VIDEO Impara a stare bene, qualunque cosa accada

Accogliere tutte le emozioni che ci abitano e mettere sullo sfondo pensieri e lamenti: ecco la strada maestra per trovare in ogni condizione serenità e benessere

Vi parlo del nuovo numero di Riza Psicosomatica, che questo mese spiega cosa fare per salvaguardare la psiche anche nei momenti più difficili. In questo periodo drammatico si è parlato moltissimo di cosa fare per salvaguardare l'economia, o di come ci si debba proteggere fisicamente dal virus che imperversa. Abbiamo discusso troppo poco di come salvaguardare la psiche, lo strumento indispensabile per trovare le risorse che sappiano guidarci nella pandemia in corso.

Nelle tempeste, la psiche sana è la prima alleata

Se la nostra psiche sta bene, noi possiamo affrontare qualunque avversità, anche le più complesse. Se siamo abbattuti, tristi, combattuti, depressi non solo indeboliamo le nostre difese immunitarie ma rischiamo anche di sentirci senza una via d'uscita, la condizione mentale più pericolosa. Per questo mi rende davvero felice leggere le tante email di successo che arrivano ogni giorno in redazione; sono storie di persone che - anche grazie ai consigli miei e degli altri colleghi medici, psicologi e psicoterapeuti che lavorano presso l'Istituto Riza - hanno lasciato alle loro spalle ansia, depressione, disturbi ossessivi, panico.

Il tuo nucleo provvede sempre a te

Oggi sono convinto più che mai che dobbiamo distanziare il pensiero della superficie dal nostro nucleo, dall'essenza, dal Sé. Ogni giorno devo ricordare che nel profondo qualcosa provvede sempre a me, ed è qualcosa che si sottrae dall'esterno. Mentre mi ripeto che siamo nel mezzo di una tragedia, quel qualcosa continua a produrre l'essere che sono. Su questo numero di Riza Psicosomatica parliamo dunque dei codici fondamentali per stare bene. Spieghiamo come funziona quel che ha fatto Giulia, che mi scrive raccontandomi di soffrire di un disturbo ossessivo. Comprendendo i nostri suggerimenti, Giulia ha imparato ad accogliere il sintomo quando arriva, ma poi fa partire la fantasia, l'immaginazione, il sogno ad occhi aperti.

Specialmente ora, stop all'autocritica

Altri lettori, in difficoltà, mi scrivono cose diverse, parlano di convinzioni da cui dovrebbero allontanarsi. Rossana lo fa per dirmi: "Con il virus la mia gelosia si è amplificata e il mio rapporto con mi marito ne risente". Michele pensa che il gelo e la rabbia che sta provando in questo momento della sua vita per sua moglie dipenda anche da accadimenti esterni, come quello che sta succedendo. Barbara crede di essere sbagliata perché i suoi amori durano solo qualche mese, e così via. Mai come in questo periodo aumenta l'autocritica, la disistima, il sentirsi inadeguati. Mai come in questo momento dovremmo allontanarci da queste convinzioni.

Accogli ogni emozione

Esiste un regno nascosto e antico dentro ognuno di noi, dove vive ogni sentimento: paura, rabbia, tristezza, invidia, gioia, gelosia. Sono le forze profonde sulle quali siamo seduti e dalle quali sgorga la linfa vitale del nostro essere. Noi siamo questo, non siamo i nostri pensieri! Quindi è inutile continuare a rimuginare su quel che non va bene, sulla sfortuna, sul fatto di vivere nel momento peggiore che potesse capitare. Bisogna dirsi: io sono anche altro. Io provo gelosia come la provava Venere, la dea dell'amore. O Atena, signora della saggezza. Io sono una serie di contraddizioni e ne avrò cura come delle parti che ritengo migliori di me. Per lo stesso principio, io voglio percepire il mio disagio quando arriva, adesso. Se mi parlo così e agisco di conseguenza, il nucleo, il sé scende in campo.

Perditi nelle azioni e fai tramontare i pensieri

"Mi sono messa a colorare un mandala, e dopo un po' mi sono persa. L'ansia è passata": così racconta Roberta. Solo dall'assenza di pensiero e dal perdersi nelle azioni possono arrivare soluzioni e intuizioni inaspettate. Tutta la saggezza antica lo affermava e lo stesso Carl Gustav Jung, il grande psicoterapeuta svizzero, lo ripeteva costantemente. Così si salvaguarda la nostra psiche e lo si deve fare anche nei confronti della psiche dei nostri bambini, dei nostri anziani, dei partner. Questo è il momento di cercare le immagini interne, il lato sognante, aspettando che qualcosa sgorghi da dentro come una linfa. Essere umani oggi vuol dire che mentre portiamo fiori a chi non c'è più, non dobbiamo dimenticare il nostro lato eterno, ricordare cioè che noi amiamo come amavano gli egizi, i greci, i romani, i taoisti, e che proviamo le loro stesse rabbie, i loro stessi dolori. Dobbiamo accudire con dolcezza tutti i nostri stati d'animo, anche quelli che non ci piacciono, perché sono la nostra "famiglia interiore". Guai a perdere in questo momento la fiducia nella vita: dentro di ognuno c'è qualcosa che veglia e che cura. Buona lettura a tutti!

Riza Psicosomatica è disponibile sia in edicola che sul nostro store online.

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