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Scopri tutti i rimedi naturali per curare la tiroide

La medicina naturale aiuta a curare i disturbi della tiroide in modo dolce, mirando a recuperare la normale funzionalità di quest'organo preziosissimo

Anatomia della tiroide e a cosa serve

La tiroide è una ghiandola endocrina situata nel collo, al centro della gola, davanti alla laringe e alla trachea. A forma di farfalla, è formata da due lobi laterali collegati da un sottile istmo e ha il compito di produrre gli ormoni tiroidei T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina), composti a base di iodio, in base all'input inviato dall'ormone tireotropo (TSH) prodotto dall'ipofisi, oltre alla calcitonina che è un ormone prodotto dalle cellule parafollicolari (cellule C) della tiroide, che prende parte al metabolismo del calcio.

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Ghiandola polivalente, la tiroide ha molti compiti: oltre a governare il metabolismo, controlla l'attività del cuore, influisce sull'eccitabilità nervosa, stimola l'accrescimento scheletrico, la maturazione sessuale e lo sviluppo psichico. Ne consegue che i suoi disturbi possono avere pesanti ricadute sulla salute  fisica. 

Sintomi, disturbi e patologie: ipotiroidismo e ipertiroidismo

La tiroide può andar soggetta sia disturbi funzionali (tiroidismi) che a patologie vere e proprie (tiroiditi).

  • Nell'ipotiroidismo la ghiandola tiroidea non produce una quantità sufficiente di ormoni tiroidei, causando stanchezza cronica, costipazione, secchezza cutanea, depressione, ingrassamento anomalo.
  • Nell'ipertiroidismo la tiroide produce una quantità eccessiva di ormoni tiroidei, con perdita di peso, tachicardia, sudorazione, nervosismo con esplosioni di rabbia. La causa più comune di ipertiroidismo è una tiroidite su base autoimmune nota come morbo di Basedow/Graves  caratterizzata dalla presenza nel sangue di anticorpi che stimolano la produzione di ormoni tiroidei e dall'aumento di volume della tiroide. 

Statistiche e proposte mediche

Secondo le statistiche più recenti, negli ultimi anni i disturbi della tiroide sono in costante aumento: si calcola che in Italia ne soffra oltre il 20% della popolazione con una netta prevalenza del sesso femminile, percentuale che sale al 33% nelle donne ultrasessantenni.

Le risposte mediche al problema sono essenzialmente due: quella farmacologica - che consiste nella somministrazione di ormoni di sintesi - e quella chirurgica o radiologica.

Questo tipo di approccio tuttavia si sta rivelando sempre più insoddisfacente perché la somministrazione di ormoni non "cura" le cause il malfunzionamento della ghiandola, né tantomeno gli squilibri immunitari delle tiroiditi autoimmuni, ma la "mette a tacere", sostituendo le sue secrezioni naturali con una sostanza artificiale che deve essere assunta a vita.

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Il problema dei falsi-positivi

Poiché la tiroide è un organo soggetto a oscillazioni funzionali nel corso della giornata, legate all'andamento fasico del metabolismo, anche stress, ansia, eccitazione e depressione possono alterare la produzione degli ormoni tiroidei sia direttamente che indirettamente, influendo sull'asse ipofisi-ipotalamo e quindi sia sulla produzione del TSH che, a cascata, sulla produzione degli ormoni tiroidei.

Ciò significa che i risultati delle analisi possono essere molto diversi a seconda delle ore e delle circostanze in cui vengono effettuati. Sappiamo, ad esempio, che i valori tiroidei sono al minimo nella prima mattina e a digiuno (proprio quando si raccoglie il sangue per le analisi), per risalire poi a metà giornata.

Nei momenti di stress poi, aumenta la produzione di cortisolo, che oltre a influire sulla produzione degli ormoni tiroidei può innescare la produzione di auto-anticorpi. Non a caso molte tiroiditi autoimmuni compaiono nelle ragazze tra i 13 e i 15 anni - con l'irruzione degli ormoni sessuali e nel pieno della fase di "ristrutturazione" cerebrale che occupa la prima parte dell'adolescenza - o nelle donne dopo il parto, e sono in buona parte transitorie. 

I fattori che alterano la funzionalità tiroidea

Tra i fattori che possono determinare la comparsa di una tiroidite ci sono le infezioni virali, le infiammazioni e le intossicazioni. I fattori intossicanti più importanti sono: farmaci come i sali di litio, i farmaci antiacidità (idrossido di alluminio), quelli contro il colesterolo, gli antinfiammatori (FANS) e numerosi altri, ma anche l'eccessiva assunzione di iodio (compreso quello contenuto in alghe come il Fucus) che può stressare la tiroide fino a provocarne il collasso funzionale.

Le proposte della medicina naturale

La medicina naturale mira al recupero della funzionalità tiroidea lavorando su tre aspetti: disintossicazione dell’organismo e riduzione dello stato infiammatorio generale, correzione dello stile alimentare e rimedi “verdi” per riequilibrare dolcemente l’attività della ghiandola, correzione degli stati psico-emotivi che alterano l’armonia endocrina del corpo.

Genziana (Gentiana lutea) eBetulla (Betula pubescens) per disintossicare e disinfiammare.
Disintossicare e sfiammare i tessuti è il primo passo per recuperare un ambiente umorale sano, requisito indispensabile perché il sistema immunitario funzioni correttamente. Tra i rimedi disintossicanti il più potente è la radice di genziana, che oltre a stimolare l'attività pancreatica ed epatica, purifica il sangue da ogni tossina. Si usa associata alla betulla, potente antinfiammatorio e drenante cellulare.

