Attacchi di panico
Se smetti di fingere il panico se ne va

Quando vuoi sembrare a ogni costo forte e indipendente, ecco che arrivano gli attacchi di panico: cedi, togliti la maschera, e torna la serenità

Ci scrive Chiara, una lettrice di Riza Psicosomatica, in preda allo sconforto: “Sono una ragazza di 30 anni e ho sempre sofferto di ansia e panico. Ho avuto una figlia a 18 anni che ora è divisa tra me e il padre e non ha una vera stabilità, oppure, pensando di non averla io, sento di non riuscire a dargliela. Per mantenerci, lavoro da 10 anni come barista con orari assurdi... Ho avuto una madre iperprotettiva ma discontinua, con attacchi di panico e crisi isteriche: ha sempre pensato che fossi troppo sensibile e così mi ha portata dallo psichiatra quando ero ancora una bambina. Sono cresciuta con la convinzione che fosse colpa mia: mi sono sempre sentita inferiore e diversa. Tuttora vado da uno psichiatra e da quando vivo da sola con mia figlia prendo degli ansiolitici, perché appena entro in questa nuova casa, mi prende il panico. Questo mi fa pensare che io non voglia prendermi responsabilità ma non posso parlarne con nessuno e mi sento sola. Ho paura di impazzire. Sono confusa.” 

Chiara pensa di essere una persona fragile, eppure, giovanissima e sola, ha cresciuto una figlia. Chiara pensa di essere una persona fragile, eppure si è rimboccata le maniche e lavora da quando ha vent'anni. Chiara pensa di essere una persona fragile, eppure è riuscita a sopravvivere alla madre che, al posto che chiedere aiuto per sé stessa, ha mandato la figlia da uno psichiatra fin dalla tenera età. Chiara dunque è forte? No: come tutti, è forte e fragile.

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Non fingere di essere quella che non sei

Ma allora perché le viene il panico? Chiara è caduta vittima di un’ideologia comune: quando la vita lo richiede calandoci in un ruolo definito, ci sentiamo in dovere di comportarci in un determinato modo, di assumere particolari atteggiamenti e di sforzarci di essere quelli che non siamo. Chiara è diventata mamma molto giovane, ha dovuto crescere in fretta e assumersi le proprie responsabilità: questo l’ha portata a dover essere forte e indipendente perché secondo lei doveva diventare obbligatoriamente così, ma questa è solo una maschera. Era una bambina e una mamma iperprotettiva (ovvero iper controllante), più preoccupata di curare la figlia che se stessa, l'ha fatta crescere nella convinzione di essere sbagliata, inferiore e diversa rispetto agli altri. Questa insicurezza Chiara se l’è portata dietro e anche adesso che ormai è una donna adulta, non si sente all’altezza, ha paura di commettere i medesimi errori con la sua bambina e il panico non la abbandona: ma lei non è sua madre...

Togliti la maschera e riscopri la vera te

Che cosa le vuole dire il panico? Quando non siamo armonici e recitiamo copioni che non rispettano la nostra natura e la nostra unicità, il corpo si ribella, mandandoci dei segnali. Nel caso di Chiara, il panico. Il ruolo che sta interpretando non è troppo stresso per lei ed è arrivato anche il panico a dirglielo: che fare ora? Cedere, lasciarsi andare, abbandonare i rigidi schemi di comportamento in cui Chiara si è calata. Lo psichiatra e gli ansiolitici sono solo un palliativo: i loro effetti hanno durata breve. Quello che serve a Chiara è qualcuno che faccia luce sui suoi demoni interiori, che la aiuti ad incontrare la sua parte fragile, quella che tanto le fa paura. E solo allora accoglierla, accettarla, non bastonarla come ha sempre fatto finora: solo così Chiara potrà ritrovare la serenità e il sorriso.

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