Stress e stanchezza: ecco come vincerli
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Stress e stanchezza: ecco come vincerli

Quando le cose vanno storte cerchiamo dentro di noi un “luogo felice”, che c’è sempre e aspetta solo di essere trovato: rimandare la felicità a quando staremo bene vuol dire rinunciarvi per sempre

Ci sono periodi della vita molto faticosi, in cui impegni e imprevisti si susseguono. Quando si vivono situazioni come queste, è facile che la routine ci trascini in un atteggiamento sbagliato, una sorta di “resistenza cronica” agli eventi negativi e agli impegni percepiti come gravosi. Senza accorgercene mettiamo in atto questa strategia logorante, che prevede di rimandare i momenti di felicità a una futura tregua. Cioè: fino a che non arriva un momento in cui non accade niente di negativo e di faticoso, la vita – un po’ su tutti i piani - rimane in standby, in attesa di sbloccarsi. E non riusciamo più a goderci le cose belle, anche quando potremmo.

Occhio al magnetismo negativo

È un atteggiamento comprensibile, in teoria: meglio aspettare tempi migliori. Ma in pratica non funziona. Anzi, la “strategia della tregua” peggiora la situazione: in modo quasi magnetico mettersi psicologicamente in posizione di resistenza passiva attrae altri ostacoli, altri impegni, altre fatiche, crea uno spazio vuoto che sembra l’ideale per essere riempito da altri eventi negativi. Certo, non stiamo attribuendo a noi stessi la capacità di far avvenire o non avvenire cose indipendenti dalla nostra volontà. Ma sicuramente un atteggiamento di quel tipo dispone la mente a leggere come “ancora una volta negativi” degli eventi che così negativi non sono.

Serve un cambio di marcia

Per uscire da questa situazione dobbiamo fare chiarezza dentro di noi. La chiave per il cambio di atteggiamento è questa: anche se al momento le cose non possono essere cambiate nel senso che auspichiamo, è adesso che va concepito il cambiamento. È nell’epicentro della fatica, o comunque nei suoi paraggi, che va deposto il seme della soluzione. Magari c’è da pazientare, ma devi nutrire fin da ora il cambio di marcia. Proprio la situazione di cronica fatica nella quale ci troviamo può costituire il terreno più adatto alla nascita di un nuovo atteggiamento capace di affrontare meglio la vita. Rimandare aspettando tempi migliori non fa nascere niente di buono, perché anche i momenti di tregua sono solo “pause armate”, miracoli giunti dall’alto, non l’effetto di un cambio interno di prospettiva. Per cui come arrivano se ne vanno. È invece nel terreno quotidiano che deve essere trovato lo spunto per ripartire davvero. In che direzione? Questo non si può saperlo. La vita quasi sempre usa proprio le crisi per rompere col passato e farci cambiare binari. Ma la crisi dura meno, ed è produttiva, se in alcuni momenti stacchiamo dalla routine negativa e ci dedichiamo ad altro, a cose che ci piacciono, che ci divertono, che ci rilassano, che ci fanno star bene. Proprio in quei momenti di ristoro la mente trova il carburante per partorire, da sola, soluzioni e direzioni che noi non potevamo nemmeno immaginare

Dai spazio alle opportunità

Il segreto dunque è usare un po’ di energia per fare cose diverse, per rompere la “catena di montaggio” della fatica. Entriamo in quest’ottica: gli eventi negativi, gli impegni straordinari e la fatica del quotidiano non devono spezzare la trama, ma farne parte. Sono una parte. E la parte restante dov’è? Aspettiamo forse che venga fuori per colpo di fortuna durante una tregua? No, è già presente qui, oggi, e le va dato spazio. Se questa parte impara a ricavarsi spazio e a vivere anche nelle difficoltà, le difficoltà stesse si collocheranno in noi in modo meno drammatico e meno invasivo. Verranno, finalmente, relativizzate e alleggerite.

Migliora l’organizzazione

Ricorda che, nonostante gli imprevisti, devi sempre essere tu a gestire il tempo, e non farlo gestire agli eventi esterni. Inoltre, nell’organizzazione che attui, deve esserci sempre uno spazio per te, per le tue cose. È indispensabile.

Non dare la colpa alla sfortuna

Non è che la sfortuna non ci sia, ma fa parte della vita. Non identificarti nel personaggio dello sfortunato e non creare mentalmente una scissione tra te, da una parte, e una realtà ostile dall’altra. Perdi il senso di quanto accade, ti senti solo e non riesci più a godere delle cose belle che pure sicuramente accadono.

Non sognare, datti da fare

Aspettare una tregua è come sperare di arrivare a un’oasi. E se non arriva? Anche se la tensione si allentasse per un po’ non riusciresti ad approfittarne perché sei troppo stanco: crolleresti e basta. Ci vuole un atteggiamento più costruttivo per iniziare, fin da ora, a far accadere qualcosa di diverso.

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