VIDEO Vivere e poi... vivere ancora

Le riflessioni di Raffaele Morelli sulla tragedia di Eitan, il bambino sopravvissuto alla strage della funivia del Mottarone

Recentemente in una trasmissione televisiva cui ho partecipato, ho parlato del piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone. La domanda di tutti è se riuscirà a superare il trauma; durante la stessa trasmissione, è stata intervistata la zia di un altro bambino che scampò alla valanga di Rigopiano, perdendo i genitori. Questa donna ha detto cose che mi hanno colpito: “Non potevamo piangere tutto il tempo i nostri morti, dovevamo occuparci di lui. Ho però notato che il bambino, quando soffriva, si metteva subito dopo a giocare spontaneamente”.

Quando giocano, i bambini richiamano a sé un'energia antica in loro possesso, un’energia di guarigione: così, curano se stessi e tutti quelli che stanno loro attorno. I greci antichi chiamavano Hermes questa energia; era il dio eternamente fanciullo e anche il padre della medicina. Ed era anche il dio dell’oblio... Anziché continuare a ricordare i traumi subiti, dovremmo fare come i bambini, che dimenticano, vanno oltre, giocando. Come farà dunque Eitan a sopravvivere a quanto subito? L’ambasciatore di Israele, saputi i fatti, ha voluto portare al fanciullo la benedizione di Mosè, per ricordargli le sue radici, antichissime. I riti servono a questo: a ricordarci che siamo esseri antichi e che come esseri antichi abbiamo superato guerre, lutti, epidemie, tragedie immani.

Eitan in ebraico significa saggio, forte, robusto, di lunga vita. Mi piacerebbe che Eitan si dicesse questo: "i miei sono morti ma qualcosa mi ha tenuto in vita perché io possa ricordarli. Così loro vivranno attraverso di me. E lo potrò fare meglio giocando, dimenticando, vivendo pienamente. Il compito di chi gli starà vicino è proprio questo: accompagnarlo nella vita senza ricordare continuamente il trauma, ma aiutandolo nel viaggio verso la sua realizzazione, che potrà raggiungere nonostante la tremenda ferita che la sorte gli ha inflitto.

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