VIDEO Pensieri malvagi: come viverli nel modo giusto

Li provano tutti e il loro significato profondo non è quel che sembra in apparenza: se li accogliamo senza giudicarli, si trasformano in preziosi alleati

Oggi voglio parlarvi dei desideri malvagi, dei pensieri che non ci piace avere: il male che crediamo abiti dentro di noi. Ecco qualche esempio:

"Dottore - scrive una lettrice - ho litigato terribilmente con mia madre, c'è stata una scenata tremenda, me ne sono andata via. Due ore dopo è morta. Questo pensiero di non essere stata lì con lei in quel momenti mi tormenta tutti i giorni da mesi..."

Franco, 48 anni dice:

"Ho tanta rabbia dentro. A causa del mio carattere non ho salvato una relazione con una donna di cui ero profondamente innamorato. Ci siamo lasciati, lei si è risposata e io ogni giorno mi accuso di non essere stato capace di trattenerla. Penso sinceramente di essere una cattiva persona."

E ancora:

"Sono Giulio, 27 anni ho dei pensieri tremendi contro mio padre che adesso è diventato molto fragile. Mi prende il desiderio di fargli del male, di aggredirlo, forse perché un tempo è stato troppo duro e finisco puntualmente per dirmi che sono una persona spregevole."

raffaele morelli

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Perché arrivano i desideri malvagi?

In tutti noi alberga un vizio maledetto, quello di credere che siano vere le cose che compaiono dentro di noi, di credere che siano realmente come appaiono. Pensiamo all'immagine di aggredire il padre. Io posso credere che sia proprio così, che dentro di me ci sia qualcosa che vuole far male a papà. Oppure posso dire: quell'aggressività si manifesta apparentemente contro mio padre mentre potrebbe significare che qualcosa di interno si sta ribellando alla mia durezza, al mio bisogno di essere sempre perfetto, al mio bisogno di essere più forte, di superare gli altri. Allora l'unico modo che l'inconscio ha per indebolirmi, per rendermi fragile è far emergere una supposta cattiveria nei confronti di mio padre.

Contemplare i pensieri neri

Tutto ciò che sorge dentro di noi ha bisogno di un occhio che lo guardi. Non c'è tradizione della Terra che non abbia dato all'occhio il compito fondamentale di percepire gli stati interiori così come sono. Io non sono qui per dirmi se quei pensieri siano belli o brutti, né per ragionare su quei desideri malvagi e nemmeno per eliminarli. Il mio occhio deve prenderne atto, percepire che in me ci sono pensieri, desideri che apparentemente non collimano con tutto il resto di me. Quando mi accorgo di quest'ombra nera, io sto prendendo contatto con l'energia rappresentata da quei pensieri, la quale rinnova il mio modo di vedere la vita, il mio modo di stare in campo, il mio modo di vedere le persone, e anche me stesso. Quest'Ombra, il pensiero di essere un mostro mi porta a contatto con lati di me che non sto utilizzando. Per questo, uno dei più grandi saggi della tradizione ebraica Chassidica, Ball Shem Tov diceva che il desiderio malvagio non va respinto ma accolto. Dobbiamo essere fiduciosi nei confronti delle ombre che ci abitano; non ci fossero, la vita sarebbe sempre uguale, attaccata a cose e pensieri conformi, comuni, banali. L'ombra è ad esempio quel che nelle fiabe viene rappresentato dall'orco o dalla strega, quel che rimette in discussione tutta la favola stessa. L'eroe non ha più certezze ma si accorge di alcune cose; per esempio che c'è un tesoro da recuperare perché la strega o l'orco lo hanno sottratto.

Trasforma il male in un alleato

Questo è il compito del male: se mi accorgo che io sono capace di pensieri neri allora si forma un completamento tra il lato di me che conosco e apprezzo e lo sconosciuto che sempre in me abita. Ecco perché i grandi sapienti della psicologia come Carl Gustav Jung amano parlare dell'ombra: sanno che è necessario accorgersi di entrambe le polarità del nostro essere per evolvere, quella in luce e quella oscura. Solo attraverso questo incontro possiamo dirci completi e smettere di accusare qualcuno di essere la causa dei nostri mali. Non solo: se riconosci il male che c'è dentro di te, eviterai di incontrare persone che ti vampirizzano. Il male cessa di essere un nemico e diventa un alleato. Che cosa accade infatti se noi ignoriamo, rimuoviamo, espelliamo quel che di negativo ci abita? Che prima o poi troveremo una persona che ce lo farà subire. Riconoscere tutte le proprie tendenze, anche quelle che ci sembrano brutte è il miglior modo per diventare davvero amici di se stessi e liberarci dalla schiavitù che ci lega a qualcuno che ci vessa perché stare con lui o lei è il solo modo di incontrare la nostra aggressività, la nostra malvagità. All'allievo che gli domanda: "Maestro, come si fa a sapere se uno è veramente un maestro?" La risposta è significativa: Fagli questa domanda: "aiutami a liberarmi dal desiderio malvagio?  Se ti insegna una tecnica, un sistema per farlo, scappa subito: quello non è un maestro. Se ti dice di prenderti cura del desiderio malvagio, di quello che non ti piace di te, allora sei sulla strada giusta.

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