Sintomi della gravidanza: come prendersi cura di sé
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Sintomi della gravidanza: come prendersi cura di sé

La gravidanza è un normale stato fisiologico della donna e non una malattia: ha bisogno degli esami giusti e di poche regole buonsenso

Negli ultimi 50 anni la nostra società ha fatto passi da gigante in campo medico-scientifico, migliorando la nostra vita sotto molti aspetti ma, come spesso accade, accanto agli indubbi vantaggi si è andata sviluppando parallelamente una tendenza a medicalizzare sempre più anche le normali fasi fisiologiche femminili, in particolare la gravidanza. Se è giusto prendersi particolare cura di sé in un momento tanto bello e importante, non bisogna dimenticare che la gravidanza è un evento naturale che si perpetua dalla notte dei tempi.

Fissare la mente su eventuali rischi o patologie alimenta ansie che stimolano la produzione di cortisolo, un ormone infiammatorio che se in eccesso può danneggiare sia la madre che il feto: non a caso in tutte le culture del mondo, proteggere le donne in dolce attesa dalle paure e dalle emozioni negative era considerata la cosa più importante. Di norma, comunque, una gravidanza fisiologica non ha bisogno che di pochi esami e di regole che attengono al buonsenso: ecco le più importanti.

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Gli esami medici da fare

Tra gli esami medici consigliati all'inizio della gravidanza ci sono quelli volti ad accertare la presenza o meno di anticorpi contro la rosolia e la toxoplasmosi, due patologie che, se contratte nel primo trimestre - prima cioè che si sviluppi la placenta - possono creare seri problemi e malformazioni al feto. L'esame si effettua con un semplice prelievo del sangue e il responso è rapido e risolutivo: la presenza di anticorpi indica che il sistema immunitario materno è ben armato contro quelle patologie e che, di conseguenza, non c'è motivo di preoccuparsi. In caso contrario il medico fornirà le informazioni utili per evitare danni al feto.

Per quanto riguarda le informazioni sul rischio di alterazioni genetiche, oltre ad esami come la villocentesi e l'amniocentesi - che si effettuano tramite il prelievo di liquido amniotico o villi coriali e presentano qualche rischio abortivo, seppur basso - esiste oggi il Prenatest, che consiste in un prelievo di sangue materno da effettuare dopo l'undicesima settimana di gravidanza, quando nel sangue materno circolano già particelle di DNA del feto provenienti dal ricambio cellulare della placenta, e consente di rilevare le anomalie cromosomiche più frequenti.

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I farmaci in gravidanza

In generale, i farmaci non strettamente necessari andrebbero aboliti nel primo trimestre di gravidanza, in particolare gli analgesici e gli antinfiammatori che possono aumentare notevolmente (fino a 7 volte, secondo alcune ricerche) il rischio di aborti spontanei, ma anche i farmaci antitosse e gli espettoranti.

L'effetto dei farmaci sul feto in formazione dipende anche dalla fase gestazionale: la più critica è quella compresa tra la terza e l'ottava settimana di gravidanza - periodo in cui si formano gli organi del feto, che potrebbero andare incontro a malformazioni anatomiche, alterazioni metaboliche o difetti funzionali permanenti. Anche dopo l'ottava settimana comunque, è bene evitare il più possibile l'uso di farmaci, perché pur non determinando anomalie o malformazioni nel feto,  possono alterare le funzioni degli organi e dei tessuti già formati.

I farmaci da evitare assolutamente sono gli antidolorifici, gli antinfiammatori non steroidei (acido acetilsalicilico e nimesulide) che, se assunti troppo spesso, possono causare la chiusura di un dotto arterioso che collega la circolazione sanguigna del feto con quella della madre, impedendo l'afflusso del sangue ossigenato materno agli organi del nascituro.

Inoltre, i decongestionanti nasali a base di efedrina, nafazolina, imidazolina e i preparati contenenti codeina o altri oppiacei, utilizzati in prossimità del parto possono causare  depressione respiratoria del neonato.

I rimedi naturali

Meglio sostituire i farmaci con i rimedi naturali, da assumere comunque sotto sorveglianza medica, soprattutto per quanto riguarda le erbe e i loro estratti o gli oli essenziali, che possono comunque interferire con la chimica del corpo. Assolutamente sconsigliato, ad esempio, èlo zenzero, che secondo alcune ricerche potrebbe avere un effetto abortivo.

L'importanza dell'alimentazione in gravidanza

Una ricerca condotta nel 2016 presso l'ospedale Bambin Gesù di Roma e presso il Meyer di Firenze ha rilevato che nell'arco di soli due anni sono triplicati i casi (da 42 a 126) di deficit da vitamina B12 in gravidanza - con rischio di danni neurologici permanenti per il neonato - soprattutto a causa di dieta vegane e vegetariane, senza che questo stile alimentare fosse adeguatamente compensato nelle sostanze di cui è carente, come la vitamina citata.

