Via la gastrite con il finocchietto

I suoi semi contengono fibre, potassio e preziosi oli essenziali che stimolano i succhi gastrici e prevengono crampi e gonfiori

Via la gastrite con il finocchietto
Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.
08.08.2014

Dall’intensa fragranza simile alla liquirizia, il finocchietto selvatico è un’erba aromatica diffusa nel Centro-sud d’Italia. L’aspetto è caratterizzato da un alto fusto eretto e da foglie ampie con segmenti sottili di colore verde scuro. I fiori, a grandi ombrelle gialle, sbocciano ad agosto. Considerata una pianta medicinale nella cultura tradizionale cinese e dagli antichi Egizi, il finocchietto si è poi diffuso in Europa trovando fortuna principalmente in cucina, dove viene utilizzato per insaporire carni, contorni e minestre. Ma questa pianta profumatissima è anche un vero e proprio “giacimento” di sali minerali, vitamine e oli essenziali benefici, con proprietà aperitive e tonificanti simili a quelle dell’aneto, a cui è affine.

1

A fine pasto ti aiuta a digerire

Il finocchietto viene spesso utilizzato per il trattamento di coliche e aerofagia dovute alla cattiva digestione: l’alto contenuto di anetolo aumenta infatti il suo potere carminativo e antigonfiori.
In particolare, in caso di coliche infantili la madre che allatta può consumare ogni giorno almeno 3 tazze d’infuso così preparato: si lascia in infusione per 30 minuti in una tazza da 250 ml di acqua un cucchiaino di semi di finocchietto, si filtra e si beve (se pesti i semi, il tempo di infusione si dimezza). Questo infuso, ricco di fitoestrogeni, aumenta la lattazione in modo naturale.
Inoltre, la bevanda di semi di finocchietto facilita la digestione ed elimina dolcemente i gas accumulati, soprattutto a causa di una masticazione frettolosa. E non solo: riduce l’appetito e disintossica l’organismo, costituendo un valido alleato durante regimi dietetici controllati.
Si consiglia anche di bere l’infuso prima del ciclo mestruale poiché contribuisce a regolarizzare il flusso e a tonificare l’utero.

 

I prodotti Riza per te

Curarsi Mangiando
Riviste

Curarsi Mangiando

Formato: Cartaceo, Digitale
Durata: 1 numero, 6 numeri
Da  3,49
2

Mastica i frutti: purificano l’alito

Tosta una manciata di semini (in realtà sono i frutti) e aggiungi un cucchiaio di petali di rosa secchi tritati. Mastica un pizzico del mix alla fine di ogni pasto: ottimo rimedio per chi soffre di alitosi dovuta a reflusso gastrico, dona freschezza e facilita la digestione, stimolando la produzione della bile. In caso di gonfiore addominale metti invece a bagno un cucchiaino di semini di finocchietto in un bicchiere di acqua con succo di limone e bevi un cucchiaino di questo composto a fine pasto.

3

I suoi fiori attivano la peristalsi

Del finocchietto si possono utilizzare anche gli stami dei fiori, che possono essere consumati freschi in insalata (ma vanno raccolti presto perché altrimenti diventano legnosi). Sono una naturale fonte di fibra (che riduce gli stati di costipazione e contrasta la stipsi), di ferro, potassio, selenio, vitamine A, C ed E. Puoi dunque aggiungerne qualche gambo crudo, per esempio all’insalata, per fare il pieno di sali minerali e vitamine.

4

L’olio di finocchietto attenua gli spasmi

L’olio essenziale di finocchietto è analgesico, antisettico e antispasmodico. In caso di difficoltà digestive, per esempio, si possono applicare 2-3 gocce di olio puro, da massaggiare sull’area addominale per ridurre il gonfiore e sciogliere la tensione. Inoltre, tonifica fegato e milza.

Redazione Riza
Da oltre 40 anni offre strumenti pratici per migliorare la vita quotidiana.

I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

Vai alla scheda dell’autore

WhatsApp