Posologia: Tintura madre di Genziana, 30 gocce in poca acqua due volte al giorno; Macerato glicerico di Betula pubescens, 50 gocce in poca acqua la mattina prima di colazione. Assumere per non più di 15 giorni consecutivi.

Le Erbe per la tiroide pigra 

Mirra (Commiphora myrrha).Considerata nell'antichità preziosa come l'oro per il suo potere antisettico e analgesico, la mirra è una resina vegetale ricca di oli eterici, gommoresine e sesquiterpeni dalle proprietà disinfettanti, antinfiammatorie e anestetiche, a cui si riconosce la capacità di stimolare l'attività tiroidea in modo più dolce e sicuro rispetto alle piante iodate. Le proprietà disinfettanti la rendono particolarmente utile nelle tiroiditi di origine virale. Posologia: Tintura madre di Mirra, 20 gocce diluite in poca acqua 2 volte al giorno.

Coleus (Coleus forskholii) Numerosi studi hanno dimostrato che la forkolina, il principio attivo contenuto in questa pianta della tradizione ayurvedica, esercita un ruolo importante nella modulazione del metabolismo tiroideo grazie alla capacità aumentare la produzione di ormoni tiroidei e stimolarne il rilascio. Antidepressivo, mio-rilassante e antinfiammatorio, il coleus è anche in grado anche di incrementare la lipolisi dei grassi immagazzinati nei tessuti a causa del rallentamento metabolico. Posologia: Estratto secco di Coleus Forkolii titolato al 10% in Forkolin, 100mg due volte al giorno. N.B. Non superare le dosi consigliate, non usare in gravidanza.

Le erbe contro l'ipertiroidismo

Melissa
I medici dell’antichità la raccomandavano per l’ansia e per tutti i problemi di origine emotiva o nervosa, dalle palpitazioni all’insonnia, dalla melancolia ai disturbi gastro-enterici e premestruali. La farmacologia moderna ne ha confermato, oltre alla potente azione antispasmodica e all’efficacia in tutte le turbe del sistema neurovegetativo, un’azione specifica sulla tiroide. Le ricerche di laboratorio infatti hanno dimostrato che la melissa ha il potere di inibire l’attività di questa ghiandola interferendo sulla tireotropina, un ormone ipofisario che stimola la produzione degli ormoni tiroidei specifici. Modo d'uso: 5 gocce di Quintessenza spagyrica di melissa diluita in poca acqua due volte al giorno, lontano dai pasti: alle 10 e alle 17.

Marrubio aquatico(lycopus europaeus)

I suoi fiori contengono elevate quantità di fluoro, polifenoli e  flavonoidi dalle proprietà antitireotrope che aiutano a riequilibrare la tendenza all'ipertiroidismo di grado lieve. In particolare, il fluoro blocca i recettori di iodio nella tiroide, con conseguente  produzione di ormoni a basso contenuto di iodio e abbassamento dell'attività tiroidea. Modo d'uso: Lycopus europeus capsule, una o più al giorno secondo il consiglio del medico.

Rimedi omeopatici

La terapia omeopatica degli squilibri tiroidei si fonda sulla tipologia di "terreno" dell'organismo e prevede quindi un'accurata anamnesi individuale. Tra i rimedi più usati per contrastare le sintomatologie caratteristiche troviamo:

Iodum

Rimedio dell'ipertiroidismo caratterizzato da metabolismo accelerato, in cui l'appetito vorace si accompagna a un'importante perdita di peso, con sudorazioni profuse, senso di debolezza,  palpitazioni violente e irregolarità del ciclo. Modo d'uso: Iodum 5 CH, 3 granuli due volte al giorno.

Kalium iodatum

Tendenza all'ipertiroidismo con violente oscillazioni dell'umore e alternanza tra momenti depressivi con senso di isolamento affettivo e picchi di irritabilità acuta che può arrivare fino all'odio. Peggiora con il calore, sostando in riva al mare, con i cambiamenti meteorologici, la pioggia, bevendo latte freddo e  dopo il coito. Migliora con il movimento all'aria aperta. Modo d'uso: Kalium Iodatum 5 CH, 3 granuli due volte al giorno.

Spongia tosta

Ricavata dalle spugne di mare ricche di iodio e bromo, la spongia tosta è particolarmente indicata nelle disfunzione tiroidea accompagnate da dispnea, vampate, ansia acuta, tosse irritativa e alterazioni del ritmo cardiaco. Modo d'uso: Spongia tosta 5 CH, 3 granuli tre volte al giorno.

Baryta Carbonica

Tendenza all'ipotiroidismo con rallentamento metabolico e ingrassamento soprattutto nella zona addominale, freddolosità, depressione apatica, e rallentamento psicomotorio. Caduta della libido, vuoti di memoria e difficoltà di concentrazione, calcificazioni tiroidee. Modo d'uso: Baryta Carbonica 200 CH monodose, una sola dose.

Controindicazioni

Chi soffre di tiroidite autoimmune non deve in nessun caso utilizzare erbe, integratori o fitoterapici contenenti sostanze iodate (compreso il Fucus), o immunostimolanti (come Uncaria, Astragalo, Echinacea ecc.).

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