Ansia
L'ansia ti rende insicura? Ecco cosa fare

Capita alle persone troppo sicure: di colpo, gli attacchi d’ansia compaiono e le confondono. Se si smette di combatterli, se ne vanno così come sono venuti

Ci scrive Silvia: "Da qualche tempo le cose non vanno bene. Sono sempre stata una persona determinata ma a causa di problemi sul lavoro non lo sono più. Soffro di attacchi d'ansia e in quei momenti non riesco più a ragionare, la mia mente sempre lucida si annebbia e non so più cosa devo fare". Gli attacchi di ansia, sono sempre figli di troppa forza. Si tratta di energia che emerge in modo esplosivo. È come strozzare il rubinetto: l’acqua esce a schizzi. C’è dentro Silvia tanta energia vitale che a un certo punto esplode. Cosa puoi fare quando una simile forza ti viene a trovare? Cedere, anche se inizialmente questo spaventa. Proprio perché l’automatismo porta a bloccarsi, la prima operazione mentale che deve avvenire è cedere. "Lascio venire l’ansia, la accolgo: entra ansia, sconvolgimi, non faccio resistenza, non cerco di controllarti, di respingerti. Più ti respingo più ti rinforzo. Mi siedo e lascio che questa onda mi travolga". Questo già riduce drasticamente la violenza dell’attacco.

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Cerca il buio e l'ansia si affievolirà

La seconda cosa che Silvia deve fare è cercare il vuoto, il nulla, il buio. Che cosa significa? L’anima a volte è nebbiosa, per questo crea la nebbia dell'ansia. Perché lo fa? Perché la sua vita è diventata troppo chiara, banale, routinaria. I disagi non arrivano perché è successo qualcosa. Arrivano sempre perché ti sei dimenticato di te, ti sei identificato con un’identità di superficie e ti sei scordato della tua natura. L’anima allora chiama la nebbia, ti fa perdere. Vuole che ti perdi, che vai nel buio. Più cerchi di risolvere il problema, di trovare spiegazioni, cause esterne, più rendi cronico il disagio. "Sto male perché sul lavoro ci sono guai e sono insoddisfatta, perché con mio marito non va bene; perché il mio uomo mi ha lasciato…". No, i problemi non nascono mai dall’esterno, li creiamo noi. La partita sei tu. L'ansia, è energia sepolta che non trova spazio. Più cerchi di spiegarla e correggerla, più la costringi a tornare. Viene per svolgere una funzione trasformativa, è la tua anima che la crea. Il disagio vuole attivare altre energie, che non usi perché sei diventata troppo unilaterale. Cosa ti sta chiedendo l'ansia, cosa vuole la sua nebbia? Cosa stai dimenticando di te?

Non devi decidere, l'ansia lo sta facendo per te

La vera partita nella vita è sviluppare il tuo seme, fare ciò che sei. E smettere di voler decidere. Io non devo prendere decisioni, io devo percepire ciò che accade in me. Più mi impongo come devo essere, più chiudo il rubinetto e costringo l’ansia a venire. La rosa fa il bocciolo senza dirsi che lo deve fare. Il tuo compito è non disturbare il processo, non correggerlo. Se non la disturbi,  l'anima rimette a posto le cose da sola. Percepire ciò che accade dentro di te senza commento, senza dare giudizi, fare spazio, affidarsi. Ecco cosa ti chiede l’ansia: liberare energie sepolte. Quando verranno di nuovo alla luce, il disagio svanirà.

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