Il gioco, grande maestro del cervello

Il gioco, grande maestro del cervello

Se vogliamo che i nostri figli amino la scuola, dobbiamo farli giocare di più. Ecco perché

Ogni genitore è convinto che sia giusto chiedere ai propri figli di privilegiare il tempo dello studio rispetto a quello del gioco, pensando che il primo sia formativo e il secondo sia solo svago. È una convinzione errata: bambini e ragazzi imparano sempre, in ogni momento. Di più: la parte fondamentale dello sviluppo del cervello avviene proprio attraverso il gioco, non con lo studio.
Nel gioco il bambino è libero: non deve "dare dei risultati", non è sottoposto a giudizi, non ha obblighi, può liberare la propria istintualità ed emotività. Solo quando gioca è davvero creativo, si mette alla prova, scopre se stesso e quindi sviluppa e struttura la sua personalità.

Quando la mente è libera, i bambini imparano meglio

L' esperienza della scuola è fondamentale per lo sviluppo di un bambino, ma non deve diventare un'occupazione "a tempo pieno". Altrimenti, ne risentirà proprio la sua creatività, che può svilupparsi solo quando il pensiero non è costretto da schemi e la mente è rilassata. Queste condizioni si trovano solo nel gioco.

Troppo dovere fa male all'apprendimento... e alla scuola

I bambini italiani rimangono a scuola molto più tempo degli altri piccoli europei e hanno spesso tanti compiti a casa. Il risultato è che stanno ore e ore sui libri, sovente annoiandosi, pensando ad altro e - con ogni probabilità - detestando la scuola. Un'impostazione davvero controproducente: oltre un certo numero di ore è inutile stare sui libri. Il risultato è un apprendimento di breve durata, apparente, perché un cervello stanco e annoiato impara ben poco.

Attenti a scuola per giocare di più a casa

Se è vero che i compiti a casa servono a esercitare i meccanismi dell'apprendimento e stabilizzare le conoscenze acquisite, quando sono troppo gravosi rendono più deboli gli alunni in difficoltà e non è detto che migliorino i più bravi. È molto più utile insegnare ai ragazzi a sfruttare al massimo le lezioni a scuola, ricordando loro che, se stanno attenti in classe, impareranno facilmente e avranno più tempo libero... per il gioco!

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