Psicosomatica
Intolleranze alimentari, il peso della psiche

Le intolleranze alimentari a volte si verificano nei confronti di cibi che simboleggiano qualcosa di pericoloso a livello emotivo: ecco alcuni esempi

Da qualche tempo hai spesso la pancia gonfia, un disturbo che si presenta soprattutto dopo i pasti: a causarla può essere l’ipersensibilità nei confronti di alcuni alimenti, detta anche intolleranza alimentare. L'organismo, in presenza di alcun cibi - in particolare il glutine del grano, il lattosio del latte e il lievito - reagisce scatenando prima infiammazione e poi gonfiore, sovrappeso e ritenzione idrica. In molti casi questi disturbi nascono dopo che abbiamo assunto quel determinato alimento in quantità eccessive per troppo tempo, ma ci sono altre spiegazioni possibili. Da un punto di vista psicosomatico, le intolleranze alimentari esprimono un rifiuto inconscio nei confronti di cibi che simboleggiano qualcosa di pericoloso a livello affettivo/relazionale.

Leggi anche: intolleranze alimentari, cosa sono?

Intolleranze alimentari al glutine: problemi con le autorità

Quando a scatenare le intolleranze alimentari è il glutine (o semplicemente il grano), il problema può essere il difficile rapporto con la funzione paterna e in generale con l’autorità; guarda caso, in molte Tradizioni la spiga del grano simboleggia lo scettro del re, simbolo del comando. L’intolleranza alimentare al glutine è tipica di chi è vittima di personalità più forti cui non riesce a sottrarsi: la frustrazione diventa gonfiore e sovrappeso. Non a caso l’intollerante al glutine ingrassa sulla pancia e sulla parte bassa del corpo, come se venisse schiacciato da rapporti eccessivamente sbilanciati. Se ti riconosci in questa tipologia, puoi aiutarti utilizzando angelica, l’erba indicata per le intolleranze alimentari originate da somatizzazioni intestinali da stress. Questo rimedio fitoterapico tonifica il sistema nervoso centrale con effetto antidepressivo e rilassa quello viscerale, sul quale ha un’azione antinfiammatoria e digestiva. Si assumono 20 gocce di tintura madre in un po’ di acqua 3 volte al dì, per periodi non superiori a 20 giorni

Intolleranze alimentari al latte? Difficile rapporto con la madre

Se non sopporti il latte, potresti avere un rapporto non risolto con la madre o con ciò che evoca la funzione materna: l’accumulo adiposo è di tipo molle, con cellulite e ritenzione idrica, che richiamano per analogia l’elemento acquatico, tipicamente femminile. Chi soffre di intolleranze alimentari al lattosio soffre per il conflitto tra il bisogno di autonomia e la dipendenza da qualcuno. Il suo rimedio naturale è Il fico selvatico, dai cui rami cola un latte dolce, simile a quello materno, la pianta da scegliere dunque quando i sintomi dell’intolleranza producono una sindrome da colon irritabile, ma anche gastrite, cellulite e ristagni. Scegli il macerato glicerico di Ficus carica: se ne assumono 50 gocce al dì prima di pranzo, per cicli di 2 mesi

Intolleranze alimentari ai lieviti: non riesci a voltare pagina

Se non puoi assumere lieviti, probabilmente tendi a mangiare di continuo, senza riuscire a darsi un limite e una cosa simile accade nel mondo psichico. La personalità di chi ha questo tipo di intolleranze alimentari sovente ha questa principale caratteristica: chi ne soffre si lamenta continuamente della sua vita ma è incapace di voltar pagina. Patisce la routine ma non riesce a liberarsene, vorrebbe dare una forma diversa alla sua vita ma non ce la fa, chiede consigli ma poi non si fida e così via.... In questi casi aiuta l’aloe, che risana le mucose intestinali, rigenera la flora batterica e regala l’energia giusta per cambiare finalmente stile di vita. Si assume il gel puro di Aloe vera, nella dose di 30 ml in acqua, 1-2 volte al giorno, per almeno un mese (usala senza aloina se si vuole evitare l’effetto lassativo).


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