VIDEO Il passato non conta

Il nuovo libro di Raffaele Morelli, che trovi in edicola con il numero di agosto di Riza Psicosomatica, spiega quali atteggiamenti mentali bisogna mettere in campo per stare bene

Questo mese, allegato a Riza Psicosomatica, troverete il primo libro della nuova collana Impariamo a vivere, edita da Edizioni Riza. Il primo volume titola: Il passato non conta. In questo libro descrivo alcuni esercizi utili a prendere contatto con "l'energia dell’adesso". Per capire questo concetto, ecco un ottimo esempio. Qualche giorno fa una signora mi chiama per dirmi: "Sa dottore, io è da mesi che soffro di attacchi di ansia, se lei sapesse prima com'ero! Ero una donna solare, sempre a ridere, sempre giocosa". Io le ho risposto: "Signora, lei mi sta parlando di una donna che non c’è, perché mi parla del passato?". "Quest’ansia mi opprime, una volta ero una donna avventurosa". Al che ribatto: "Vede che mi sta parlando ancora del passato? L'ansia la sta chiamando adesso!"

Siamo due volti

Occorre sapere che ci abitano due personalità: una è quella del nostro Io, dei pensieri, dei ricordi. Poi ce n’è un’altra, misteriosa, quella che Carl Gustav Jung chiama "personalità due". Quando il tuo Io, i tuoi pensieri soffocano il mondo interno ("sede" della personalità due), questo irrompe con un disagio, che non è legato a quello che ti è accaduto nel passato. "Dottore io sono così perché sono stato adottato da piccolo, sono un bambino adottivo”. “Scusi ma lei quanti anni ha?". E lui: "48". "Perché allora non guardiamo l’uomo di 48 anni, che cosa gli interessa, che cosa gli piace?". Quando tu hai in mente solo il tuo passato, non puoi star bene.

Quali sono i ricordi utili?

I ricordi che arrivano spontaneamente preparano il futuro. “Stamattina mi è venuta in mente mia cugina, con cui facevamo dei castelli di sabbia e ridevamo come pazze. Quando mi è venuto questo ricordo, ho chiamato un amico che mi fa sempre ridere”. Ecco, quel ricordo preparava il futuro: questi sono buoni ricordi.

Stare nell'adesso non è uno sforzo!

Adesso, in questo momento, le mie cellule stanno danzando e io sono un concerto di occhi, intestino, vertebre, viscere. La sincronicità descritta da Jung, la percezione della contemporaneità di avvenimenti legati fra loro unicamente dal senso, avviene sempre soltanto "nell’adesso", nel presente. Noi ci svegliamo la mattina e siamo sempre nuovi. Così, l'ansia arriva adesso, perché vuole qualcosa adesso, vuole un atteggiamento mentale diverso adesso. Jung stesso afferma che i disagi si perpetuano non perché arrivano dal passato ma perché il nostro atteggiamento mentale li tiene in vita. Buona lettura.

Il nuovo libro di Raffaele Morelli Il passato non conta è disponibile in edicola, allegato a Riza Psicosomatica, o sul nostro store online.

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