Il cervello felice è il segreto della salute

Per star bene occorre mettere in campo i comportamenti capaci di rendere felice e quindi efficiente il nostro organo più importante, il cervello: imparare a farlo è molto semplice

Che cos’è la felicità? Com’è un cervello felice, l’argomento di cui si occupa il servizio centrale del nuovo numero di Riza Psicosomatica, che trovate in edicola? Si tratta della gioia per le cose che ci capitano, per un’amore che funziona o che arriva? O forse si tratta della realizzazione lavorativa, del guadagno economico? Sono tutte cose auspicabili, ma quando parliamo di cervello felice, non è a questi accadimenti che dobbiamo guardare.

La vera felicità è nel profondo di noi stessi

Felicità significa essere “seduti” dentro se stessi senza alcuna aspirazione. Un lettore ci scrive: “cosa posso fare per affrontare la mia timidezza?”. Un altro afferma di non conoscere il proprio talento: “Non so per cosa sono portato nella vita”. La sola autentica felicità è quella delle nostre radici, dello spazio interno. La felicità delle foglie, dei fiori è effimera e fugace, quella delle radici duratura e reale.

Accogliere tutto ciò che accade

Quando arriva un senso di tristezza, o qualunque altro sentimento dentro di me, io non devo contrastare, non devo interferire, non devo oppormi. In questo numero di Riza Psicosomatica troverete descritto nei dettagli un esercizio, che vi consiglio di fare. Durante la giornata, mentre vi occupate delle incombenze quotidiane, ripetete a voi stessi questa frase: non ho obiettivi da raggiungere, né mete da conquistare. Pur se la mia rabbia non mi piace, pur se non vorrei la tristezza o l’ansia che mi assalgono, io le tengo qui con me e non ho nulla da dirmi.

Carl Gustav Jung, il grande psicoterapeuta svizzero, affermava che i disturbi che cerchiamo di scacciare torneranno con una potenza di gran lunga superiore. Per questo il cervello è felice solo se non alteriamo o combattiamo le difficoltà che vengono a trovarci, ma le accogliamo con opportunità di cambiamento. Questo numero è dedicato alla cosa più importante della vita, la pazienza, nel senso della capacità di attendere un futuro che  ancora non si conosce. Si tratta della pazienza delle radici, la pazienza della propria realizzazione. Buona lettura!

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