Cosa rischi se vivi a testa bassa
L'aiuto pratico

Cosa rischi se vivi a testa bassa

Chi agisce così ha paura di perdere l'affetto di qualcuno e fa buon viso a tutto per non dispiacergli, ma si carica di risentimento e frustrazione; cosa fare

I remissivi vivono paure profonde

Rimangono lì, senza parole pur avendone tante da dire, senza reagire pur volendolo. Sono i remissivi: persone con le proprie idee ma che di fronte a un comportamento aggressivo, dominante o ipercritico ripiegano invece che contrattaccare.
Una modalità che esiste anche in Natura: diversi animali si immobilizzano davanti a un predatore, quasi a dire: «Sono indifeso, perché mi attacchi? Io non reagisco.»
Così i remissivi: qualcosa dal profondo impedisce loro di affermare con vigore le proprie idee e la loro contrarietà se il campo non è più che libero. Ciò può avere origini molto diverse. La più frequente è la paura di perdere l'affetto della persona: contraddirla può offenderla e ciò è emotivamente insostenibile, perciò "piuttosto che perderla, subisco". Spesso si accompagna al bisogno di mantenere un'immagine "buona" di sé - che impedisce di dire dei sacrosanti "No" a richieste non condivise - o a un antico senso di inadeguatezza, che fa pensare: "Se l'altro mi attacca avrà ragioni che io non vedo, forse sono io che non vado bene".

Cosa fanno i remissivi: subiscono immobili e muti

  • Hanno un rapporto di eccessivo timore nei confronti dell'autorità (genitori, capufficio, ma anche il partner o amici "dominanti")
  • Subiscono le imposizioni o le sfuriate degli altri senza reagire.
  • Rimuginano a lungo su ciò che avrebbero potuto dire o fare, in un misto di rabbia e frustrazione.

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Le conseguenze: gli altri spesso ne approfittano

  • Si caricano di rabbia e sbottano nel modo e nel momento sbagliato.
  • Stanno male anche fisicamente (tensione, gastrite, cefalea, mal di fegato).
  • Nascondono una parte importante di se stesso.
  • Abituano male gli altri, che poi pretendono sempre la remissività.
  • Subiscono condizionamenti nelle proprie scelte e azioni.

Cosa fare se ne soffri

  • Prima di fare l'esperienza dell'affermarsi il tuo cervello deve fare quella del non subire. Non importa se hai paura o dubbi: impegnati a prendere tempo, a non rispondere subito di sì o ad acconsentire: "Vediamo" o "Ci penso su", sono le parole giuste. Poi, in seguito, comincia a dire frasi come: "La penso diversamente" o "non sono d'accordo", in tono pacato. E osserva cosa accade.
  • Non essere "remissivo" con la tua remissività: cerca di comprenderne le cause, e valutare i suoi effetti negativi. Serve un percorso di conoscenza di te stesso, per imparare anche come legittimare la propria capacità assertiva. Una psicoterapia è utile anche per accompagnare il primo consiglio.
  • Individua l'ambito in cui riesci a non essere remissivo, in cui affermi te stesso senza paure. Non importa se è piccolo. Ciò che conta è sapere che il tuo cervello possiede questa capacità e che, se c'è consapevolezza, non gli resta che applicarla ad altri settori della vita. Quando vorresti reagire fai mentalmente riferimento a quell'ambito e trova lì la forza.
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