Psicosomatica
Mozart e Strauss fanno bene al cuore

Uno studio tedesco promuove la musicoterapia: la musica, specie se classica, ha un effetto benefico sulla nostra psiche e sul corpo, in primo luogo sull'apparato cardiocircolatorio

Molti studi hanno evidenziato da tempo come la musica sia in grado di darci piacere: al pari del cibo, del sesso e - purtroppo, delle droghe, permette il rilascio di dopamina nel cervello, un importante neurotrasmettitore direttamente collegato al piacere. Ad attivarsi è una zona del cervello tra le più antiche dal punto di vista evolutivo che si chiama sistema limbico, ed è legato all’elaborazione delle emozioni.

La "classica" è uno scudo contro lo stress: scopri perchè

Musicoterapia, un approccio dolce sempre più diffuso

Nel tempo gli studi per le applicazioni della musica si sono estesi anche alla medicina: ad esempio da qualche tempo si utilizza la musica per migliorare, mantenere o recuperare le funzioni cognitive, emozionali e sociali e per rallentare la progressione di determinate malattie. La musicoterapia si rivela poi molto utile nel caso di pazienti affetti da disturbi motori o da demenza e per i bambini con ritardi psicomotori nella crescita. Quando si fa o si ascolta musica si attivano specifiche regioni del cervello coinvolte nelle emozioni, nella conoscenza e nel movimento. La musicoterapia stimolando la neuro-plasticità nei soggetti con danni cerebrali, attiva una progressiva compensazione da parte delle regioni cerebrali limitrofe a quella danneggiata.   

Il potere della musica su mente e corpo

I risultati di molteplici studi (effettuati a partire dagli venti del secolo scorso) concordano su alcuni punti: le caratteristiche della musica ritmo, dinamicità, struttura e armonia possono sia accelerare sia rallentare il metabolismo e la frequenza respiratoria, abbassare la pressione arteriosa, ridurre lo stress e la fatica fisica, ridurre o incrementare l’immaginazione. Per quanto riguarda la relazione tra musica e battito cardiaco si è notato che la frequenza cardiaca aumenta se si ascoltano musiche gioiose e veloci, diminuisce invece nel caso di brani tristi o lenti. L’attività gastrica al contrario aumenta con melodie calme e diminuisce con quelle “agitate”.

Le conferme della scienza

Un recente studio tedesco dell'Università della Ruhr a Bochum, pubblicato sulla rivista Deutsches Ärzteblatt International, ha confrontato gli effetti dell’ascolto della musica di Wolfgang Amaedus Mozart e quella di Johann Strauss con quella del gruppo pop degli Abba sulla pressione arteriosa, un fattore da tenere sotto continuo controllo per prevenire il rischio di infarti cardiaci e ictus cerebrali. I ricercatori hanno coinvolto nello studio 120 persone: 60 hanno ascoltato musica per 25 minuti, altri 60, come gruppo di controllo, hanno riposato in silenzio. Il gruppo che aveva ascoltato musica è stato poi diviso in tre gruppi: uno dedicato a Mozart, uno a Johann Strauss e l'ultimo al gruppo pop degli Abba. A tutti i partecipanti sono stati misurati prima e dopo l’ascolto pressione, battito cardiaco e livello di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress.

I risultati premiano la "classica"

Sebbene con qualsiasi tipo di musica ascoltata si abbassasse il livello di cortisolo, soprattutto nelle donne, per il battito cardiaco e la pressione ci sono delle differenze. Quella di Mozart è risultata la musica che dava risultati più evidenti, con il battito cardiaco che “si calmava”: la pressione sistolica, cioè la massima, si abbassava di 4,7 millimetri di mercurio, e quella diastolica, cioè la minima, di 2,1. A seguire i brani di Johann Strauss, con un abbassamento della massima di 3,7 millimetri di mercurio e della minima di 2,9. Nessun effetto sostanziale, invece, sarebbe stato riscontrato con la musica degli Abba. Quanto emerso è sicuramente una notizia positiva per gli ipertesi che potrebbero sottoporsi a sedute di musicoterapia per modulare i valori della pressione arteriosa senza ricorrere all’incremento progressivo dei farmaci antipertensivi che si verifica molto spesso con il passare degli anni..

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