Psicosomatica
Se non ti arrabbi mai, reciti e accumuli rancore

Se sei sempre accomodante verso gli altri, accumuli tensione e malessere e finisci con l’essere insoddisfatto e pieno di rancore: ne esci con l'autenticità

Ci scrive Filippo, un giovane lettore di Riza Psicosomatica: “Sono uno studente iscritto al secondo anno di filosofia e ho 21 anni. Sono in un momento della mia vita dove mi vengono a trovare spesso ansie, paure, rimpianti e rancore. Inoltre, vengo facilmente condizionato da chi mi circonda, come per esempio, da amici che a volte si rivelano invadenti. Non comunico facilmente le mie esigenze e giustifico sempre atteggiamenti che, seppur non intenzionali, mi fanno star male, e tutto questo perché ho paura di fare scenate, arrabbiarmi e troncare relazioni. Non sono soddisfatto del mio percorso universitario, sento l’esigenza di un lato pratico e creativo che nel mio corso di studi non vedo. Spesso mi dedico a lavoretti creativi per cercare di non pensare a questa giostra di problemi e in quei momenti i disturbi passano. Come faccio a uscirne?”

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Il rancore ti annuncia la crisi

A volte, nella vita, capita di passare dei momenti in cui ci sentiamo come imprigionati e non riusciamo a reagire, a dire la nostra opinione e ci facciamo andar bene tutto per paura e per timore. È in casi come questo che si presentano inevitabilmente ansia, rimpianti e soprattutto rancori. Rancori per non riuscire a imporci se una cosa non ci sta bene, rancore per non riuscire a comunicare le nostre esigenze ma assecondare sempre gli altri, finendo per essere infelici e insoddisfatti. Tutto questo ha portato Filippo verso il momento di crisi che sta passando, facendogli aprire finalmente gli occhi: si è accorto che essere sempre accomodante nei confronti degli altri non gli porta alcun vantaggio. Forse non sa che, involontariamente, mette in atto questo comportamento per essere accettato dagli altri. Ma gli altri, in qualche modo se ne accorgono e ti trattano come uno che finge...

Creatività è autenticità, non una valvola di sfogo

Filippo racconta di avere dentro una grande creatività che non riesce a esprimere come vorrebbe: si dedica a lavoretti che gli danno un benessere solo momentaneo e anche il suo percorso universitario non sembra soddisfarlo più. Ma la creatività è vera solo se si è autentici! Quella di Filippo sembra più che altro  una valvola di sfogo, qualcosa di compensatorio e quindi poco utile. L’unica cosa da dover fare è cercare dentro di sé un’energia che lo porti a essere più autentico, a porsi al pari degli altri, a opporsi se qualcosa non gli sta bene, senza timori e paure. Solo così emergerà la vera creatività e chissà, magari ritroverà la spinta per continuare con entusiasmo i suoi studi.. senza rancore!

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