Erbe e fitoterapia
Valeriana: proprietà, principi attivi e modi d'uso

La Valeriana è un efficace ansiolitico naturale, ha proprietà rilassanti, favorisce il sonno e calma l'ansia, allevia insonnia, mal di testa e dolori mestruali

Esistono fino a 250 varietà di Valeriana, quella usata in fitoterapia è la Valeriana officinalis, pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Valerianaceae. Originaria delle zone a clima temperato di Nord-America, Asia Settentrionale ed Europa, è diffusa su terreni umidi, nelle zone boscose e nei prati ombreggiati. La Valeriana officinalis cresce spontanea in aree di media e alta montagna, fino a 1.400 di altitudine. Ha fusto eretto con scanalature, alti circa un metro. Le foglie sono allungate e di colore verde intenso. I fiori sono riuniti a formare un’infiorescenza detta corimbo, sono leggermente profumati e hanno un colore rosa tenue. Il frutto è un achenio con setole piumose che ne favoriscono la dispersione per mezzo del vento. Le radici sono fibrose ed emanano un caratteristico odore penetrante e sgradevole; vengono essiccate per ricavarne gli estratti usati in erboristeria e omeopatia. Utilizzata anche a scopo decorativo nei giardini e nelle aiuole. Un altro nome della Valeriana è “erba gatta” poiché i nostri felini di casa ne sono attratti irresistibilmente, tanto da strofinarcisi sopra.

 

Usi della Valeriana della medicina popolare e nella storia

Le proprietà della Valeriana era già conosciute anche in passato. Il nome Valeriana deriva dal latino valere che significa “essere sano e in forza” ovvero “essere in buona salute”. Già gli antichi Romani, infatti, utilizzavano la Valeriana come rimedio naturale contro l’insonnia e anche per combattere ansia e nervosismo, ma non solo, la usavano come decongestionante e febbrifugo. Anche i medici dell’antica Grecia, Ippocrate e Galeno, prescrivevano la Valeriana ai loro pazienti per favorire il sonno. A metà Cinquecento veniva usata per curare, mal di testa, nervosismo, palpitazioni e tremori; mentre a metà Ottocento, invece, era considerata uno stimolante. Il primo a descriverne gli effetti dal punto di vista scientifico, fu un medico egizio del IX secolo, importata da mercanti dell’Estremo Oriente. L’utilizzo della Valeriana si diffuse in Europa soprattutto durante il Medioevo quando, intorno all’anno Mille, era considerata una panacea e utilizzata per curare qualsiasi male, dai disturbi nervosi al “mal caduco”, ovvero l’epilessia. Tanto che nel XVI secolo, il naturalista e botanico italiano Fabio Colonna, la sperimentò su di sé, guarendo dalle crisi epilettiche proprio assumendo la Valeriana sotto forma di infuso. Nella Seconda Guerra Mondiale, poi, venne usata in Gran Bretagna, per abbassare il livello di stress dovuto ai bombardamenti. In campo erboristico, ai giorni nostri, la Valeriana viene utilizzata in vari modi. Come infuso, tintura madre, estratto secco titolato. In gocce, capsule o compresse. Vediamo qui di seguito quali sono i principi attivi e le proprietà della Valeriana.

 

Quali sono i principi attivi della Valeriana

Gli effetti rilassanti sono dati dalla sinergia di composti che unendosi a catena tra di loro sortiscono un’azione sedativa. Si tratta di flavonoidi (linarina, hesperidina e 6-metilapigenina), alcaloidi (valeranina, attinidina, valtrossale, catina e alfa-pirrilchetone), oltre a oli essenziali (valerenolo, valerenale, cariofillene, terpinolene, iridoidi, esteri dell’acido valerianico e dell’acido valerico), resine, tannini, glucidi etc.

 

Proprietà e utilizzi della Valeriana

La Valeriana officinalis è utilizzata principalmente per la sua azione sedativa, soprattutto per curare i disturbi del sonno gli stati d’ansia. La Valeriana, infatti, è un ottimo rimedio naturale contro l’insonnia, poiché contiene sostanze rilassanti e ipnoinducenti che favoriscono il riposo notturno, riducendo il tempo di addormentamento, ma anche migliorando la qualità del sonno. L’effetto calmante della Valeriana è utile anche per combattere gli stati d’ansia e rilassarsi in modo naturale, nonostante la presenza di pensieri e preoccupazioni. La proprietà distensiva della Valeriana si attua in ogni condizione di stress mentale, agendo contro il mal di testa e il nervosismo. In caso di agitazione e tachicardia può essere utile come tranquillante naturale, comportandosi come un ansiolitico e anche con un effetto di abbassamento della pressione arteriosa. L’azione distensiva della Valeriana si realizza sia a livello del sistema nervoso centrale sia sulla muscolatura liscia dell’intestino. Ecco perché la Valeriana risulta un valido aiuto anche in caso di crampi addominali, spasmi, attacchi di colite o sindrome del colon irritabile. La Valeriana viene usata come analgesico naturale, per calmare i dolori associati al ciclo mestruale.

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Effetti collaterali e controindicazioni della Valeriana

Generalmente è ben tollerata, ma in gravidanza e durante l’allattamento è meglio evitare di assumere Valeriana. Anche i bambino sotto i 12 è preferibile che non la prendano. Sopra certe dosi (600 mg) può anche dare come effetti collaterali come estrema sonnolenza e senso di torpore anche durante il giorno in fase di veglia. Per questo motivo, in generale, è sempre meglio prenderla prima di andare a dormire, oppure durante il giorno solo se non ci si deve mettere alla guida e se non si devo fare lavori di concentrazione, oppure dover gestire macchinari. Attenzione a chi soffre di pressione bassa, dato che ha effetti ipotensivi. Se si esagera con le dosi (sopra 900 mg al giorno) e se si fa un uso continuativo e prolungato di Valeriana, possono comparire ulteriori effetti indesiderati come mal di testa, nausea, crampi addominali, pressione alta, tachicardia, agitazione, irritabilità e insonnia. La Valeriana interagisce anche con alcuni farmaci, come barbiturici, benzodiazepine, antidepressivi, tranquillanti, sonniferi, antistaminici e analgesici oppioidi, che ne aumentano gli effetti narcolettici e sedativi, nonché eccessivo abbattimento del sistema nervoso centrale. Anche l’assunzione concomitante di alcool può amplificare l’effetto sedativo, quindi meglio evitare. Attenzione che la sinergia con piante medicinali e farmaci epatossici ne aumenta la tossicità per il fegato. Inoltre la Valeriana può interferire con l’assorbimento del ferro. Valutare poi bene caso per caso eventuali sintomi di allergia o ipersensibilità. Evitare anche se si hanno disfunzioni epatiche. Per dosi e posologia, in ogni caso, è sempre bene prima rivolgersi al proprio medico di riferimento, che ne sappia di fitoterapia, oppure a un erborista esperto.

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