Raffaele Morelli: Mai interferire! É la vera regola della psicoterapia
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Raffaele Morelli: Mai interferire! É la vera regola della psicoterapia

Diffidate sempre da chi vuole il vostro bene secondo le sue regole. I migliori terapeuti imparano a diventare liberi anche attraverso i loro pazienti e non interferiscono mai

Quando stiamo male, il peggio che ci possa capitare è uno psicologo imbevuto di pensieri banali, che non conosce l’anima, che vuole imporci le sue regolette moralistiche. I disagi e le crisi arrivano per farci incontrare la nostra parte infinita. Come è successo a Lorenza, che grazie a una relazione “non comune” sta sperimentando la propria femminilità.

Che cosa si può chiedere a uno psicoterapeuta? Di non interferire, di non dare consigli, di non indicare la via ai suoi pazienti. I preti possono avere una visione etica e moralistica con i loro fedeli, ma i pazienti degli psicanalisti non sono fedeli e gli psicologi non sono sacerdoti. Gli psicoterapeuti devono stare ancora più attenti a non elargire consigli sulla vita di coppia, sulla sessualità, sulle relazioni amorose.

Spesso i pazienti hanno trovato da soli la soluzione e cercare di correggere i loro comportamenti è molto pericoloso per la loro evoluzione. Ecco come mi scriveLorenza (46 anni). 

«Ho disperatamente bisogno di un suo parere. Dopo il divorzio, sono stata male. Ho chiesto aiuto a una psicologa che mi ha aiutata a uscire dalla depressione, poi non ha saputo o potuto fare nient’altro per me. Adesso faccio sedute con un altro psicologo, ma io sto peggio. Molto peggio. Lui dice che devo troncare l’attuale relazione con l’uomo più giovane di me, che mi ha fatto scoprire l’eros, il piacere, il desiderio. Ho provato molte volte a troncare con lui, perché non c’è futuro, perché probabilmente frequenta anche altre donne, perché il dottore dice che rimarrò di nuovo sola. Eppure ogni volta che lui mi chiama io non so resistergli. È come un fuoco. A 46 anni mi sento SDOPPIATA. Non so più chi sono e cosa voglio. C’è una donna in me che usa la ragione e sa che quest’uomo non può darmi nient’altro che sesso. Splendido sesso. Poi c’è in me una femmina che lo desidera tantissimo, nonostante la differenza di età, nonostante non condividiamo il nostro tempo libero, nonostante lo psicologo continui a dirmi che lui è il classico esempio di Società Liquida, senza valori, senza impegni. Io sto impazzendo. Ogni notte sogno di far l’amore con lui e la mattina seguente mi sento in colpa. Devo zittire la femmina e lasciar ragionare la donna? Chi sono io? Lo psicologo dice che una donna come me non può accettare di vivere una storia senza futuro e soprattutto sostiene che lui mi voglia solo possedere. Che cosa devo fare per mettere fine a questa guerra tra la donna e la femmina? Sono completamente destabilizzata. In balìa di qualcosa che non capisco».
raffaele morelli

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Il matrimonio sacro

Tutto nasce dal Sé, avrebbe detto Jung, e certi incontri arrivano per attivare funzioni dell’anima che altrimenti verrebbero spente, bloccate, inaridite. A volte Eros irrompe, come è accaduto a Lorenza, e può destabilizzare. Ma i grandi conoscitori della Psiche, come Hillman, sapevano che solo quando i demoni vengono a trovarci noi possiamo evolvere verso il nostro destino. La metamorfosi verso ciò che siamo davvero viene prima di tutto e più di tutto dal nostro rapporto con la vita erotica. Il piacere e il desiderio di cui parla Lorenza vengono a trovarla nell’età matura: la portano in un “fuoco” a cui non si può resistere.

Che cosa vuol dire che si tratta “solo di sesso”? Come se la sessualità fosse una funzione inferiore dell’amore! Gli incontri amorosi non vengono, come insegnava Bachelard, per diventare matrimoni, ma per aprire le aree del cervello della metamorfosi e, nel caso di Lorenza, per diventare una donna completa.

