Coppia e amore
Sei in crisi? Prova a non fare niente!

Capita di voler modificare una situazione che ci disturba o ci fa soffrire, ma più ci si accanisce più la matassa si ingarbuglia: agisci diversamente!

Mara ha 32 anni e da qualche tempo sta con un nuovo compagno, separato con due figli piccoli. Ogni volta che lui ha con sé i bambini trova il modo per vederla unicamente fuori casa inventando ogni volta una scusa diversa. Mara porta il problema al terapeuta con cui aveva iniziato un percorso qualche mese prima di incontrare l’attuale partner: “avevo l’impressione che la mia presenza dentro casa lo disturbasse, quasi temesse di alterare l’intimità del focolare domestico con l’arrivo di un’estranea, a tal punto che, anche nel pieno di un acquazzone, ha preferito proporre un cinema dove portare i bambini piuttosto che stare tutti e 4 dentro casa a giocare sul tappeto o a vedere la tv, scelta che mi sarebbe sembrata assai più logica….” Mara prosegue dicendo che lui aveva sempre negato di averlo fatto per disinteresse nei suoi confronti ma solo per tutelare l’emotività dei figli che avevano vissuto da poco la separazione dei genitori, eppure lei non gli crede e ne soffre: “Mi faceva sentire una compagna di poco conto… da non portare in casa proprio perché i figli non si abituassero a una figura che sarebbe comunque di passaggio…. Più avvertivo questa sensazione più lo tartassavo, lui si schermiva e si finiva a litigare.” Un bel giorno però, Mara si accorge del falso problema in cui si stava impantanando e comincia a soprassedere. In terapia, Mara impara una strada diversa, scegliendo di astenersi da ulteriori discussioni. Il problema svanisce e, nel giro di pochi mesi, Mara viene invitata regolarmente a casa del compagno anche in presenza dei figli…

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Difendi l’amore dai luoghi comuni

Ad aiutare Mara ad uscire dal circolo vizioso in cui si era cacciata sono poche domande chiave formulate dal terapeuta che, come abbiamo letto, dedica le successive sedute alla comprensione profonda del suo malessere. In breve tempo, Mara confessa di aver iniziato a sentirsi insicura in seguito alle parole di alcune amiche a cui aveva confidato la sua nuova relazione. In particolare, nel riferire del rapporto tra lei e i figli del partner, le amiche avevano sollevato la questione della sua legittimazione: “Se preferisce non condividere con te l’intimità familiare vuol dire che non è innamorato o non è ancora convinto della scelta fatta”. Erano bastate queste poche parole a gettare Mara nello scompiglio. A dimostrarlo, il fatto che, quando il terapeuta la fa riflettere sull’andamento del rapporto fino a quel momento, lei stessa riconosce che non vi erano mai stati problemi.  Adesso, invece, illazioni e congetture formulate a casaccio (senza conoscere né il partner di Mara, né i particolari della sua separazione) da figure esterne avevano innescato un meccanismo dannoso e perverso. Il bisogno di disattendere le previsioni delle amiche e di sentirsi legittimata agli occhi dei figli stava rischiando di rovinare una relazione che di per sé non presentava alcun problema. Questo episodio dimostra come i pareri esterni siano in grado di condizionarci persino negli ambiti più intimi, tanto da arrivare a compromettere dinamiche ed equilibri relazionali che, diversamente, troverebbero la strada per evolvere e prosperare in modo naturale.

Se l’amore vale lascialo crescere in silenzio

La frase “il silenzio è oro” illustra pienamente il grande valore della riservatezza, sia come stile personale che come scelta contingente. Ogni volta che teniamo a qualcosa e riteniamo che meriti cura ed attenzione sarebbe bene garantirle uno spazio vitale protetto e silenzioso, preservandola dagli sguardi e dalle interferenze altrui. La natura ce lo insegna: il seme che fa la pianta cresce nel buio e nel silenzio, gli uccelli fanno il nido sulle alture e nei luoghi più protetti dell’ambiente cosicché le uova arrivino a schiudersi in tutta sicurezza. Il silenzio, infatti, consente alle potenzialità intrinseche presenti in natura di esprimersi pienamente senza incontrare deviazioni. L’uomo che sa stare in silenzio e fare il vuoto intorno a sé, incontra se stesso e, in questo modo, si conosce. Chi vive, al contrario, col cellulare sempre appresso, la tv a tutto volume o perennemente al PC non può che “soccombere”, bombardato da migliaia di stimoli, opinioni, giudizi e stati d’animo esterni che inquinano inevitabilmente la sua energia vitale. Nei rapporti sentimentali succede lo stesso: chi si lascia andare ad eccessive confidenze, rivelando all’esterno le proprie esperienze, spoglia la relazione di quell’alone di mistero, sacralità e riservatezza che garantisce al rapporto il suo valore e la sua autenticità.

 

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