Amicizia tradita: come comportarsi?
Coppia e amore

Amicizia tradita: come comportarsi?

Come tutte le relazioni, anche l'amicizia può tramontare: solo riuscendo ad accettare e superare la sua fine possiamo andare incontro a ciò che il futuro ci riserva.

Elisa scrive alla redazione di Riza Psicosomatica: "Un giorno della scorsa estate il mio cuore si è come fermato. L'ho sentito, in modo chiaro. Eppure pensavo che a 34 anni, dopo averne passate tante, non avrei più sentito il silenzio assordante di un cuore che si riempie di dolore. La mia migliore amica, proprio lei, mi tradisce. E lo fa nella maniera più vecchia del mondo, la più scontata e banale. Si fidanza col mio ex, s'innamora di un uomo che io ho tanto amato. La cosa paradossale è che lei stessa fu la prima testimone della mia storia, la mia confidente, a volte la spalla su cui piangere. Dopo che me lo confessa, non cerca di spiegarmi, di farmi capire: sparisce e non si fa più sentire, come se oramai fosse consapevole che quello fosse un punto di non ritorno, e che ci saremmo perse per sempre. Da allora non l'ho più vista né sentita e di fronte a tutto ciò mi sto chiedendo spesso il significato delle parole perdonare e dimenticare. Ho forse dimenticato, ma non ho perdonato? O viceversa? O, in realtà, non ho fatto nessuna delle due cose? Il fatto è che ci penso di continuo."

La storia che Elisa ci racconta è più ricorrente di quando non si pensi: può accadere che fra amori e amicizie, si creino ambigui triangoli relazionali. In quello descritto, Elisa sembra la perfetta vittima sacrificale: ha perso l'amore e ha subito il tradimento dell'amica più cara. Comprensibilmente, la confessione del "misfatto" perpetrato ai suoi danni la colpisce nel profondo, al punto da farle sentire qualcosa di simile a un tuffo al cuore, un "assordante silenzio interiore". Nonostante siano passate settimane da quella rivelazione, il suo pensiero sembra immobilizzato sull'evento e sulla "sparizione" dell'amica. Ma siamo proprio sicuri che quello che le è capitata sia solo una grande sfortuna? O forse, seguendo un'altra chiave di lettura, l'evento accaduto, pur traumatico, potrebbe essere letto come il segnale che qualcosa nella sua vita doveva evolvere, cambiare, trasformarsi?

Il dolore arriva per rinnovarci

Quel dolore così intenso è certo una ferita, a una lacerazione, uno strappo. Ma da cosa? Elisa, a 34 anni, sembra prigioniera di una visione rigida e idealizzata dell'amicizia e forse anche dell'amore; se dunque questo dolore avesse la funzione di traghettarla con forza verso un altro modo di guardare le relazioni, più maturo e consapevole? Se queste sensazioni dolorose tanto intense avessero un senso "evolutivo", indurla ad abbandonare un personaggio che viveva l’amicizia in modo assoluto, simbiotico, quasi adolescenziale? Se è vero che ognuno di noi cambia continuamente, allo stesso modo anche le relazioni evolvono. Finiscono le amicizie come le storie d’amore, alcune tramontano, ne nascono di nuove. Forse quell’amicizia tanto intensa era giunta alla fine del suo ciclo, aveva svolto la sua funzione e doveva terminare. Alcuni legami sono necessari in certe fasi della vita ma sono poi destinati a ad eclissarsi. Ed è forse questo il senso profondo di quanto è accaduto.

Ogni fine contiene un nuovo inizio

Ciò premesso, nella e mail di Elisa c'è altro. Se il fatto che l'amica frequentasse il suo ex era un problema tanto grande, significa che per lei quella storia non era ancora del tutto conclusa, mentre ora molto probabilmente lo è. Per quanto possa sembrarci paradossale, i sentimenti dell'amica verso l'ex compagno hanno aiutato Elisa a superare definitivamente la fine della relazione, a metterci una pietra sopra. Non solo: quel che è successo può anche servirle da ammonimento per il futuro. Come lei stessa racconta, l'amica è stata testimone permanente di tutta la relazione, ed è stata Elisa stessa a renderla così partecipe. Le relazioni d'amore dovrebbero riguardare anzitutto chi le vive, non dovrebbero avere un pubblico e tantomeno dei consiglieri...

Lasciarsi alle spalle il passato

La cosa migliore che Elisa dovrebbe fare ora è accettare la situazione per quella che e vivere questo momento come un'opportunità di cambiamento, di evoluzione: ora ha la possibilità di lasciarsi tutto alle spalle e andare verso qualcosa di nuovo. Il dolore non arriva perché lei rimanga intrappolata nei dubbi (mi faccio sentire o no? L’ho perdonata? Dimenticata?) ma perché butti via il passato e tutte le proiezioni e identificazioni che aveva nei confronti di quell’uomo e di quell’amica. È bene che si liberi al più presto anche del personaggio di amica tradita e vittima nella quale ora è identificata ma che non le corrisponde, almeno non completamente, perché nessuno è solo vittima o solo carnefice. Solo così potrà andare avanti, ricettiva e aperta nei confronti di quel che la vita ha certamente ancora in serbo per lei.

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È il mensile di psicologia che aiuta a occuparsi di sé per vivere bene e migliorare la qualità delle nostre relazioni.

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