Via dalla sindrome della crocerossina
Coppia e amore

Via dalla sindrome della crocerossina

Se capita di non tagliare i ponti con un uomo sbagliato anche dopo la separazione, sei vittima di una compassione pericolosa: liberatene così

Clarissa ci scrive: “Finalmente, dopo anni di sofferenza, sono riuscita a uscire da una relazione sbagliata: tradimenti, problemi economici, mortificazioni, a volte anche violenze fisiche. Adesso che ho ripreso il controllo della mia vita, lui mi appare com’è: un uomo disturbato con mille problemi irrisolti. Ma proprio vederlo così disarmato e lasciato a se stesso, mi spinge a provare compassione per lui. Anche se sto frequentando un altro uomo, continuo a sentirlo e di tanto in tanto ci incontriamo. Lui non ne approfitta. Gli ho consigliato di iniziare una psicoterapia, ma non ne vuole sapere. Ho cercato di riavvicinarlo ai suoi amici, ma senza di me a fare da mediatrice non ha la costanza e la voglia di mantenere la relazione con loro. Persino i suoi familiari si sono stancati della sua inaffidabilità. Sono rimasta l’unica a cui importa qualcosa di lui e che lo può aiutare. E temo che non riuscirò ad esser davvero felice se anche lui non starà bene".

Donne che amano gli inaffidabili: perchè? Leggi qui

Ti aiutano le immagini

Ecco un esercizio di visualizzazione (chiamato tecnicamente “immaginata”) molto utile in casi come quello dell’amica Clarissa: “chiudi gli occhi, rilassati e immagina di trovarti in un bosco. Osserva le varie piante e immagina di essere una di loro, quella che ti piace, che ti somiglia. Immagina che anche il tuo ex sia una pianta tra le altre: senza sforzarla, lascia che la fantasia tratteggi che pianta è, in che punto del bosco si trova, a quale distanza da te. Il bosco è ricco e pieno di vita: ci sono animali che si nascondono tra i cespugli, insetti, uccelli sui rami, un ruscello, radure aperte e zone intricate, bacche, funghi, fiori… Immagina di sentire il calore del sole, l’umido della rugiada, il nutrimento della terra, il profumo dell’aria. Sei viva, non manchi di nulla e come te ciascuna creatura del bosco trova la porzione di sole, di acqua, di aria, di terra che le serve. Anche lui, una pianta tra le piante, ha a disposizione tutto quello che gli è necessario per vivere….

Lui non dipende da te

Questa immaginata può aiutare Clarissa (e le altre donne, molte purtroppo, vittime della sindrome della crocerossina) a ritrovare la giusta distanza dalla falsa responsabilità che si assume riguardo ai loro EX compagni. L’idea che la loro felicità non possa prescindere dalla loro è lo strascico del malinteso in cui cadono molte donne quando si assumono la funzione di risolvere i conflitti in cui annaspano i loro compagni. Lui è un eterno insoddisfatto? Io gli darò motivi di cui gioire. Lui non sa stare con gli altri? Io medierò le sue relazioni. Lui è violento? Io con la mia dolcezza placherò la sua rabbia. E via così…Non c’è premessa più infelice per un rapporto, specie con una persona, come dici tu, “disturbata”. Scrive Robin Norwood, l’autrice di Donne che amano troppo: “La migliore regola pratica da seguire quando abbiamo a che fare con persone le cui vite sono ingovernabili è astenerci scrupolosamente dal fare per loro qualsiasi cosa che, se volessero, potrebbero fare da soli”.

Puoi salvare solo te stessa

In quel “se volessero” c’è il confine tra la cura e l’invasione di campo; tra l’aiuto e l’intralcio. Ritorniamo al bosco descritto nell’immaginata e alla possibilità di ogni pianta di attingere ai suoi nutrienti, senza nessun bisogno o pretesa che un’altra pianta faccia al posto suo il lavoro che può fare da sola. Operare i cambiamenti necessari dev’essere una priorità per chi ne ha bisogno, non per chi vorrebbe essere d’aiuto. Quindi, no alla compassione a tutti i costi! Ogni vero cambiamento richiede una resa: per comprenderlo, basta fare come la pianta…

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