Giocare è utile come bere e mangiare
Crescita e sviluppo

Giocare è utile come bere e mangiare

Per i più piccoli il gioco è un'assoluta necessità: durante il gioco il cervello funziona in modo analogo a quando ci si nutre!

Dalla notte dei tempi, come testimoniano numerosi reperti archeologici, i bambini hanno giocato. Il gioco attraversa tutta l'infanzia e accompagna ogni tappa della crescita, creando un ponte tra realtà e fantasia. Già nel 2007 l'American Academy of Pedriatrics aveva sottolineato nelle sue linee guida per i pediatri, l'importanza dell'attività ludica: veniva sottolineato il valore del gioco libero come un alleato essenziale per la salute e il benessere dell'infanzia. La prestigiosa accademia ricordava inoltre, che il gioco è così importante per lo sviluppo ottimale dei più piccoli da essere riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale di ogni bimbo. 

L'importanza del gioco senza regole

In uno studio promosso dalla Bernard van Leer Foundation (Children's right to play, 2010), gli autori, Wendy Russell e Stuart Lester, ricercatori presso l'Università del Gloucestershire, nel Regno Unito, affermavano che il gioco appartiene ai bambini: ciò significa che gli adulti non devono essere invasivi ed imporre al tempo del gioco una rigida programmazione. Il gioco non è un semplice  “passatempo”, perché contribuisce al benessere di ogni bambino , da un punto di vista fisico, cognitivo, sociale ed emotivo-affettivo. Giocare è fondamentale per lo sviluppo psicosociale: ad esempio, mentre si gioca, soprattutto se in compagnia, si verifica un incremento nella produzione di ossitocina, un ormone che aumenta la socialità e l’ empatia.

Il gioco contro lo stress e il dolore

Si è poi osservato che far giocare bambini sottoposti a un intervento chirurgico riduce il dolore post operatorio.  Lo dimostra uno studio, pubblicato sulla rivista Pain Management Nursing, dalla dottoressa Ana Ullàn dell’Università di Salamanca, in Spagna, durante il quale è stato misurato il dolore in due gruppi di bambini operati, uno coinvolto in un programma di gioco, l’altro lasciato alle normali cure.  In tre diverse misurazioni, il livello di dolore percepito dai bambini entrati nel programma di gioco risultava inferiore a quello del gruppo di controllo.

I giochi più utili sono...

Una forma di gioco molto importante dal punto di vista psicologico è il gioco simbolico o di finzione, quello del “facciamo finta che…” : questa attività insegnano al bambino ad “autoregolarsi” dal punto di vista cognitivo attraverso l’ avvicinamento empatico ad altri punti di vista, differenti da quello abitale. In questi giochi di finzione, il bambino segue inizialmente un impulso puramente imitativo, che lo aiuta a varcare i limiti dell'infanzia, per proiettarsi nel mondo degli adulti, ed impersonarne i ruoli. Questo tipo di gioco è poi associato allo sviluppo del linguaggio, ma diversi studi di psicologia mostrano anche una relazione positiva tra questo tipo di gioco, la creatività e il possesso di abilità nell’affrontare varie situazioni.

Il funzionamento del cervello durante il gioco

Ma esiste “un’area cerebrale del gioco”? Quello che si sa è che per riuscire a giocare è indispensabile il buon funzionamento di un piccolo gruppo di cellule situate in una zona profonda del cervello, che formano il nucleo accumbens. Un avanzamento nelle conoscenze della psicobiologia del gioco viene da uno studio pubblicato qualche tempo fa sulla rivista Neuropsychopharmacology e condotta da ricercatori italiani e olandesi, coordinato da Viviana Trezza del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre. Lo studio è stato realizzato su cavie caratterizzate da alta propensione al gioco sociale. Si è scoperto che quando sono stimolati i recettori della dopamina - un neurotramettitore rilasciato quando si vive una situazione che dà piacere- la propensione al gioco tende ad aumentare. Da un lato si verifica un incremento nel piacere associato alla socializzazione, dall’altro il gioco viene associato ai bisogni primari che vengono  elaborati nel nucleo accumbens,  come quelli legati alla nutrizione.

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