Psicosomatica
Quando il mal di testa è “colpa” di un chiodo fisso

Alcune persone sono dominate da un pensiero ossessivo, dimostrare a qualcuno di essere bravi e meritare l’affetto: il mal di testa conseguente dice che occorre cambiar rotta…

Sentite questo racconto, tratto dall'esperienza di una psicoterapeuta che lavora presso l'Istituto Riza. Valentina arriva in terapia a causa di crisi di cefalea che la tormentano da un paio di anni, tanto da costringerla a volte a restare a casa anche un giorno intero, sdraiata sul suo letto e completamente immobilizzata dal dolore. Rischia di dover dire addio al lavoro adorato che lentamente, ma inesorabilmente, aveva riempito la sua vita. È proprio questo pericolo che l’ha convinta a venire in terapia, "Vede dottoressa, io ho lottato fin dal liceo per ottenere sempre i voti migliori, poi ho frequentato la facoltà di economia più prestigiosa e dura d’Italia laureandomi con il massimo dei voti. In seguito master, stage e possibilità di lavorare in studi molto quotati, ma anche molto selettivi. Ho lavorato e lavoro spesso sino alle dieci di sera, tutti i giorni compresi a volte anche i fine settimana. Sentivo che in questo modo venivo apprezzata sempre di più e ne ero fiera". 

Il pensiero che causa la cefalea

"Ho 36 anni, vivo ancora in casa con i miei genitori, praticamente non ho una vita privata, ma non l’ho mai messa al primo posto. Il mio obiettivo era dimostrare a tutti, specialmente a mio padre, quanto fossi stimata e brava sul lavoro, pur essendo una “femmina”, termine che lui usava in modo quasi dispregiativo, in particolare con mia madre. Sa quante volte da piccola gli ho sentito dire che avrebbe desiderato molto di più avere un figlio maschio? Volevo farlo sentire orgoglioso di me! Ho sempre avuto questo pensiero nella mia testa". "Forse la sua testa - suggerisco a Valentina durante il colloquio - si è stancata di ospitare quel pensiero, accompagnato soltanto da altri pensieri razionali, _ matematici, lavorativi e di non essere nutrita da qualche sfumatura emotiva. Gioia, frivolezza o… innamoramento". 

Una svolta la cura

A queste mie parole la paziente scoppia in un pianto dirotto, non riesce a fermarsi e non capisce cosa le stia succedendo. Se ne va molto provata ma torna per altre sedute, nelle quali pare riflettere su questa priorità esistenziale affidata a suo padre e alla mancanza totale di dedizione a se stessa come donna. Passa ancora del tempo e mi racconta che è iniziato un periodo di furiosi litigi con i suoi genitori: con il padre, ma anche con la madre che accusa di non averla aiutata a vivere di più per se stessa. È indubbiamente spiazzata, non si riconosce in questa donna furibonda ma insieme non si sente in colpa, e non mi chiede di aiutarla a smettere di litigare o a fare pace. Dice di sentire qualcosa di nuovo in lei e vuole seguirlo. 

Regalarsi la gioia è sempre possibile

È così che arriva anche la decisione, finalmente, di andare a vivere da sola e di dedicare più tempo alle proprie amicizie. La cefalea da un po’ di tempo non si fa più sentire. Valentina non ha più bisogno di spezzarsi di dolore per prendersi una giornata di riposo, perché ha iniziato a modificare il suo rapporto con il lavoro. "Sono brava lo stesso e non voglio più sprecare la mia vita solo in ufficio. Ho conosciuto un gruppo simpatico in palestra e voglio regalarmi gioia, serate allegre e magari anche un piacevole incontro!". 

Cefalea, il campo di battaglia tra istinto e volontà

La cefalea, disturbo molto doloroso e invalidante, segnala alla persona che la dimensione della coscienza razionale, dell’autocontrollo, della vigilanza stanno prendendo il sopravvento su tutto. Il dolore localizzato proprio nel “contenitore dei pensieri” parla però, nello stesso tempo, di un sovraccarico di preoccupazioni, di contenuti inconsci non accettati, di istinti ai quali non si vuole aprire la porta. Chi soffre di cefalea è tutt’altro dal personaggio distaccato e razionale che vorrebbe apparire, anzi ha una natura emotiva e passionale che cerca di contenere con un atteggiamento “di testa”, finché la testa scoppia! Liberarsi di mete eccessivamente ambiziose, di carichi troppo pesanti o di responsabilità, accogliere la propria spontaneità, è la strada per liberarsi dalla cefalea senza doversi affidare ai farmaci in modo permanente.

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