisogno, puntualmente gli altri si dileguano. La cosa paradossale è che recentemente la mia migliore amica, con la quale mi sono sfogata, mi ha accusata di essere cinica, quando io con lei sono sempre stata solo sincera... È questo il mio problema, do troppo, anche a chi in realtà non se lo merita affatto!”

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Non nasconderti a te stessa: nessuno è troppo buono!

Alice si presenta con un bagaglio di frustrazioni e di sofferenza, ma anche con una serie di convinzioni e definizioni di se stessa molto rigide. Soprattutto, sembra avere le idee chiare su quale sia l’origine del suo malessere; in realtà, né le amicizie né l’amore sono le vere cause della sua sofferenza. Il corpo la mette in guardia: l’intestino, organo simbolicamente connesso al tema del del labirinto, dell’ombra, dello sconosciuto che ci abita, è sede degli istinti più bassi, più carnali. Attraverso gli attacchi colitici, Alice, come tutte le persone con forti necessità di controllo razionale, elimina simbolicamente pulsioni e pensieri inaccettabili, contrari all’immagine di perfezione alla base di tutte le definizioni che dà di sé. Nella colite viene fuori l’Alice aggressiva ed egoista e persino calcolatrice che pure esiste, ma che lei preferisce nascondere, soprattutto a se stessa, rifugiandosi nella convinzione di essere una persona buona, semmpre buona, troppo buona...

Abbandona le convinzioni su di te 

Le definizioni, specialmente quelle che hanno il sapore della rivendicazione orgogliosa ("io sono una persona troppo buona") , nascondono sempre significati celati nell’ombra come il doppio fondo di un cassetto, il lato nascosto di noi stessi che non vediamo. Ad esempio, chi dice di continuo di essere passionale per giustificare ogni litigio e scontro in cui si infila, spesso nasconde una freddezza verso gli altri che non vuole ammettere, ma con quei litigi ottiene il suo scopo nascosto: tenere tutti alla larga. Più la freddezza sarà negata, più la passionalità sarà recitata. Dietro la generosità più assoluta può celarsi il desiderio di controllo: “Finché ti dono tutto, tu continui a essermi debitore e non ti allontanerai da me.  Dietro la necessità di dire sempre la verità, potrebbe esserci l’invidia travestita da buone intenzioni: “Sai, te lo devo proprio dire, il tuo nuovo fidanzato ci ha provato con me”. Nessuno può stare bene rinunciando a una parte di sé, ma autodefinirsi significa proprio voler eliminare l’ombra, che è ineliminabile. I disagi arrivano per metterci in contatto con tutte le forze che ci abitano, per completarci. Alice, potrà recuperare il benessere solo quando riuscirà a far posto alle sue reali esigenze, anche quelle egoistiche, senza bisogno di giudicarle male e quindi nasconderle dietro la finzione della persona sempre generosa, sempre disponibile, troppo buona...

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