Insonnia: l'identikit di chi ne soffre
Psicosomatica

Insonnia: l'identikit di chi ne soffre

Nell'insonnia si esprimono energie interiori inutilizzate. Come superarla cambiando le nostre abitudini diurne

Insonnia: che cos'è?

L'insonnia può essere paragonata a una spia sul cruscotto dell'automobile: quando si accende ci sta avvisando che in noi ci sono molte potenzialità che aspettano solo di essere espresse, ma che qualcosa le sta bloccando. La nostra vita quotidiana è evidentemente troppo povera di passioni e di interessi, così l'energia vitale rimane come in sospeso, in attesa: quella che non usiamo di giorno, si fa poi viva di notte sotto la forma dell'insonnia. È come se il corpo ci dicesse: «Non hai usato bene le energie che ti ho messo a disposizione, quindi perché mai dovresti riposare? Non ti lascio dormire finché non ti decidi a "stancarti" per davvero.

Il problema non è quindi l'insonnia, siamo noi. L'insonnia è solo un inizio di soluzione. Questo vuol dire che "bombardarla" di tranquillanti e pillole per farla sparire, non è una strada giusta. Al contrario, rinnovare i nostri interessi, limitare le attività routinarie e noiose, seguire di più i nostri veri desideri, al lavoro o con gli altri, è un buon modo per ascoltare il messaggio dell'insonnia.

Chi è più a rischio insonnia?

Quando parliamo di persone che soffrono di insonnia, è facile trovare caratteristiche tipiche e tracciare alcuni identikit. Ecco i quattro più frequenti:

L'iperattivo

Perennemente in movimento durante le ore diurne, il soggetto iperattivo ha la sensazione di "buttare via" il tempo se non lo riempie di impegni. Ma quando questi diventano troppi, cade in preda al panico. È una persona insoddisfatta di una vita che vorrebbe rivoluzionare, ma non sa come. Vive intere giornate nelle quali esprime poco o nulla della propria natura, in balìa di un'iperattività fisica e mentale. Teme la passività e non ha un buon rapporto con la parte femminile della propria psiche.

Il dipendente

Non riesce a staccarsi dalle cose, dagli eventi e dalle persone, trascina i rapporti sentimentali e le amicizie anche quando sono inevitabilmente deteriorati. Inoltre, di solito mantiene legami quotidiani con la famiglia di origine, anche dopo aver realizzato la propria indipendenza. Tutto questo si traduce in una folla di pensieri inutili che ridondano nella mente, non permettendogli mai di "staccare" e favorendo l'insorgere dell'insonnia.

Il razionale

Ha il terrore di cedere al nuovo e preferisce di gran lunga rimanere legato al passato. È spesso assorto e corrucciato anche quando si sta occupando di cose banali. La sua razionalità è ossessiva, uno stato ansioso che a volte risulta ben mascherato. Teme più di tutto di perdere il controllo: aggressività e passionalità sono tenute a freno rigidamente, ogni impulso è da sottoporre al vaglio e alla censura della razionalità. Spesso allontana la sfera della sessualità perché rappresenta il momento in cui "ci si lascia andare."

Il rabbioso

Un breve discorso a parte va fatto riguardo chi non ha problemi ad addormentarsi, ma soffre invece di insonnia notturna. La persona si sveglia di soprassalto in preda a una fastidiosa ansia. Questi risvegli sono il prodotto di tutte le arrabbiature che il soggetto non ha smaltito, di tutti i rancori che non riesce ad abbandonare neppure di notte.

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