Ciò non significa che bisogna stravolgere il proprio stile alimentare o - come si consigliava un tempo alle gravide - "mangiare per due" ma, semplicemente, che un feto ha bisogno di avere a disposizione tutte le sostanze necessarie al suo sviluppo: proteine, amminoacidi, sali minerali, grassi buoni e tante vitamine. La regola quindi è mangiare sano, vario e ascoltare le "voglie", che non sono capricci ma veri e propri messaggi, ovvero l'unico modo che l'organismo ha per comunicarci ciò che gli serve in quel momento.

In linea di massima è bene ridurre il consumo di solanacee (pomodori, peperoni e melanzane) e crostacei, che aumentano la produzione di istamina infiammatoria e consultare il medico sull'opportunità di assumere o meno integratori naturali, per evitare il rischio di imbottirsi a casaccio di sostanze che possono interferire col metabolismo di madre e feto. Da evitare assolutamente sono i superalcolici e il tabacco.

Il sesso in gravidanza

Tranne casi particolari di pertinenza medica, il sesso coniugale in gravidanza è non solo consentito ma anche consigliato, perché esercita un effetto positivo a livello psicologico e relazionale sulla coppia, e costituisce una "ginnastica tonificante" per le strutture pelviche femminili. Eliminarlo per timori infondati danneggia la relazione e fa sentire abbandonato o rifiutato il partner, innescando risentimenti nascosti che possono alterare sia la relazione coniugale che quella col bambino.

Lo sport

In assenza di problematiche particolari, come perdite ematiche, anormale posizionamento della placenta o contrattilità delle pareti uterine, una moderata attività sportiva può fare bene perché oltre a tonificare la circolazione sanguigna migliora la respirazione, aumentando l'ossigenazione del sangue che arriva al feto; inoltre, secondo una ricerca canadese pubblicata sulla rivista Obstetrics and Gynecology, una moderata attività fisica sembra ridurre del 20% il rischio di parto cesareo e del 31% quello di partorire un bambino sovrappeso fin dalla nascita.

Da evitare sono ovviamente gli sport che espongono a cadute o traumi e gli esercizi violenti, come l'equitazione, le arti marziali, quasi tutti gli sport di squadra, ma soprattutto le immersioni subaquee, che possono causare difetti congeniti al feto.

Tra gli sport consigliati primeggiano la ginnastica dolce specifica per le gravide, l'acquagym, il nuoto e le camminate, che contrastano le stasi venose agli arti inferiori e favoriscono il sonno. In ogni caso è sempre bene prestare attenzione ad eventuali campanelli d'allarme, come contrazioni al basso ventre, pancia "dura" o microperdite sanguigne, che impongono l'immediata cessazione dell'attività e vanno riferite al  ginecologo.

Volare in gravidanza

Viaggiare in aereo non è rischioso per le donne incinte fino alla 37° settimana di gravidanza (32° in caso di gravidanza gemellare), ma è meglio comunque limitarsi a voli di durata inferiore alle 4 ore, e fare esercizi di stimolazione circolatoria - come piccole passeggiate o esercizi sul posto - ogni mezz'ora per evitare che si formino coaguli di sangue alle gambe o al bacino, o trombosi venose profonde.

La cura di sé in gravidanza

Poiché la gravidanza non è una "malattia", ma una splendida esperienza per ogni donna in buona salute fisica e psichica, non c'è ragione di trascurare il proprio aspetto o di abbandonare le pratiche di benessere come i massaggi: basta adottare qualche precauzione e affidarsi a mani esperte e qualificate.

I massaggi a dorso e gambe peraltro alleviano le tensioni muscolari responsabili del tipico mal di schiena gravidico, favoriscono il drenaggio dei liquidi, migliorano la circolazione e l’elasticità cutanea, prevenendo la comparsa delle odiate smagliature, mentre i massaggi all’addome devono essere limitati a leggeri sfioramenti, per scongiurare il rischio di indurre contrazioni uterine.

Creme e cosmetici

Scegliere con attenzione cosa applichiamo sulla pelle è sempre importante, ma lo è ancora di più in gravidanza perché la pelle assorbe tutto ciò che le applichiamo (creme, gel, maquillage), e lo veicola a tutte le cellule. Per evitare rischi è meglio risparmiare sulla quantità che sulla qualità, comprando solo cosmetici a base naturale e leggere attentamente i contenuti sui foglietti annessi. Da scartare, ad esempio sono le creme antiacne contenenti acido retinoico - che può causare malformazioni all'embrione - o grosse concentrazioni di acido glicolico. 

Oli per il corpo

Sulla pelle è bene applicare solo oli ricavati da sostanze alimentari, come l'olio di mandorle dolci, o quello di germe di grano. Da evitare invece sono gli oli essenziali, in particolare quelli di noce moscata, cipresso, maggiorana, salvia, timo, origano, finocchio, rosmarino, cannella, basilico o canfora, mentre quelli di lavanda e camomilla possono essere usati con tranquillità.

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