Raffaele Morelli: Così trovi la tua strada
L'aiuto pratico

Raffaele Morelli: Così trovi la tua strada

Non scegli tu. Una saggezza innata ti porta ogni giorno ciò che ti serve. Non dare giudizi, osserva e lasciati guidare

"Non so cosa decidere" mi dice Anna (40 anni). "Vado a vivere con lui o resto con mio marito?". Sono tante le persone che mi scrivono perché devono decidere: tra un lavoro e un altro, tra avere un figlio o rinunciare, tra rimanere single o convivere, tra restare e partire. A volte le decisioni sono più terra terra: vado o non vado alla festa? Parto per il mare o rimando? Ma quando si deve prendere una decisione, quale lato della nostra anima chiamiamo, a quale forza mentale chiediamo di scendere in campo?

raffaele morelli

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L'anima decide in un attimo

"Come posso decidere - mi dice ancora Anna - se dentro di me ci sono due forze che mi tirano da una parte e dall’altra? Con mio marito condivido tante cose belle, l’altro mi piace per la passione. Più ci penso, più mi riempio di dubbi. Sono mesi che valuto i pro e i contro, ma non decido mai, penso ai figli, mi arrovello e mi faccio male".

Decide il cuore di battere? Oppure c’è in noi qualcosa che sta facendo il suo viaggio e le cose che ci capitano sono semplicemente onde del mare della vita cui dare scarsa importanza? C’è proprio da decidere? In che area della nostra mente si prendono decisioni? "Ci penso e ci ripenso" ripete Anna. I ragionamenti, come ben spiegava il grande Plotino, non possono nulla nei confronti delle cose essenziali della nostra vita. Anzi, tutte le decisioni che abbiamo preso dopo averci pensato e ripensato, dopo averci ragionato a lungo, valutando i pro e i contro, sono quasi sempre state sbagliate. E allora quali sono le decisioni giuste? Come si prendono? Il nostro Sé sta facendo un viaggio, va verso una meta: che cosa volete che gli interessi un lavoro o un altro, un amore convenzionale o trasgressivo, o il parere degli altri, dei benpensanti? C’è un percorso segreto che sta decidendo al posto nostro quale strada seguire e quelle che chiamiamo decisioni da prendere sono semplicemente delle illusioni cui diamo l'importanza che non hanno. Quando stiamo decidendo tra un sentiero e l'altro siamo nel lato più superficiale di noi stessi. In realtà dall'anima le decisioni vengono prese in un attimo oppure sono già state prese, mentre io mi dibatto tra il sì e il no. In pratica il nostro voler decidere fa perdere tempo all'anima e ci riempie di dubbi inutili.

C’è solo la tua via!

Ti stai innamorando di un altro per lasciare tuo marito? Oppure l’anima ti ha fatto incontrare una passione accanto all’uomo tradizionale con cui vivi? L’anima vuol farti incontrare la donna tradizionale accanto a quella passionale, trasgressiva? Se così fosse, decidere vorrebbe dire andare contro se stessi. Insomma, c’è un sapere profondo dentro di noi che decide, che ci fa amare certe persone, intrattenere certi rapporti di amicizia, scegliere un lavoro, litigare, sapere relazionarci. Ma sempre con un fine più alto, quello di realizzare la nostra personalità e quindi il nostro destino. Sentite Jung:

"La strada che si cela dentro di noi è come un elemento vivente della psiche, che la filosofia classica cinese chiama 'Tao' e paragona a un corso d’acqua che inesorabilmente scorre verso la propria meta. Essere nel Tao significa compimento, integrità, vocazione pienamente realizzata, principio e fine, e completa realizzazione del significato dell’esistenza intrinseco a tutte le cose. La personalità è il Tao"

(Carl Gustav Jung, Lo sviluppo della personalità).

Ci innamoriamo, cambiamo lavoro, seguiamo vocazioni e passioni semplicemente perché lo vuole la nostra essenza: le nostre decisioni sono ininfluenti, tuttalpiù possono solo disturbare il viaggio che stiamo facendo.

È più importante il tuo lavoro

Non c’è fiore che non sbocci quando c’è il sole, e non c’è fiore che non si ritiri quando arriva il maltempo. Anzi, certi fiori come l’iris e la passiflora lo sanno prima. Non c’è cosa più difficile al mondo che trasformare il polline in miele: eppure le api lo fanno con grande semplicità. Seguono la loro vocazione. Non devono decidere, lo fanno e basta. Che direste di un’ape che si mette a seguire la vocazione di una formica? Vorrei dire ad Anna che è per questo che ci innamoriamo: per avere da Eros l’energia per intraprendere più forti, più sicuri, più fiduciosi il nostro viaggio. Non per scegliere! Non c’è niente da scegliere. Le uniche decisioni che contano sono quelle che vengono spontaneamente, senza averci pensato. "Si è formata in me la certezza, senza tentennamenti: dovevo fare l’ostetrica, non più l’infermiera come prima. Non ho ascoltato nessuno, sono partita e via. Tutti mi davano della pazza, io non avevo nessuna titubanza" mi dice Amelia (36 anni). Prima di scegliere la vocazione dell’ostetrica Amelia aveva sofferto di tutto: attacchi di ansia e poi di panico, crisi coniugali con conseguenze economiche devastanti, insuccessi lavorativi e infine la depressione. Appena ha deciso di iscriversi al corso di ostetrica (che durava 3 anni) tutti i disagi sono svaniti. In un attimo. Se non segui le decisioni dell’anima ti ammali.

"La nevrosi è dunque una difesa contro l’attività interna oggettiva della psiche, ovvero un tentativo, pagato abbastanza caro, di eludere la voce interiore e quindi la vocazione"

(Carl Gustav Jung, Lo sviluppo della personalità).

Dobbiamo imparare a non decidere con la mente, con i ragionamenti, ma aspettare che qualcosa di profondo ci indichi la strada. Come si sa se siamo sulla strada giusta? Perché la decisione arriva da sé, senza pensieri, senza titubanze, nel silenzio mentale, come è successo ad Amelia. Ulisse non ha forse incontrato Circe e Calipso per tornare a casa, alla sua terra promessa, a Itaca? Non c’era da scegliere tra Circe e Penelope. Entrambe servivano a fare il suo viaggio. Fidarsi di se stessi è questo: lasciare decidere all’anima, che sa dove portarci. Le altre decisioni sono ininfluenti e accanirsi sulle scelte ci fa ammalare.

Come si sa se siamo sulla strada giusta?
Perché la decisione arriva da sé, senza pensieri,
senza titubanze, nel silenzio mentale.

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raffaele morelli
Psichiatra e Psicoterapeuta. Fondatore e Presidente dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, Direttore responsabile delle riviste Riza Psicosomatica, Dimagrire, MenteCorpo.
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