Ansia
L'ansia se ne va se smetti di pianificare tutto

Quando t'imponi di progettare e controllare ogni aspetto dell'esistenza, arriva puntuale l'ansia: se l'accogli, capirai come riprendere in mano la tua vita

Camilla ci scrive per raccontarci la sua esperienza: “Da quando avevo deciso di fare un salto di carriera trovando un nuovo lavoro, non riuscivo più a pensare ad altro: la mia futura vita lavorativa era diventata un vero e proprio tarlo mentale. Valutavo ipotesi, opzioni, pregi e difetti, ragionavo, calcolavo... Finché degli improvvisi attacchi di tachicardia mi avevano gettato definitivamente nell'ansia e nello sconforto. Devo dire grazie a un'amica vostra lettrice che mi ha suggerito una lettura alternativa della mia tachicardia: secondo lei ero diventata una donna tutta cerebrale e il mio cuore si stava ribellando! Sembrerà banale, ma per me è stata una rivelazione: in poco tempo ho capito finalmente cosa ci fosse dietro quell'improvviso malessere, sono riuscita a dare un senso a quell'ansia che mi sembrava una condanna. Così, ho fatto un patto con me stessa: niente più tarli, niente più ossessioni. Sarei stata allerta, certo, per cogliere eventuali occasioni lavorative, ma questo non mi avrebbe impedito di godermi la vita, di coltivare i miei interessi, di distrarmi. Ansia e tachicardia sono scomparse da sole e il lavoro che cercavo è arrivato comunque, proprio mentre stavo vivendo uno dei periodi più sereni della mia vita!”

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Meno razionalità vuol dire meno ansia

La vita è più semplice di quanto sembri e spesso siamo noi a complicarla, trasformandola in qualcosa di simile a una continua lotta per la sopravvivenza. Risultato? Il corpo si ribella e puntuali arrivano malesseri, stress, tachicardie, ansia... Ne è un esempio, il caso di Camilla, che aveva iniziato a vivere ogni scelta lavorativa come se fosse una questione di vita o di morte. Il suo problema? Essere diventata vittima di una razionalità eccessiva che la portava a ragionare su tutto, a valutare i pro e i contro di qualsiasi situazione senza mai abbandonarsi all’istinto, ai desideri, persino ai capricci o agli eccessi che ci "abitano" e che, piaccia o meno, ci tengono "accesi". Le personen che si comportano come lei  finiscono per consumarsi in un continuo e ossessivo soppesare ciò che la vita offre loro, senza riuscire a trovare mai la soluzione adatta a loro. In compenso, trovano il loro corpo che presenta il conto...

Se sei "tutta testa", al tuo cuore viene l'ansia!

La razionalità è un ottimo strumento, ma da sola non basta: anzi, di fronte alla complessità della vita, risulta spesso limitante. Di fatto, le mille sfumature e le ragioni profonde dell’esistenza sono più che altro un affare di cuore, che a volte traballa e "fa le bizze" semplicemente per farsi sentire, come nel caso di Camilla. Ci sono persone che faticano ad ascoltare il proprio cuore: lo lasciano da parte, se lo dimenticano. Al contrario, dovrebbero imparare ad assecondarlo, allenarsi a seguirne il ritmo, interpretarne i segnali d'allarme, come la tachicardia. Il cuore sa sempre cosa dobbiamo fare e dove sia meglio andare, la testa no! Spesso soffriamo perché viviamo in una continua lotta, una sfida infinita, ma la vita non è sforzo, è abbandono e consapevolezza: se lo scordiamo, ci penserà l'ansia a ricordarcelo...

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