L'aiuto pratico
Il circolo vizioso dei chili di troppo

Spesso la psiche di chi è in sovrappeso presenta un andamento avvitato: mi controllo troppo, scoppio e mi abbuffo, mi sento in colpa, digiuno e via così, ma uscirne si può!

Michaela scrive alla Redazione di Riza psicosomatica, per un problema che apparentemente non riguarda la psicologia: “sono grassa e bulimica da 25 anni e compenso con abbuffate, digiuni e diuretici, oltre a un forte esercizio fisico. Ho provato mille diete, tecniche di rilassamento e autocontrollo, ho letto manuali: so tutto, non risolvo nulla. Io sono molto emotiva e tendo a tenere tutto sotto controllo e quando qualcosa esce dallo schema scatta l’abbuffata. Il giorno dopo palestra, digiuno, purganti e via così. Come faccio a uscire da questo circolo vizioso?”

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Un circolo vizioso dei chili di troppo è una sorta di autoinganno della mente, un automatismo che si mantiene e riproduce continuamente da sé nel quale una persona, come un gatto che si morde la coda, si fa del male da sola, con le proprie mani o, in questo caso… con la propria bocca! Vizioso, quindi, non nel senso di dominato dai vizi (come molte donne che hanno questo problema pensano…), ma nel senso di meccanismo “difettoso”, ripetitivo e inconcludente.

Un "ritornello malato": come liberarsene?

Il controllo genera l’abbuffata, l’abbuffata genera il senso di colpa, il senso di colpa genera i comportamenti riparatori-restrittivi (digiuno, attività fisica e assunzione di diuretici), che altro non sono che meccanismo di controllo che quindi “reinnescano” il circolo dall’inizio e così via, apparentemente all’infinito, come in certe filastrocche popolari o in quei giochi di fisica che si rifanno al pendolo di Newton. Proprio come in fisica, ciò accade perché c’è un’energia intrinseca in questo sistema: nel nostro caso diremmo un’energia psichica, in cui un atteggiamento conscio, il controllo, genera meccanismi inconsci – “quando qualcosa esce dallo schema” - e viceversa.

Dal controllo al piacere in una mossa!

Il controllo che Michaela esercita (o meglio, che crede di esercitare…) su persone ed emozioni, l’approccio basato su diete, tecniche, letture, fa pensare che lei in realtà non lei sia un tipo emotivo, come si definisce, ma piuttosto una persona razionale che mal sopporta e respinge le ondate emotive che vengono dal profondo della sua anima. Purtroppo le emozioni respinte precipitano nel rimosso, una specie di antro “segreto” della psiche e lì diventano instabili e incontrollabili, e proprio per questo annientano facilmente i suoi meccanismi di controllo. Dato tutto questo, il circolo viziosi dei chili di troppo si si può interrompere? Sì, cambiando atteggiamento mentale, in particolare iniziando a conoscere meglio e a fare spazio alle emozioni che affiorano in lei, cominciando a vederle, a osservarle, a lasciarle essere e magari anche a contestualizzarle, cioè a renderle concrete in ambienti specifici e protetti. Il continuo controllo implica grande energia, del tutto inutile: Michaela dovrebbe iniziare a convogliare questa energia in gesti e attività piacevoli e un po’ “fuori controllo”. Tutto ciò aiuta a comprendere le proprie emozioni, ad accoglierle in modo che il circolo non si interrompa, bensì continui ancora, ma volta virtuosamente.

 

Il serpente che si morde la coda è energia che cerca nuovi sbocchi

 

Il concetto di circolo vizioso è molto antico e appartiene sia alla storia della filosofia sia a quella della simbologia. In filosofia corrisponde al cosiddetto ragionamento circolare (o diallele) della logica classica. Indica un ragionamento erroneo e apparentemente irrisolvibile, in cui le premesse derivano dalle conseguenze e viceversa. Nella simbologia, l’immagine che più di tutte incarna tale motivo è quella dell’Uroboros, il drago-serpente che si morde la coda, che sul piano psicologico equivale a uno stadio indifferenziato nello sviluppo psicologico della coscienza: la presenza di comportamenti
e dinamiche psichiche riconducibili a questo motivo (che a volte può anche comparire nei sogni) può indicare appunto che l’energia psichica dell’individuo sta circolando, benché ancora a uno stato indifferenziato e, nel caso del circolo vizioso, poco costruttivo o a volte purtroppo autodistruttivo.

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