Percepire e credere: sono la stessa cosa?
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Percepire e credere: sono la stessa cosa?

Percepire non è credere: uno ha a che fare con il nostro mondo interiore, l’altro con le convinzioni e i pensieri inutili che ci allontanano dalla felicità

Che cosa può condurci verso la felicità? Per scoprirlo bisogna comprendere il fatto che in ognuno di noi esiste un lato nascosto che vive altrove, lontano dai problemi o da quei pensieri che ci traghettano verso un’immagine sbagliata di noi stessi, in cui nulla sembra funzionare. Nel primo caso siamo nel regno della percezione, quando tramutiamo in azione i messaggi inviati dal mondo sensoriale, mentre nel secondo facciamo i conti con la credenza, ovvero l’idea che ci siamo fatti di noi e della realtà circostante.

Facciamo un piccolo esempio: ti stai frequentando con una persona, va tutto bene, avete gli stessi gusti, fate delle conversazioni magnifiche, ma arrivati sul più bello qualcosa si rompe e ti accorgi che quella sintonia che “credevi” autentica all’inizio, era solo un’illusione. Oppure capita che all’improvviso noti qualcuno che ti incuriosisce, anche se sembra molto diverso da te e soprattutto l’opposto di quello che pensi sia giusto. Ebbene, nonostante l’apparenza, percepisci nel profondo di non riuscire a resistergli proprio per quel qualcosa che lo distingue e rende unico dagli altri. Ma cosa significano nel dettaglio questi due termini? Perché involontariamente li confondiamo? Vediamolo insieme.

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Credere: cosa significa

Credere è un atto esterno: il fondamento del nostro modo di pensare e dei valori su cui abbiamo costruito la nostra vita. Quando guardiamo il mondo con occhi esterni, perdiamo di vista ciò che siamo nel profondo, i nostri sogni. E sembra molto semplice ritenere importanti e assolutamente vere cose che non lo sono, finendo per farci piacere quel che in realtà non desideriamo e addirittura dargli la massima priorità. In questa maniera quell’io su cui modelliamo la nostra esistenza non corrisponde più alla nostra reale essenza, ma appartiene a un altro o è conforme alle convenzioni sociali del momento. E per non deludere noi stessi (e l’“universo” che ci guarda) facciamo di tutto per obbedire a regole che ci autoimponiamo, correggendoci continuamente per assomigliare al modello che crediamo essere la nostra destinazione. Ma ci sbagliamo: così facendo entriamo in un vortice senza via d’uscita di pensieri inutili e ossessivi che non ci permette di realizzare il nostro vero destino e a vivere in armonia, facendoci quindi sprofondare nell’insoddisfazione.

Percepire: cosa significa

Percepire è la strada verso l’inconscio: rivela ciò che viene da dentro, la parte interna che spesso nascondiamo e che sa condurci alla nostra meta. A volte è proprio il corpo a parlarci, a mandarci segnali che faremmo bene ad ascoltare: sensazioni che arrivano per indicarci la strada giusta per noi, evitando tragitti vorticosi e blocchi mentali. Solo prendendo le distanze dall’idea stereotipata e fittizia che abbiamo di noi, entreremo in contatto con il nostro nucleo interiore, lasciando che l’istinto, la nostra più preziosa guida, scenda in campo e ci faccia sentire finalmente a casa. Un caso emblematico lo troviamo nelle relazioni amorose: se non ci facciamo distrarre da ragionamenti e ideali, in poco tempo riusciamo a comprendere se la persona con cui stiamo fa per noi. Quando non c’è chimica, ad esempio, diciamo che non ci piace a pelle. Ecco che quell’odore o intuizione che abbiamo percepito ci avvisa che dobbiamo voltare pagina e andare oltre. Non si tratta di preveggenza: la nostra anima viaggia nel presente e, dato che ci conosce meglio di chiunque altro, sa cosa serve per renderci felici, qual è la nostra direzione e soprattutto quando è il momento di passare all’azione. Non ci resta che ascoltarla.

Perché percepire è fiorire

Smettere di focalizzarci su quanto accade all’esterno fa sì che la nostra anima possa crescere e quindi la mente, non più intasata da preoccupazioni e tormenti, diventi più ricettiva e performante, e riesca a far emergere ciò che siamo veramente. Non serve assillarci di “perché” e di “come”, chiederci se scegliere una cosa piuttosto che l’altra, chi siamo e cosa desideriamo. Quando ci troviamo di fronte a un bivio o un dubbio, dobbiamo solo seguire ciò che vogliono comunicarci le sensazioni che vengono a trovarci dal profondo: così la nostra felicità può fiorire.

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