L'aiuto pratico
E se le coincidenze fossero…una guida?

Quelle che sembrano coincidenze casuali possono essere lette come simboli, segnali di quello che devi fare nella tua esistenza per essere te stesso: se te ne accorgi, la vita cambia

Un lettore di Riza psicosomatica ci scrive queste parole, molto significative. "Vi racconto un fatto molto strano, una serie di coincidenze che mi ha colpito e mi ha fatto riflettere. Tutto è iniziato da un sogno, l’immagine di un cane bianco, riscoperta poi in un quadro, un quadro riportato su una rivista d’arte aperta per caso. Un cane accompagnava Diana, la Dea della caccia. Lo stesso giorno un cane mi corre veloce incontro, sembrava un attacco, invece si blocca e ci guardiamo. La proprietaria lo chiama urlando: “Diana”! Potrebbero sembrare tutte solo coincidenze, eppure da quando mi sono successe quelle cose presto più attenzione ai segni, a quel che accade attorno a me." 

Le coincidenze sono simboli?

Che cos’è la sincronicità? Secondo Carl Gustav Jung si tratta della "coincidenza temporale di due o più eventi non legati da un rapporto causale, che hanno uno stesso o un analogo contenuto significativo". Nella e-mail del nostro lettore emerge l’immagine onirica di un cane, di un quadro, di una dea accanto al medesimo animale e infine di un vero e proprio cane che lei teme possa aggredirlo e che invece si blocca a guardarlo e in tutti gli eventi, onirici e reali, compare un nome: Diana. Nel periodo esistenziale di questi eventi - racconta il lettore in una parte della lettera che non riportiamo per motivi di privacy - lui stava lottando con se stesso per prendere una decisione importante per la sua vita: cambiare città e azienda di lavoro per entrare in un ambiente più competitivo. Temeva di non essere all’altezza di un nuovo lavoro, ma evidentemente una parte di lui sapeva di esserlo: la dea Diana. Diana è sinonimo di Artemide, dea della natura selvaggia, e quindi "nume tutelare" della nostra parte animale, selvatica, che è la sola in grado di sapere cosa fa davvero per noi.  Le immagini oniriche e quelle reali incontrate stavano suggerendo, tramite il simbolo Diana-Artemide, di lanciarsi senza paura nella nuova avventura della sua vita. 

Dal bozzolo alla farfalla, così si compie il nostro destino

Sentite quest'altra storia: Giancarlo ha 25 anni e sta frequentando l’ultimo anno del triennio universitario in economia. È in ritardo, perché prima di iscriversi all’università si era inventato un lavoro sul web con un amico e avevano avuto successo, avevano guadagnato anche dei soldi. Purtroppo il padre di Giancarlo lo aveva criticato duramente, gli aveva detto che lo avrebbe considerato un povero ignorante se non si fosse preso una laurea. Così lui aveva smesso di lavorare, si era iscritto all’università e aveva iniziato con molta fatica a dare esami. Non sopportava, però, di stare chiuso tutto il giorno in casa a studiare e così alla sera spesso usciva con gli amici e si ubriacava. Al risveglio la nausea e lo stordimento lo facevano vergognare e sentire un verme. Decide di iniziare un percorso di psicoterapia "Cosa devo fare - chiede al terapeuta, continuare a rovinarmi la vita o litigare furiosamente con mio padre? Mi sento chiuso in un bozzolo e sa perché ho detto bozzolo? Poco fa, mentre scendevo dal motorino, mi si è posata una farfalla sulla spalla. Che strano, se ne è stata lì un po’, io l’ho guardata attentamente e poi è volata via. Ma ha un senso secondo lei?". 

 

La magia è sempre intorno a noi

Nella seduta successiva Giancarlo racconta di essere riuscito a non ubriacarsi e che, curiosamente, ha incontrato dopo un po' di tempo l’amico con cui lavorava sul web, che gli ha suggerito di tornare a collaborare con lui, perché ha nuovi progetti. In quel momento la risposta arriva da un altro episodio di sincronicità. Io decido di aprire la finestra, perché nello studio fa piuttosto caldo e, guarda il destino, in quel momento una farfalla entra e si posa sulla scrivania tra me e il paziente. Jung avrebbe commentato così l'episodio: se sappiamo osservare in silenzio, il nostro destino si affaccia e ci suggerisce cosa fare. Giancarlo è rimasto chiuso in un “bozzolo” in questi ultimi anni, ma ora è arrivato il momento di romperlo e diventare farfalla. Deve però imparare a volare e cioè dare gli ultimi esami, mentre inizia a lavorare con il suo amico.... Giancarlo guarda meravigliato la farfalla, poi con un sorriso deciso afferma che correrà a casa a studiare e, dopo cena, prenderà contatti per il lavoro. La trasformazione è avvenuta, la sincronicità ha funzionato per l’ennesima volta.

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