Ho perso il mio talento: cosa posso fare?
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Ho perso il mio talento: cosa posso fare?

Nella vita può capitare di non riuscire a realizzare un grande sogno, per molti motivi: ecco cosa fare per superare il problema e ritrovare il talento smarrito

Una lettrice ci scrive:

"Mi chiamo Silvia, il mio grande sogno era quello di fare l'insegnante di lettere, adoravo i libri, era il mio talento e lo so perché gli anni dell'Università sono stati i più belli della mia vita. Purtroppo per ragioni economiche familiari non ho potuto finire gli studi e il mio sogno è tramontato. Nonostante tutto ho cercato altri stimoli per andare avanti, ma mi sono persa in scelte sbagliate. Ormai a cinquant'anni mi ritrovo a fare la casalinga, senza stimoli e senza entusiasmo, e con la consapevolezza di aver sprecato il mio talento. Ho letto spesso su Riza Psicosomatica che l'unica cosa che conta nella vita è seguire il proprio talento, realizzare il proprio destino, far fiorire il proprio fiore unico e specifico. Io sono la prova vivente che è così: se non realizzi il tuo destino, la tua pianta avvizzisce. Non è stata solo colpa mia, eventi esterni si sono messi in gioco, ma io non sono stata abbastanza forte e determinata per andare avanti. Ho mollato, mi sono arresa: come si può trovare sollievo dal dolore provocato da un errore così grande?"

Via dalle parole che uccidono il talento

Una delle parole che dovremmo eliminare dal vocabolario è "ormai". Non è una questione da poco: le parole che diciamo entrano anche nelle nostre stesse orecchie e "fecondano" il nostro cervello. Se ci abituiamo a pensare che "ormai è tardi" per qualunque cambiamento, finiremo per convincerci di questa ineluttabilità e staremo sempre peggio.

Silvia ha 50 anni e si sente già sul viale del tramonto, ma è solo una convinzione. Oggi alla sua età le donne sono dinamiche, curiose, attive, sempre più capaci di mettersi in gioco, tutto il contrario dell'immagine che Silvia ha di sè nella sua mail. Non esiste una data di scadenza per provare a realizzare il nostro destino, il nostro talento: esistono le resistenze che la mente razionale mette in campo per boicottare ogni tentativo di evoluzione.


Il tuo talento è sempre con te

Quando accade, significa che il pensiero comune ci ha fagocitato, trasformandoci in persone rassegnate. Silvia racconta di non aver potuto seguire il suo sogno a causa delle difficoltà economiche della sua famiglia, mentre ricorda gli anni dell'Università come i più belli della sua vita. A che cosa può servire un simile ricordo? Perché le arriva? Non certo per rimpiangere i bei tempi andati o al contrario recriminare contro il destino avverso: certi ricordi affiorano alla mente perché sono utili alla vita di oggi.

Sono questi ricordi, oltre alle letture di Riza Psicosomatica, a ricordare a Silvia che è ancora perfettamente in tempi a realizzare il suo talento. Non potrà più fare l'insegnate di lettere per via dell'età? Potrà comunque dedicarsi alla letteratura, ai libri, la sua grande passione: se esiste un interesse che si può coltivare anche con poche risorse, questo è il suo.


Non ti bloccano i ricordi, ma le convinzioni errate

Dunque, cosa la sta bloccando? Non certo gli eventi del passato, ma l'inerzia, le abitudini, gli schemi mentali e tutto quello che nella vita di oggi la fa stazionare in una vita insoddisfacente. Per superare queste difficoltà, deve per prima cosa dare ascolto al suo malessere interiore: in superficie le dice che ha sprecato la sua vita ("come si può trovare sollievo se si è compiuto un errore così grande?"), nel profondo le sta comunicando che deve prender in mano la sua vita adesso, e muoversi per realizzare il suo destino adesso. Silvia scrive, giustamente, che quel che conta nella vita è realizzare il proprio fiore: la cosa che dovrebbe ricordare è che non è mai troppo tardi per farlo!

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