“La femmina e la donna”, cara Lorenza, non sono in contrapposizione, ma esistono insieme e possono stare l’una accanto all’altra. Non per combattersi. E i tuoi 46 anni sono il tempo della maturazione, e quindi quello migliore per realizzare il matrimonio tra la femmina e la donna, quella ierogamia (“matrimonio sacro”) che ci porta a diventare un essere completo. Come si può dire che da questi rapporti arriverà la solitudine?

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Apri le tue porte

Il mio lavoro mi ha insegnato che chi ha paura di restare solo rovina gli amori che gli capitano e che il Sé ha preparato proprio per lei, o per lui. L’anima gemella non è l’incontro della permanenza e nella permanenza, ma è un matrimonio con il fuoco, con l’attrazione, con il desiderio, che sono le voci dell’anima che avanza verso l’energia cosmica. Solo l’orgasmo, come insegnavano i Veda, apre le porte al divino, come ci ricorda la favola di Amore e Psiche. Magari l’incontro con Eros crea inquietudine, fa paura all’Io, ma non ragiona nel tempo, apre le porte al mistero dell’essere eterno che ci abita e che nella vita normale, matrimoniale, quasi mai intravediamo.

Ho parlato al telefono con Lorenza e mi ha confermato che le parole dello psicologo l’hanno frastornata. Quando incontriamo il desiderio dobbiamo accoglierlo come una beatitudine, anche se ci “destabilizza”. Viene per questo, per bagnarci dell’acqua magica, dell’elisir dell’evoluzione. Seguire il proprio destino, come ricordava Goethe, è possibile solo se ci viene in aiuto Afrodite, la dea dell’Amore, che scende in campo non per farci fare i bambini o per garantire un futuro matrimoniale, ma per inondarci di piacere, come è accaduto a Lorenza. Gli orgasmi sono energie capaci di produrre la metamorfosi verso la nostra natura. A questo serve l’amore, a portarci verso i nostri frutti, verso la nostra casa, a diventare farfalle, a non restare bruchi.

Via dal pensiero comune

Ci sono fasi della vita matrimoniali e fasi passionali: a ciascuna di queste occorre volgersi con sguardi differenti. Saper accogliere l’eros, lasciare fare a lui, che è per i Greci il Signore del mondo, il principio della vera maturazione: questo è il programma più alto per un essere umano. E restare soli, saper stare da soli, accogliere il silenzio, è la via che i Taoisti indicavano come la strada della vera realizzazione.

L’idea di stare in coppia per vincere la solitudine è una delle più gravi perversioni della nostra epoca. A volte gli psicoterapeuti riempiono i pazienti delle loro paure: diventano moralisti e non sono più dispensatori di saggezza. Fermare il piacere in nome di chissà quale etica, significa bloccare l’evoluzione della persona. Saggezza è imparare a stare con questa forza dirompente che, ripeto, è la sola capace di portarci al di là del pensiero comune, al di là di quella maledetta normalità che ci vuole tutti uguali e omologati.

L’eros è la sostanza, il farmaco che libera talenti inaspettati, capacità non ancora emerse e soprattutto la nostra unicità. Se l’eros viene reciso o bloccato o negato nascono le perversioni che purtroppo conosciamo dalla cronaca. Diffidare sempre da chi vuole il nostro bene secondo le “sue” regole. I migliori terapeuti imparano a diventare liberi anche attraverso i loro pazienti e non interferiscono mai. «Mai interferire»: così diceva Jung, perché ognuno ha la sua strada, anche se a volte è cosparsa di spine come insegna Lorenza. Ma se la donna e la femmina si siedono l’una vicino all’altra, diventano sorelle dell’anima e allora lei può dire di aver compiuto il suo capolavoro.

Vuoi raccontarci la tua esperienza, i tuoi dubbi, i tuoi successi? Manda una mail a raffaele.morelli@riza.it

raffaele morelli
Psichiatra e Psicoterapeuta. Fondatore e Presidente dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, Direttore responsabile delle riviste Riza Psicosomatica, Dimagrire, MenteCorpo.
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