VIDEO La calma interiore è il miglior farmaco

Non servono sforzi per raggiungerla, ma uno sguardo cedevole e autentico verso il mondo esterno: così cessano le lotte intestine e la tranquillità sgorga da sé

Il nuovo numero di Riza Psicosomatica è dedicato alla calma interiore. In questo momento difficilissimo, moltissime persone mi chiedono cosa fare per diminuire l'ansia, la paura, lo stress. Occorre anzitutto sapere che la calma è nemica dello sforzo. Ogni volta che t'imponi di raggiungerla (e quindi ogni volta che ti sforzi...), stai solo creando più ansia. Occorre imparare dalla natura a vivere senza sforzo. Un fiore non fa fatica a crescere, quindi noi non dovremmo certo faticare a vivere...

La cedevolezza è la madre della calma

Quando nella vita arriva un'ombra cupa, quando sentiamo un disagio salire, noi dobbiamo solo guardarlo, prenderne atto e non interferire. Per lo stesso motivo, non dobbiamo nemmeno progettare o programmare la felicità nostra e quella degli altri. A tal proposito mi viene in mente una persona che mi raccontava di come ogni mattina, accompagnando il figlio a scuola, si sforzasse di cantare con lui quanto fosse bella la giornata che stavano vivendo. Intuendo la mia perplessità, mi chiese il mio parere, convinto che io pensassi che quell'atteggiamento fosse controproducente. Lo era: imponendo e autoimponendosi la gioia, quell'uomo stava costruendo un personaggio artificiale, fasullo, fragile. La calma non è figlia dello sforzo, e nemmeno dell'idea di diventare il personaggio positivo che crediamo di dover essere.

La vera calma è agli antipodi delle convinzioni

Allo stesso modo, possiamo pensare di essere persone insicure per via della nostra storia: "Dottore, la mia insicurezza è colpa di mio padre che non mi ha mai fatto un complimento, non mi ha mai detto bravo". Non è così: siamo insicuri perché ci sforziamo di diventare quel personaggio "sicuro" che abbiamo in mente di dover divenire. Così, ci comportiamo come quel padre descritto qualche riga sopra, che imponeva una sorta di gioia obbligatoria al figlio. In questo modo la rabbia, la tristezza e altre emozioni negative non trovano più posto nella nostra vita e si inabissano.

La calma autentica viene solo da dentro

La calma di cui parliamo in questo numero di Riza psicosomatica non è sforzo nè recita, e quindi occultamento delle paure e delle ansie. In questi giorni di solitudine siamo tanto smarriti perché fatichiamo a rivolgerci all'unica vera saggezza che abbiamo davvero, quella interiore, quella del nostro sé. La calma di cui parliamo è quella che viene dal sapere innato che abita dentro di noi. Non c'è nulla che non vada in ognuno di noi, se non la lotta incessante fra ciò che siamo e quel che vorremmo essere: Riza Psicosomatica di aprile parla proprio di come allontanarsi da questa lotta fratricida. Il vero miracolo avviene infatti quando la smetti di dirti come devi essere e ti arrendi a quello che sei. Una signora mi ha raccontato di come, in passato, tentasse ogni sera di creare un vuoto interiore per favorire il sonno. Non ci riusciva mai, c'era troppo sforzo. Finche un giorno si è detta: "Non sono io a dover cercare il vuoto, ma lui a dover cercare me". Così facendo, si è addormentata conoscendo al risveglio una tranquillità mai provata, il più grande farmaco che la nostra coscienza possa produrre. Buona lettura!

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