Attacchi di panico
Soffri di Panico? Scopri il potere delle immagini

Gli attacchi di panico sono molto dolorosi, ma combatterli o spiegarli serve a poco. Serve usare l'immaginazione, la prima fonte del nostro benessere

Continua il nostro “viaggio” nelle immaginate, narrazioni terapeutiche utili a superare gli stati d’ansia, depressione, panico, stress. Nell’apertura di questo articolo troverai le indicazioni “tecniche” su come utilizzare in pratica le immaginate per diminuire il disagio (in questo caso un attacco di panico) e aumentare la consapevolezza. E ora, largo all’immaginazione, con una precisazione: ognuno può divertirsi a personalizzare l'immaginata inserendo, al posto dell'oggetto che compare qui, un altro che abbia avuto nella sua vita la medesima funzione. Leggendo il racconto, tutto si chiarirà... 

Il panico invade mente e corpo... 

Mi trovo nella mia stanza, sul letto, mi sento al sicuro, tranquillo, protetto… socchiudo gli occhi...immagino...All’improvviso mi trovo in piena luce, in una terra piatta che sembra stendersi all’infinito...è brulla, con pochi ciuffi di erba secca.. il cuore mi rimbomba nel petto, provo angoscia, panico...Dove sono? E perché? E’ reale tutto questo? Il cielo è pieno di nuvole, il sole è coperto... il paesaggio desolato, senza fine, sento il panico invadermi la mente e il corpo... Non so che fare, dove andare, non c’è sentiero, strada, indicazioni, aiuto...solo io in questa landa sconfinata.. provo il terrore d’impazzire, di morire.. non c’è nessuno ad aiutarmi...Senza accorgermene mi sono afflosciato a terra, faccio fatica a respirare, il cuore batte forte, il panico mi tormenta.. Cosa ho fatto per meritare questo? Non voglio morire... piagnucolo... dalla bocca mi esce,  dopo tanti anni, un biascicato e lamentoso: “Mamma, mamma.”. ...Invoco una qualunque divinità...ho paura di morire...

...Ma arriva un'immagine da un tempo lontano... 

Poi, alzo gli occhi rossi di lacrime e sobbalzo: a pochi da me c’è un oggetto, mi sembra di vedere qualcosa di rosso che spunta dalla terra... Mi alzo, mi trema tutto il corpo, ma è qualcosa che devo assolutamente andare a vedere... Mi avvicino e... mi meraviglio: è una locomotiva di legno, colorata di giallo e nero, lucida, con un grande fumaiolo rosso... Sotto il fumaiolo ecco una bocca che sorride, degli occhi... ha ruote grandi e ben fatte, lo scompartimento per il carbone...Ma questa, questa – il ricordo sorge improvviso, come un tuono– è la locomotiva che avevo da piccolo...mi sentivo così solo...ci giocavo ore ed ore sdraiato per terra... fantasticavo che mi portasse in luoghi incantati... Si, ero solo... aspettavo che tornasse la mamma...e questo senso di solitudine l’ho provato anche da grande, lo provo anche adesso…

...Mi affido all'immagine e le seguo......

Sto per prenderla in mano ma la locomotiva si muove, va avanti.. mi accorgo che c’è una corda legata ad un anello che brilla come rame, proprio sotto la caldaia.. la corda viene tirata, ma non c’è nessuno, è tesa, ma non c’è nessuno...E’ l’unica cosa che mi sembra amica in questo orribile deserto di panico e angoscia...la locomotiva va avanti...tirata da una mano invisibile...sobbalza sul terreno, è veloce... non posso perderla di vista...la seguo anche se sono sconvolto, bagnato di sudore...Cammino a fatica...la locomotiva è sempre avanti, traballante, col fumaiolo rosso che ogni tanto scompare e poi riappare: affretto il passo.. non posso permettere di farmela scappare.. lo so, lo sento...

...E lei mi riporta a casa...

A un tratto inciampo, cado disteso, il panico non dà tregua, mi sento disperato...come tante altre volte...chiudo gli occhi.. e quando li riapro tutto è cambiato: sono sdraiato su un prato verde, un pendio dolce, pieno di fiori e salici che si muovono a un sussurro di vento...un ruscello gorgoglia... l’aria è fresca, mi guardo alle spalle: vedo ancora la landa piatta e inospitale ma è indietro, lontana... Poco davanti a me ecco la locomotiva, col suo fumaiolo rosso e il sorriso sul muso... ora la corda è caduta, arrotolata nell’erba... è così importante averla ritrovata...sto piangendo e non c’è niente di male...stringendo la locomotiva sul petto mi sdraio sull’erba...ho ritrovato qualcosa di me...mi sento più completo, come ad aver riempito una mancanza... ora non ho più paura...

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